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UNA TANA EN ARGENTINA: CAP. PRIMERO (ITA/ESP)

Nel primo capitolo potrei racchiudere i primi 4 giorni.
Voglio raggrupparli perché sono i giorni in cui ancora non avevo focalizzato bene come rigirarmi in questa immensa città e, per timore, mi ero affidata ad un amico.
Stavo quasi dipendendo dal -se lui mi potesse o meno portare da qualche parte in base ai suoi impegni- cosa terribile, perché passavo dalla palla al piede di turno.
Diciamo che prima di partire mi erano state fatte un sacco di raccomandazioni: togliti gli orologi, mi raccomando la borsa perché ti vedono lontano un miglio se vai con una givenchy, non rispondere a nessuno, prendi sempre taxi e che ti portino fino a dove devi arrivare… Ecc Ecc…

LUNEDÌ

Todo comenzò bailando

Sono atterrata lunedì 31 agosto, stanca ma elettrizzata, fortunatamente avevo chi mi aspettava e non mi è toccato prendere un remis (che sarebbe una specie di nostro NCC).
Clima spettacolare, ha toccato i 26 gradi.
È stato il giorno in cui sbrigare le prime cose, come hotel/cambiare gli euro e cose così.
E in un battibaleno già se ne era andata la giornata, conclusasi con un pessimo piatto di pasta al ristorante RIETTI in Paraguay y Borges, che poi sarebbe il ristorante dell’hotel dove stavo alloggiando – BA SOHOTEL – consigliatissimo.
Ma procediamo per gradi.
Il mio amico (da qui in poi F.) mi aveva fatto la gentilezza di prenotarmi nel suddetto albergo, bello ma a buon prezzo, perché di un suo conoscente.
Per me, che sono fissata con gli hotel, andare a scatola chiusa non era il massimo.
La zona era Palermo Soho, quindi almeno per quello ero contenta.
Faccio il check-in e mi fanno subito trovare la camera pronta alle 10:30, perfetto.
Salgo e la stanza è E N O R M E, finalmente una signora stanza di albergo dove mi ci posso rigirare, con una TV degna di questo nome.
Di solito trovi stanze che stando seduta sul letto, con una mano riesci ad aprire la cannella in bagno, con l’altra cambi i canali della TV -non dal telecomando, ma dalla stessa TV che però comunque ti serve il binocolo per vederla- e col piede apri la finestra.
Letto king size con tre morbidissimi cuscini -solo per me-, balcone e…udite udite LA CAMERA ERA PERFETTAMENTE PULITA E SENZA LA TERRIBILE MOQUETTE!
A pranzo ho mangiato dei sorrentini, che altro non sono che tortelli, al nero di seppia e ripieni di salmone..con qualche totano preso e messo lì sopra..così, al caso.
Quando ho ordinato mi hanno pure detto che erano specialisti della pasta italiana..quindi la sera l’ho voluta provare..gli ho voluto dare fiducia diciamo.
Scotta, sciapa, quelle povere penne che sguazzavano assieme a dei pezzetti di salmone in una brodaglia al vago sapore di pesce. L’ho pienata di sale, ma nulla da fare…e il cameriere che mi diceva “tutto ok?” E io che gli dicevo di si, ma i miei occhi dicevano “avete ucciso la pastasciutta”!
Dopo “cena” per togliermi quel sapore di bocca è stato un lavorone!

