UNA TANA EN ARGENTINA: INCIPIT

Si può.
Si può smettere di dare quella sorta di continuità tra te e la moglie di.
Si può.
L’ho fatto.
È stato bellissimo, ero io, me, Mari, Maria Elena, la tana o in qualunque altro modo sia stata chiamata… Ma ero solamente IO!
È stata un’esperienza fantastica, ci sono stati alti e bassi, ma i “bassi” li ho sfruttati perché diventassero “alti”.
Non è importato se fossi da sola, se chi mi aveva promesso di portarmi a conoscere la città è ritornato improvvisamente sui suoi passi.. Io..da sola.. Ho conosciuto molto di più di ciò che mi avrebbero portato a conoscere.
Allora gambe in spalla e telefono in mano per fare foto.
Anche se le foto più belle sono quelle impresse nella mente.
Ho il brutto vizio di fissare, di incantarmi osservando, ma è solo che voglio racchiudere determinate immagini nella mia testa.
Sono stata padrona di ridere a squarciagola, di piangere, di camminare km, di stancarmi, di addormentarmi all’ora che più mi piaceva, di mangiare senza orari.. Senza che nessuno mi guardasse male, senza che nessuno mi dicesse così non si fa, senza che mi dicessero facciamo una sosta.
Da più piccola mi chiamavano trottola (oltre che Mary Poppins).. E questo spirito non l’ho perso e me ne compiaccio.
Trottola perché praticamente avevo il dono dell’ubiquità e mai mi fermavo, Mary Poppins per il mio diffondere sorrisi e semplicità..lo zucchero con cui la pillola va giù (banniamo i doppi sensi grazie, sempre stata sana e lucida).
Essere sola mi ha permesso di pensare, riflettere su tante cose, sembra una cavolata, ma un giorno da sola però con la tua rutine non ti permette di farlo.. L’ho potuto fare solo estraniandomi dal mio contesto.
Se mi sento più matura? No.. Non voglio dire questo, ma forse che ho maturato delle mie idee, il mio approccio con determinate situazioni.
Ecco..Questo sì.
Ho conosciuto luoghi, persone, ho ballato fino allo sfinimento, ho coltivato amicizie che prima erano solo conoscenze e ne ho iniziate di nuove.
Ho studiato e ottenuto ottimi esiti.
E sono molto orgogliosa di come ho gestito, da sola, i miei primi step nell’avventura della convalida della mia laurea a Buenos Aires.
Da qui partirà la mini rubrica di Una Tana En Argentina…

Ps: ecco ora rileggete il tutto con questa in sottofondo…poco prima di arrivare mi dissero che sarebbe stata la canzone per la mia presenza a Buenos Aires..la colonna sonora del mio viaggio. Da lì volente o nolente la sentivo in ogni angolo, in taxi, da una macchina ferma al semaforo, in discoteca…

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Se puede.
Se puede terminar de ser solo la esposa de.
Se puede.
Lo hice.
Fue hermoso, era yo, mi misma, Mari, María Elena, la tana o en cualquier otro apodo que me dieron.. Pero era YO!
Fue una experiencia fantástica, tuve altos momentos y también bajos, pero a los bajos los volví en altos.
No importo si estuve sola, si quien me prometio llevarme por todos lados me dejò plantada, porque yo..sola… Conocí mucho mas de lo habría podido conocer con una “guía” cualquiera.
Entonces caminar y con el teléfono en la mano para sacar fotos.
Aunque las fotografías más bellas son aquellas que te quedan imprimida en la cabeza.
Tengo el feo vicio de mirar fijo, pero es que quiero encerrar en mi determinadas imágenes.
Fui dueña de mi reír en voz alta, de llorar, caminar kilómetros, de cansarme, quedarme dormida a la hora que mas me gustaba, comer sin horarios algunos, sin que nadie me mirara feo, sin que nadie me estuviese diciendo “así no se hace” o “por favor paramonos”.
Cuando era mas chica me llamaban peonza (además que Mary Poppins)… Y yo esta onda nunca la perdí y me alegro por eso.
Peonza porque iba por todos lados y nunca me paraba, Mary Poppins por mi regalar sonrisas y simplicidad… El azúcar que endulza todas las purgas.
Estar sola me permitió pensar en muchas cosas, parece una boludes, pero aunque cuando este sola pero en tu rutina no te permite hacerlo… Pude solo cambiando mi contexto.
Si me siento mas madura?
No..no quiero decir eso, pero cambiaron algunas ideas, mi aproche con determinadas situaciones..
Eso si.
Conocí lugares, gente, bailé un montón, cultivé amistades que antes eran solamente conociencias y empezé nuevas.
Estudié con éxitos.
Estoy muy orgullosa de como maneje, sola, mis primeros pasos en esta aventura que es la reválida de mi titulo de abogacía en Buenos Aires.
De acá comienza “Una Tana En Buenos Aires”…

Pd: bueno, ahora lean de vuelta escuchando ESE TEMA: pocos días antes de partir me dijeron que iba a ser el tema por mi presencia en Buenos Aires, la “soundtrack” de mi viaje.
De ahí, queriendo o no, la escuchèpor todos lados, en taxi, de un auto parado en el semáforo, en un boliche…

Foto copertina: Agustin Piluso
Su instagram potrete seguire la gallery del mio viaggio con l’hashtag: #unatanaenargentina

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Foto copertina: Agustin Piluso
En instagram pueden seguir mis viaje con el hashtag : #unatanaenargentina

 

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