Una tana en argentina: Cap. 2°

Nel secondo capitolo vi racconto del mio primo fine settimana a Buenos Aires.
Quello che doveva essere in un modo e invece è stato in un altro.
Sapete il mini abito che mi sono presa da Kosiuko il giovedì?
È rimasto attaccato alla gruccia.

VENERDì
Mi sveglio e vengo “abbandonata” dal mio “angelo custode”.
-metto le virgolette sia mai che qualcuno se la prenda per qualcosa ahahah-
Amareggiata vado verso la Facoltà, dove mi stava aspettando Nilda Ukota che si occupa delle convalide.
La Facultad de Derecho è una specie di Partenone, all’interno è grandissima con mille aule e uffici e mi sono persa sia nell’entrare che nell’uscire.
È anche vero che ero un po’ scombussolata.


Da lì sono passata nuovamente alla floralis generica che sta a 300 metri e mi sono messa su una panchina al sole.
Mi è scesa qualche lacrima di sconforto devo essere sincera e mi sono mangiata un alfajor, mi sono goduta il calore del sole, quasi primaverile…però mi mancava qualcosa, avevo come il respiro tagliato.


Sono andata via malinconica ho attraversato Av. Figueroa Alcorta e ho preso un taxi. Dovevo tornare in albergo ad appoggiare la ventiquattr’ore.


Mi sono riposata e poi ho deciso di arrivare a piedi al centro commerciale Abasto.
Sono uscita e a passo svelto ho percorso quei 4 km circa.
Ho fatto un giro, mi sono fermata a COMPLOT e mi sono presa una tutina rosa. Mi sono detta che comunque mancavano altre due settimane e quindi altri due fine settimana..povera llusa, Ahahahahah!
Mi sono ordinata sushi da asporto e poi ho preso un taxi per tornare a cenare tristemente in camera: io, il sushi, la TV, un libro e la mia socia Giada sempre in collegamento tramite whatsapp!
Come sono arrivata in camera mi arrivano messaggi vocali… Voce amica per le mie orecchie… Era Gus.. Che mi dice “dai sono coi miei figli ti passo a prendere e vieni a cena da noi”.
Non ho cenato, ormai mi ero rifocillata con il
Giappogiappo, però sono andata ben volentieri a fare due chiacchiere.
Oltretutto i suoi figli sono meravigliosi, simpatici, affettuosi.. E lui una persona con cui poter parlare di qualsiasi cosa.
Era una di quelle conoscenze trasformate in amicizia di cui parlavo nell’introduzione a questa rubrica.
Quindi quel malinconico venerdì si è concluso con una buona birra, quattro chiacchiere, risate con i bimbi e Buenos Aires ai miei piedi.
Poi nanne nel mio lettone, della mia camera numero 14.

SABATO


Sveglia!!!
La giornata è bellissima!!!
Apro le tende, esco in terrazza per vedere la situazione climatica, mi vesto, scendo a fare colazione e vado a piedi verso il Cimitero della Recoleta.
Penso di essere stata li…due ore? Forse di più?
I cimiteri dovrebbero mettere tristezza, o incutere timore, invece tutte quelle statue, quei templi costruiti per loro che altro non sono che cenere oramai ma il cui ricordo è vivo… Erano uno spettacolo a cielo aperto, marmo, bronzo e poesie.
Vicino al cimitero c’è una chiesa bellissima per quanto semplice, finita nel 1732, è una delle chiese più antiche della città.


Esco di lì mi metto a sedere sul prato lì di fronte per un’ora intera al sole, prima di andare in giro per il mercatino.


Era un pullulare di persone, non solo turisti.
Poi mi sono avviata verso avenida Alvear, sono tornata indietro e ho pranzato alle 16:30 al Mc Donald del Recoleta Mall.. Io, me, il panino e Ricardo Arjona in sottofondo.
Ho temporeggiato e poi ho deciso di tornare all’albergo a piedi.
Passo svelto e in 40 minuti ho fatto marcia indietro verso Palermo.
Ero stanca, ma comunque sono andata a casa di Gus e c’era anche Vane, cenetta, chiacchiere e di nuovo nanna..
Ho provato in verità a buttarla lì a…Qualcuno.. di uscire e andare a ballare, ma evidentemente impegnato in cose migliori…

DOMENICA
Sole Cuore Amore
No per nulla!
Solo sole!
Mi sono svegliata presto però ho bivaccato un po’ nel letto.
Questa è stata la vera ed unica giornata di tristezza/incazzatura/malinconia/solitudine.
Palermo è un quartiere vivo, ogni giorno ad ogni ora..si, però il fine settimana ovviamente ancora di più e la domenica, con il bel tempo poi, che ve lo dico a fare!
Ogni ristorante era pieno stracolmo di coppie e gruppi di amici… E io? Sola?
Cammino cammino cammino.
Mi dava quasi fastidio essere sola in mezzo a tante persone che ridevano tra di loro e si godevano quella domenica.
Quindi vago per le vie cercando un locale dove pranzare o speluzziccare qualcosa…ma nulla. Ho lasciato perdere. Dopo un paio di ore sono tornata in albergo e li sono rimasta. Ho studiato, guardato film.. Tanti che nemmeno me li ricordo più e stop.