MARTEDÌ

Loquita

Eccoci al mio primo appuntamento all’università, in pieno microcentro: 25 de Mayo 221 – laboratorio de idiomas – UBA.
L’edificio quando entri è tutto bianco con dei soffitti infiniti e delle colonne imponenti. Bellissimo. Per andare al 4º piano decido di non prendere l’ascensore, ma risalgo l’immensa scalinata, antica, con gli scalini di marmo levigati da tutte le scarpe che li hanno scesi e saliti, più sali e più le pareti sono rovinate, ingiallite, le porte di legno sbilenche, le sedie mangiate dai tarli, ogni atrio è invaso da fogli di avvisi, post-it, orari di lezioni, volantini…
Arrivo, aspetto la professoressa, una donna gentilissima e simpatica che mi dà l’opportunità di dare l’esame di lingua già la settimana dopo.
Entusiasta esco e mi avvio a piedi verso Paseo Florida.
Prima fermata in libreria con la speranza di trovare il libro di Sancheri “La Pregunta De Sus Ojos” da cui è stato tratto il film Il segreto dei suoi occhi.
Lo trovo: MIO! (A luglio tutte le librerie che avevo girato lo avevano finito).
Dopodiché entro nella Galeria Pacifico, che è un centro commerciale con le grandi marche, e mi prendo un Cappuccino da Starbucks approfittando della Wireless.
Poi faccio un giro, pranzo e mi concedo anche una piega dal parrucchiere…360 pesos di piega… Che col cambio ufficiale sarebbero stati 36 euro…limortacci.
Esco da lì prendo un taxi e arrivo in hotel a riposare un po’…esco e vado fare una passeggiata per Palermo.
Ero intimorita a dire il vero, non sapevo se uscire o meno, poi mi son fatta coraggio.
La zona è incantevole, palazzi carini, ristorantini, negozi belli, strade pulite.
Dopo la mini passeggiata rientro e mi preparo per la sera.
F. mi porta a cena in un ristorante dove tutte le sere c’è uno show di musica Jazz a tema, quel Martedì 1 settembre era Il Jazz nel cinema. Il posto è situato dietro ad un negozio di dischi che si chiama Notorius, in Callao – Recoleta.
Iniziamo a cenare e dalle 21:30 alle 23 hanno suonato, al pianoforte -e voce- c’era un signore anziano simpaticissimo che ogni canzone la introduceva con un aneddoto, al violoncello un ragazzo in carne che aveva un sonno non si reggeva ma molto bravo e alla batteria non ricordo..Non ha richiamato molto la mia attenzione.
Ad un certo punto si è messo a suonare la tromba un attore famoso (a quanto mi ha detto F.) di lì.
Bravi, molto bello.. Sicuramente mi piaceva di più mentre cantava, rispetto a quando suonavano solo.
Finisce la serata e tutti a nanna.

MERCOLEDÌ

Linda

Il mercoledì mi sveglio con la voglia di vedere qualcosa, allora alle 11:30 il mio amico mi passa a prendere anche se devo dire che non è stato un vero e proprio giro turistico, piuttosto un -metti-la-testa-fuori-dal-finestrino-come-i-cani-che-io-non-parcheggio-nemmeno-se-mi-paghi.
Allora, dal finestrino, ho visto Piazza Italia/l’ingresso dello zoo/l’ingresso del giardino giapponese/la scultura di Botero-da me soprannominata il gordo ancho/ puerto Madero, unico posto dove ci siamo fermati è stata la Floralis Generica, che in quel momento era chiusa.
Si, perché questo fiore di acciaio alto 23 metri ha un meccanismo che lo fa aprire e chiudere in base all’orario.
Dopodiché a pranzo ad una parrilla in Palermo Hollywood, dove ho mangiato mooooolto lentamente un tipo di carne che si chiama entreña, che a detto di F. doveva essere morbidissima invece la mia mandibola claudicante (si dice per una mandibola?) ne ha risentito, e un flan buonissimo.
Alle 15 la mia “guida” mi riporta in albergo e li sono rimasta…addormentandomi. Sono uscita solo per andare a fare due passi verso le 19.

