UNA TANA EN ARGENTINA 2 : altro giro altra corsa

Giovedì
Giorno 1

Ieri sono arrivata in aereoporto da Termini, ho pranzato a Roma con mamma da Roscioli e poi passeggiato sotto la
Pioggia a campo de fiori, fino al Pantheon.. Con tutte le volte che vado a Roma non ci ero mai entrata.
Tornando però all’aeroporto: mi sono messa in fila al desk e uno steward mi si avvicina proponendomi, siccome il mio volo era in overbooking, di prendere il volo per San Paolo e da lì uno per Buenos Aires, la valigia però sarebbe partita con il mio volo, ma mi avrebbero dato 800 euro da spendere in voli Alitalia per me o qualcun altro.
Ci ho pensato, ma non ho accettato.
Quando invece in fila al gate è toccato il mio turno per imbarcarmi, la hostess ha preso il mio biglietto lo ha passato nella macchinetta e questa macchinetta ha fatto error e lampeggiava in rosso e io ho pensato: cazzarola! Vuoi vedere che come minimo adesso mi fanno cambiare volo veramente?
E invece no! Mi ha detto: signora le abbiamo cambiato biglietto viaggerà in business class.
Sono sempre fredda e contenuta in pubblico, non ho fatto vedere il mio sollievo – chiamiamolo così.
Salgo in aereo, prendo il mio posto e quasi non ci credo.. Un viaggio dove posso non impazzire a trovare la posizione giusta.
I sedili sono morbidi, ti fanno il massaggio (non proprio piacevole), ti puoi stendere come se fosse un letto, il cuscino è morbido e il piumone è cicciotto e soffice. Lo schermo per guardare i film può essere chiamato schermo, le cuffie quasi ti insonorizzano i rumori esterni e ti avvolgono l’orecchio. Ti passano a portare l’aperitivo e i pasti sono con cibo dignitoso, vere posate, veri piatti, veri bicchieri il tutto appoggiato su una tovaglia!
Ho dormito come un bebè.
Oggi sono scesa dall’aereo e sono andata con un chofer (stavolta nessuno mi è venuto a prendere) fino all’ufficio di Gustavo. Dovevo fare una commissione diciamo.
Poi in albergo.
Mi hanno salutato tutti contenti.
La stanza stavolta non affaccia su Via Jorges Luis Borges, ma su via Paraguay, il letto non è king size ma sono due letti di dimensioni normali e quindi essendo due portano un po via lo spazio alla camera.
Al di là della strada c’è un primaverile albero con fiori rosa.
La fregatura è che diluvi.
Sfaccio la valigia piano piano, mi faccio la doccia e poi vado dalla traduttrice a ritirare i miei fogli, ci siamo messe a chiacchierare e il tempo è passato senza che lei si accorgesse che si stava facendo tardi per fare la legalizzazione che ovviamente non mi hanno fatto perché alle 18 chiudono, quindi ci devo tornare.
Da lì vado a casa di Gus, ci aggiorniamo di ciò che è accaduto negli ultimi 40 giorni che non ci siamo visti e poi andiamo a cena a una parrilla a Palermo.
Praticamente parlo a lui come se fosse una donna e lui a me come se fossi un uomo.
Dopo la cena mi ha riportato in hotel e ho fatto nanne.


