WhatsApp e i messaggi vocali

Tutti li usiamo.
Specie con chi siamo più intimi.
Semplifica il messaggio scritto se stiamo facendo altre cose e risparmia la telefonata.
Una sorta di walky-talky. Ed è proprio sulla base di questo strumento che sono stati studiati i messaggi vocali.
Li abbiamo scoperti dall’estate 2013 circa, c’è chi subito se ne è innamorato..abusandone…c’è chi invece, più timido vi si è approcciato in ritardo.
L’applicazione che ce li ha serviti su un piatto d’argento è stata WhatsApp, nata per mano di un ucraino -Jan Koum- , emigrato in America con la famiglia, che si era messo da parte un bel gruzzoletto, lavorando niente popò di meno che per Yahoo!
Sono passati sei anni dal lancio, WhatsApp è tra le app telefoniche più popolari e redditizie del mondo, e Facebook l’ha acquistata per 16miliardi di dollari più altri 3 miliardi per i fondatori e per lo staff.
La prima prova, nel maggio 2009, fu un buco nell’acqua. Ma un mese dopo Apple introdusse in iOS 3.0 le notifiche push. Questo spinse Koum a ripensare WhatsApp come una app di messaggistica completa e multipiattaforma che avrebbe usato la cartella dei contatti telefonici come un social network prefabbricato, e il numero di telefono al posto di un login.
WhatsApp può essere attivato su sei piattaforme diverse: Android, iPhone, BlackBerry, Nokia S40, Symbian e Windows Phone.
Koum e Acton – l’altro socio- vogliono essere considerati un’app affidabile e semplice. Quello che li tiene svegli anche la notte sono le sporadiche interruzioni del servizio del server.
In un’intervista dicono: La gente ci chiede una versione desktop, per i nomi utente – ma noi ci concentriamo sull’utilità, sulla semplicità, sulla qualità del servizio. Non vogliamo creare un’app per rimorchiare e conoscere partner. Noi ci occupiamo di quelli che sono già intimi».
Per quanto riguarda i nuovi messaggi vocali premi-e-parla, basta premere il disegnino del microfono per registrare e spedire un messaggio vocale; per ascoltarlo, il telefono passa in automatico dalla modalità speaker al volume basso, quando i suoi sensori di prossimità avvertono che l’apparecchio viene tenuto vicino a un orecchio.
Ma voi non vi siete mai chiesti se la cronologia potesse essere in qualche modo intercettata e controllata? A questo proposito dice Koum: «Sono cresciuto in una società dove qualunque cosa tu facessi venivi intercettato, registrato, spiato. Alcuni miei amici finirono nei guai per aver raccontato barzellette sui leader comunisti. Nessuno dovrebbe avere il diritto di intercettare le conversazioni. Le comunicazioni tra il client e il nostro server sono criptate. Noi non salviamo alcun messaggio sui nostri server, non conserviamo la cronologia delle chat».

C’è un neo?
Per me sì, da quando non riesco più a sentir i messaggi vocali quando mi attacco il telefono all’orecchio, quindi faccio figure di m**** colossali.
Vi prego rimettetemi quella funzione lì.
Il neo è poi anche quello che i tuoi messaggi vocali con la tua riconoscibile voce possono essere inoltrati e reinoltrati dall’interlocutore tuo e a loro volta dai suoi.
Quindi fate attenzione a non dire fesserie, che non si sa mai con chi si sta parlando, perché tra l’inoltro e lo screenshot siamo tutti fottuti! hahah

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