GIOVEDÌ

Como yo le doy

Questo è il giorno in cui ho detto, che si fottano tutti, sono dotata di piedi e polmoni, esco e cammino, che mi frega se sono da sola.
Mi avvio verso un centro commerciale li vicino che si chiama Alto Palermo (Av. Santa Fe), prima tappa colazione da Starbucks -più forte di me adoro i cappuccini loro- e subito dopo passo da cuspide (i due negozi sono comunicanti) per comprare un libro su cui dare una ripassata di spagnolo in vista dell’esame.
Da lì raggiungo il centro commerciale, volevo comprare qualcosa per il venerdì è il sabato, dato che mi avevano detto mi avrebbero portato a ballare.
Mi provo ogni cosa da kosiuko (ma che cavolo di prezzi ha!!!) e alla fine mi prendo un vestitino della collezione estiva, fa freddo ma se non altro non stono col colore della pelle, visto che sono arrivata nera come la pece.
Prendo un taxi e mi faccio portare a Puerto Madero..non mi posso accontentare così di vederlo dal finestrino.
Arrivo e cammino, osservo, respiro.
Il sole mi scalda. Mi sentivo felice.
Mangio al volo da Mostaza e proseguo a piedi verso la Casa Rosada e per la prima volta entro alla Catedral Metropolitana.
Una bellezza, quanta maestosità, poi nemmeno a farlo a posta c’è stato il cambio della guardia.
Ero emozionata, mi sentivo veramente fortunata a ammirare tutto ciò, sono stata lì dentro circa un’ora e mezzo, mi volevo godere ogni singolo dipinto, ogni scultura, ogni guglia dorata.
Esco di li e vado di nuovo verso la Galeria Pacifico, ma solo fino a dove mi prendeva wireless per avvertire tutti che ero viva e vegeta.
Torno in albergo, doccia e un grande punto interrogativo nella testa… Che faccio stasera?
Finché non mi scrive F.
Andiamo a cena in un locale molto bello, ben frequentato, una sorta di Colle Bereto che però fa anche cena, con una terrazza dove dopo cena mettono musica.
Ok…c’ero già stata li -si chiama Vita (che si trova sempre verso Palermo / Darwin) – e se devo essere sincera in gruppo è molto meglio che in due.
Non sapevo che mangiare e ordino un risotto…chi me l’ha fatto fare?
Sembrava il riso con le verdure che ti danno all’ospedale, buttato giù a forza con un cazzotto in petto.
Tra una chiacchiera e l’altra però la stanchezza dei 9 km fatti a piedi nel pomeriggio si fanno sentire e non so perché non sia voluta rimanere lì per un cocktail e quindi mi faccio portare in hotel.
Così si conclude il primo capitolo. Niente “noche loca de los mil tequilas”. Niente “bailecitos”. Solo risi scotti e nanne, ma con gli occhi stracolmi di luoghi nuovi e meravigliosi.

ESP

En el capítulo primero podría juntar los primeros 4 días. Quiero hacer así porque son los días en los cuales no había enfocado como manejarme en esta semejante ciudad y, por miedo, confíe en un amigo.
Era casi como si dependiera de -si el pudiera o no llevarme a algún lado en base a sus cosas- cosa terrible, porque parecía una hincha pelotas.
Digamos que antes de partir me hicieron un montón de recomendaciónes: quítate los relojes, guarda, no vaya con la cartera ginvenchy que te sacan la ficha ahí nomas que sos extranjera, no contestes a nadie, tomate siempre un taxi que te lleve hasta donde tenes que ir.. Etc etc…