VENERDÌ
Giorno 2

Non potete capire oggi quanto ho camminato. Stamani sono andata a fare una sul Argentina per chiamare a casa e i miei amici o se devo chiamare qualche ufficio.
Tappa obbligatoria Starbucks che è stato deludente perché io volevo la Wi-Fi e non funzionava, quindi per quanto era buono il caffè non me lo sono goduto per il nervoso.
Poco prima mi ero sentita con Agustin (il fotografo) e voleva andare a fare delle foto in una terrazza della facoltà di disegno dietro lo stadio del River Plate. Gli ho detto di sì anche perché là dietro c’è il parco della memoria e lo volevo andare a vedere.
Agus è più puffo di quanto ricordassi, questo non lo traduco nella parte in castellano sennò si arrabbia, è buffo ed è un bravo ragazzo.
La terrazza della facoltà è enorme solo che cade a pezzi, si vede tutta la costa del Rio de la Plata. Il fiume sembra un mare melmoso e anche abbastanza incazzato.
La terrazza è piena di studenti – quasi tutti puciosi – e noi ci mettiamo lì con una stella artois e un mini kitkat a testa a sparare qualche cavolata seduti in terra e a godersi il sole splendido che ha deciso di uscire.
Da lì camminiamo fino al Parco della Memoria, fatto in onore ai 30000 desaparecidos, 30000 giovani torturati e fatti sparire dal governo.
(Poco prima il taxi ci aveva sceso quasi di fronte all’ESMA, Escuela de Mecanica de la Armada. Li la dittatura militare argentina (76/83) aveva messo su uno dei più terribili campi di concentramento nel quale vengono rinchiusi e torturati migliaia di desaparecidos. Là dentro morirono circa 5.000 persone.
Per due anni, ogni mercoledì, dalla base militare dell’ESMA, aerei carichi di desaparecidos si levavano in volo verso l’oceano; migliaia di persone torturate e narcotizzate venivano lanciate in mare ancora vive)
http://win.storiain.net/arret/num198/artic6.asp
Dopo il parco siamo ritornati indietro, tutto a piedi fino a Congreso, non ce la facevo più più più!!! Taxi e hotel.
Stasera sono andata a cena con Gustavo e i bimbi, stanca morta però in buona compagnia.

SABATO
Giorno 3

Il sole non si sa dove sia. Giorni come il sabato e la domenica non mi piacciono, tutto è più tranquillo e a rilento e in giro ci sono più che altro turisti. Ugualmente vado al caffè tortoni. È tanto che lo dico e quindi perché aspettare.
http://www.amicidelcaffe.it/amicidelcaffe/index.php/2010/09/10/cafe-tortoni-buenos-aires/
Per pranzo sono tornata verso Palermo e dopo con un mal di ovaie incredibile sono tornata in hotel.
E adesso non esco.


DOMENICA
Giorno 4

Nuvole ne vuoi?
Sono andata a pranzo con Vanessa in piazza Armenia, brutto o bel tempo qui in zona è sempre carino per passare la giornata poi siamo andate a casa sua, fatto due chiacchiere. Una tranquilla domenica tra amiche.

 

CASTELLANO:

 

JUEVES
DIA1

Ayer con mi mama almorzamos en Roma en un restaurante que se llama Roscioli, comí una carbonara exquisita y después dimos una vuelta por Campo de’fiori y llegamos hasta el Pantheon, con cuantas veces me voy a Roma esta fue la primera que entre ahí, hermoso.
A las 17:35 hs tenía el trencito que me llevaba a Fiumicino Aeroporto.
Cuando me metí en fila para despachar la valija se me acercó el azafato y me propone de cambiar vuelo, irme hasta San Paolo en Brasil y de ahí a Buenos Aires, y más me daban 800 euro para gastar en vuelos alitalia.
Por ahí lo pensé, pero al final decidí que no.
En cambio, cuando estaba en fila para embargar y la azafata pasó mi pasaje en la maquinita, esta sonó y hacía una luz roja diciendo “error”.. Ya estaba pensando “puta madre que hice, como el avión está en over booking capaz que me digan que no puedo subir.. Justamente yo!”
Y nooooo!!! Me dice: señora le cambiamos el pasaje viaja en business class.
Vamosssss!
Y yo fría y fina como suelo ser me limité a un: gracias.
Subo, tomo mi asiento y no lo puedo creer.. Por fin un viaje cómodo, y no uno que me toca hacer el tetris entre mí mismo cuerpo, él almohada de mentira, el cinturón de seguridad etc etc.
El asiento te abraza, te hace masaje y se hace cama, el almohada es gordita y suave, el alconchado viene con pluma adentro, para mirar la pantalla no hace falta el monóculo, los auriculares te encierran bien las orejas que no escuchas nada de lo que pasa alrededor tuyo.
Te dan un aperitivo – que no tomè – y la comida es comida no plástico! Vajillas verdaderas, mantel blanco y nada que se rompe que te cae por todos lados y terminas comiendo con las manos.
Dormí como una beba.
Hoy baje del avión y nadie me vino a buscar esta vez.. Pedí un chofer para el traslado, me llevó a Pompeya a la oficina de Gus y de ahí a mi hotel. Otra vez elegí el BA SOHOTEL, los chicos fueron todos re cariñosos.
La habitación dá por el lado de calle Paraguay, la cama no es King Size, hay dos camas y eso quita un poco de espacio y el baño es un poco más chico. Bueno es igual me dá lo mismo.
En frente hay un árbol con flores rosas que sabe de primavera…. Pecado que llueve como no sé que.
Despacito desarmo la valija, me ducho y me voy al colegio de los traductores.
La traductora charla mucho, muy buena, amable y todo pero la hora se pasa y y a el que me tiene que legalizar los papeles no le importa justamente un carajo, así que mañana tengo que volver de vuelta.
De ahí me fui a lo de Gus, nos contamos de lo que nos pasó en estos 40 días que no nos vimos y fuimos a comer una parrilla en Palermo.
Prácticamente hablo con Gus como si fuese una amiga mujer y el a mí como un amigo varón.
Después a dormir!