Se non ho fatto foto – IO – un motivo c’è.

Ancora una volta niente “noche loca de los mil tequilas” e niente “bailecitos”.

ESP

En ese capítulo les voy a contar de mi primero fin de semana en Buenos Aires.
El que tenía que ser en una manera y no… Nada que ver!
Se acuerdan de mi vestidito que compre en Kosiuko el jueves?
Quedó colgado en el armario.

VIERNES
Como me desperté fui “abandonada” de mi “ángel de la guarda”.
Puse todas esas “””” para que nadie tome mi palabras en manera equivocada, por las dudas.
Amargada me voy a la Facultad, donde me estaba esperando Nilda Ukota, la responsable de la oficina de Pases y reválidas.
La Facultad de Derecho es media parecida al Partenón, adentro es grandísima, con mil puertas, pasillos, oficinas.
Me perdí entrando y..saliendo también… Bueeeena pero estaba media media!


De ahí pasé otra vez por la Floralis Genérica -que queda lejos unos 300 metros de la facultad-y me senté en un banco, con la cara al sol.
Me salieron algunas lagrimas, tengo que decirlo, por el cansancio mental y físico.
Me comí un alfajor, disfruté un poco del sol.. Pero me faltaba algo, era como si tenía la respiración cortada.
Me fui de ahí con melancolía, cruzé la Av. Figueroa Alcorta y tomé un taxi.
Tuve que regresar al hotel para dejar la cartera con los papeles.
Descansé un ratito y decidí de alcanzar caminando el shopping Abasto.
Entonces salí de ahí y rápidamente hice como 4 kilómetros.
Di una vuelta, entré en Complot y me llevé un vestidito rosa.
Me dije: bueno todavía me faltan dos semanas..entonces dos fin de semana, así que…. Ilusa..jajajaja!!!
Pedí un sushi para llevar, tomé un taxi que me llevara al hotel y ahí cené en mi habitación: yo, el sushi ese, el Tele, un libro y mi socia Giada en directa a través del whatsapp.
Como termine de comer me llegaron unos audios… Voz amiga para mi oído!!! Era Gus.. Que me decía “dale nena yo estoy con mis hijos, te pasamos a buscar y te venís a cenar con nosotros a mi casa”.

No cené, ya me había llenado con el japonés, pero fui con gusto para hacer unas charlas.

Y mas sus hijos son un amor, cariñosos, simpáticos…y el es una de aquella conociencia que se hizo amistad!

Entonces aquel viernes de melancolía termino con una buena cerveza, unas charlas, risas con los nenes y Buenos Aires a mis pies!
Después a dormir en mi cama King size de mi habitación 14.

SÁBADO
Despertaaaa!
El día es hermoso!!!
Abrí las cortinas, salí en el balcón para ver como estaba el clima, me vestí, desayune ahí abajo y alcanzé el Cementerio de la Recoleta caminando.
Creo que me quedé ahí como… Dos horas? Mas?
Los cementerios deberían meter tristeza o dar miedo, en cambio todas aquellas esculturas, aquellos templos construidos para ellos que ya son cenizas y que pero su recuerdo aun esta vivo… Era uno espectáculo al aire libre… Mármol, Bronzo y poesías…
Cerca del cementerio hay una de las iglesias mas antiguas de la ciudad, la Basilica Nuestra seNora del Pilar, hermosa pero simple.


Salí de ahí y tomé asiento en el césped ahí en frente por una hora.. Luego di una vuelta por el mercado y por avenida Alvear.


Estaba repleto de gente, no solamente turistas.
Volví al recoleta Mall y almorzé a las 16:30 hs en el Mc ahí adentro.


Éramos yo, mi misma, mi sándwich y Ricardo Arjona.
Volví caminando al hotel, tardé unos 40 minutos.
Estaba cansada, pero igual me fui a lo de Gus y conocí a Vane.. Cenamos, hablamos y después regresé a dormir.
En verdad intenté decir a..Alguien.. Dale salimos etc.. pero nada.

DOMINGO

Sol Corazón Amor?
No, nada que ver!
Solamente Sol!

Me desperté y me quedé un rato largo en la cama.
Esto fue el único día verdadero de tristeza/rabia/bronca/soledad.
Palermo es un barrio con mucha vida, cada día en cada hora..claro, pero mucho mas en los fin de semana, ni hablar los domingos con el sol!!!
Cada restaurante estaba repleto de parejas y grupos de amigos… Y yo? Sola…
Caminé, caminé y caminé.
Casi me molestaba estar sola entre todas las personas que reían y disfrutaban de su domingo.
Así que estuve recorriendo aquellas callecitas, buscando un lugar donde poder comer o picar algo, pero nada.
Después de un par de horas regresé al hotel y ahí me quedé.
Estudié y miré películas… Así tantas que ni me acuerdo.
Y listo.
Si no saqué fotos – JUSTO YO – habrá una razón no?

Otra vez mas..nada de “noche loca de los mil tequilas”, ni “bailecitos”.

 

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