LUNES

Todo comenzò bailando

Aterricé el lunes 31 agosto, cansada pero excitada, por suerte había quien me vino a buscar y no me toco tomarme un remis.
Traje el sol me parece..clima hermoso, toco los 26 grados.
Es el día en el cual hacer las primeras cosas como Hotel/desarmar las valijas/cambiar plata y cosas así.
La jornada pasó ahí nomas, terminada con una pasta seca feísima en e restaurante RIETTI en Paraguay y Borges, que sería el restaurante del hotel – BA SOHOTEL – se lo recomendo!!!
Vamos despacito:
Mi amigo (de acá F.) se ofreció prenotar en el hotel ese, bello y mas barato de los demás porque el dueño es su amigo.
Para mi, que estoy enferma con los hoteles, no me daba para ir sin saber nada de como podría ser.
El barrio per era Palermo Soho, por lo tanto estaba contenta por eso.
Llego al hotel y mi habitación ya esta lista, a las 10:30 de la mañana, perfecto.
Subo al primer piso, habitación 14, y… Es ENORME, con un tele digno de ser llamado tele.
Usualmente encontras habitaciones que quedándote sentada en la cama con una mano podes abrir la canilla en el baño, con la otra cambias los canales del tele -y no del control remoto, sino del tele mismo / que pero sirve el monóculo para verlo- y con el pie podes abrir la ventana.
Cama king size con tres suaves almohadas – solo para mi – balcón y … Todo estaba bien limpito y no había ni un pedacito de moquete!
Almorcé con mi “ángel de la guarda”, pedí sorrentinos al nero de seppia rellenos de salmón… Y algunos pescados tirados arriba.
Mientras comíamos me dijeron que hacían una pasta seca italiana riquísima y yo, por cena, la quise probar, confíe..digamos.
Estaba demasiado cocinada, sin sal, aquellas pennas pobrecitas nadando juntas a pedazo de salmón en un liquido con sabor medio parecido a pescado. La rellené de sal, pero no tenía chance de volverse en rica.
El mozo me preguntaba “todo bien, le gusta?” Y yo que queres que haga! Le respondía que si, pero mis ojos decían “la mataron a la pasta bóludo!”
Después de la cena para quitarme de la boca ese sabor horrible tuve que trabajar mucho!

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MARTES

Loquita

Llegó el día de la primera cita en la universidad, en pleno microcentro: 25 de Mayo 221 – laboratorio de idiomas – UBA.
La planta baja del edificio es toda blanca con unas columnas infinitas. Bellísimo.
Para ir al 4º piso quiero subir por la inmensa escalera y no con el ascensor, antigua, con los escalones alisados por todos los pies que los pisaron.
Mas que subo y mas que las paredes son arruinadas, amarillas, las puertas torcidas, las sillas comidas por las termitas, todo repleto de hojas con avisos, post-it, horarios de las clases..
Llego y espero a la profesora, una mujer amable y simpática que me dá la oportunidad de rendir el examen de idioma ya la semana que viene.
Entusiasmada salgo y voy hacia paseo Florida.
Primera parada: librería El Ateneo para comprar el libro de Sancheri “La Pregunta De Sus Ojos”.
Lo encuentro: MIO! (En julio todas las librerías donde fui lo habían terminado).
Después voy al shopping Galeria Pacifico y me tomo un Capuchino en Starbucks aprovechando del Wifi, doy una vuelta, almuerzo y me voy a la peluquería… 360 pesos para lavar y secar… La concha de su hermana!
Salgo de ahí me tomo un taxi y llego al hotel para descansar un poquito, pero prefiero salir de vuelta y pasear por Palermo.
Tenía miedo en verdad, no sabia si salir, pero me hice coraje.
La zona es hermosa, limpia, repletas de restaurantes copados y tiendas lindas.
Esco da lì prendo un taxi e arrivo in hotel a riposare un po’…esco e vado fare una passeggiata per Palermo.
A la noche me pasa a buscar F. y me lleva a comer a un restaurante en donde cada noche hay un show de Jazz, ese martes 1 septiembre el tema era El Jazz En El Cine,
Ese local queda atrás de una tienda de discos que se llama Notorius, en Callao – Recoleta.
Empezamos a cenar y de las 21:30 hs a las 23 tocaron, pianoforte y voz : un señor anciano muy simpático que para cada tema contaba una anécdota; violonchelo: un chico medio gordo que tenía un sueño que no se quedaba parado, pero muy bueno para tocar y a la batería…no se, no me llamo mucho la atención. En un momento empezó a tocar un actor famoso (o sea yo no lo conocía pero F. me dijo así).
Todo muy lindo, hermoso.. Seguro me gustaba más cuando cantaban de cuando tocaban solamente.
Ad un certo punto si è messo a suonare la tromba un attore famoso (a quanto mi ha detto F.) di lì.
Termina todo y todos a dormir…