VIERNES
DÍA 2

No pueden entender cuánto caminé.
Hoy a la mañana fui a hacer un chip argentino de Movistar para llamar a casa, a mis cuñadas, mis amigos etc..
Etapa obligatoria STARBUCKS, me decepcionó esta vez el wifi no funcionaba.
Poco antes hable con Agustin (mi amigo fotógrafo) que me dijo que quería ir a hacer unas fotos en la terraza de la facultad de diseño atrás de la cancha de River.
Y bueno vamos le dije, nunca fui.
La terraza es enorme pero toda destruida, se ve toda la costa, repleta de estudiantes medios hippy.
El río de la Plata parece un mar de barro y también bastante enojado.
Nosotros nos sentamos en el piso con una Stella Artois cada uno y un mini kitkat, hablando de boludeces y riéndonos, disfrutando del sol hermoso que salió.
De ahí caminamos hasta el Parque de la memoria, hecho para los 30000 desaparecidos, 30000 jóvenes torturados y hechos desaparecer del gobierno.
(Poco antes el taxi nos ha dejado en frente a la Escuela de Mecanica de la Armada – ESMA. Ahí el gobierno militar puso uno de los más terribles campo de concentración, en el cual venían encerrados y torturados los desaparecidos. Ahí adentro murieron 5000 personas.
Por 2 años, cada miércoles, del ESMA, partían aviones repleto de desaparecidos hacia el océano; hechaban las personas en el mar..torturadas, drogadas y todavía en vida.
Después de ahí regresamos, en pata hasta congreso.. Yo no daba más!!! Taxi y hotel!
Hoy a la noche fui con Gus y los nenes, hecha bosta pero en buena compañía.

SÁBADO
DÍA 3

El sol no se sabe dónde quedó.
Días como sábado o domingo no me gustan para nada, todo es más tranquilito y anda más despacito y afuera encontras muchos más turistas que porteños.
Igual me voy al café tortoni. Es mucho que lo sigo y nunca fui entonces porque esperar!
Es hermoso, sugestivo, me encantò!
https://es.m.wikipedia.org/wiki/Café_Tortoni
A almorzar volví a Palermo y después con un dolor increíble a los ovarios regrese al hotel.
Y ahora no salgo ni loca.

DOMINGO
DÍA 4

Queres nubes?
Otra vez tiempo feo.
Almorcé con la Vane en plaza Armenia, lindo o feo tiempo acá siempre hay gente, muy lindo para pasar un día.
Después fuimos para su casa a charlar y mirar tele.
Un tranquilo domingo entre amigas.

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