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MIERCOLES

Linda

El miércoles me despierto con ganas de ir a conocer algo, entonces a las 11:30 hs mi amigo me pasa a buscar, aunque no fue una verdadera vuelta para una turista, sino un metes-la-cabezita-afuera-del-vidrio-como-los-perros-que-yo-no-estaciono-ni-en-pedo.
Así que de la ventanilla del auto vi Plaza Italia/el entrada del jardín zoologico/la del jardín japonés/la escultura de Botero a la que le di el apodo gordo ancho/ puerto madero; el solo lugar donde bajamos fue a la floralis genérica, que en aquel momento estaba cerrada.
Si porque esa flor de acero, que mide 23 metros en altura tiene un mecanismo que le permite abrirse o cerrarse en base al horario.
Después almorzamos a una parrilla en Palermo Hollywood, comi una entreña, muuuuuyyyyy despacio, F. Me dijo que era muy tierna como carne y nada que ver -preguntenlo a mi mandíbula- y un flan riquísimo.
A las 15 hs mi “guía” me lleva al hotel y ahí me quede…dormida.

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JUEVES

Como yo le doy

Ese es el día en el que me dije: que se jodan todos, tengo pies y pulmones..salgo caminando, no me importa un carajo si estoy sola!
Me voy hacia el Alto Palerno (Av. Santa Fe), primera parada: desayuno en Starbucks – es mas fuerte que yo me gustan los capuchinos..muchoooos- enseguida paso por la librería cúspide para comprar un libro para repasar castellano.
De ahí alcanzó el shopping, quería comprar algo para salir el viernes y el sábado, dado que tenía que ir a bailar y algo así (y no fue así…bueno ya esta).
Me probo toda Kosiuko (pero tiene precios carísimos lpm), al final me llevo un vestidito de verano re lindo que pega muy bien con mi bronceado, dado que llegue negra como no se que.
Tomo un taxi que me lleva a Puerto Madero… No podía contentar de verlo desde la ventanilla de un auto!
Llego, camino, observo, respiro.
El sol me calienta.
Me siento feliz.
Como rápido en Mostaza y voy para la Casa Rosada, plaza de Mayo, el Cabildo y entro por la primera vez en la Catedral Meteopolitana.
Una belleza, majestosa, y no a hacerlo a propósito vi el cambio de la guardias.
Me sentía emocionada, afortunada, admirando todo eso, me quede ahí adentro como una hora y media, quería disfrutar de cada pintura, cada escultura, todo.
Salgo y alcanzo la entrada de la Galería Pacífico solo para engancharme al wifi y dar señales a quien me estaba buscando.
Vuelvo, ducha y una pregunta en mi cabeza… Que voy hacer a la noche?
Hasta que no me escribe F.
Me lleva a un local re copado, con una terraza arriba que se pone después de la cena.
Ok, ya fui ahí -se llama Vita (que queda en Darwin) – y si tengo que decir la verdad es mucho mejor en grupo que en dos…
No sabia que comer y pido un risotto… Quien me lo hizo hacer?
Parecía comida del hospital!!! Lo comí, una patada en el pecho y listo!
Charla atrás charlas, llegó el cansancio por lo 9 km que hice caminando y no me daba para quedarme ahí, entonces pido a F. de llevarme a dormir.
Así termina el primer capítulo.
Nada de “noche loca de los mil tequilas”.
Nada de “bailecitos”.
Solamente risottos sin sabor y kilómetros atrás kilómetros, pero con los ojos repletos de lugares nuevos y hermosos.

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