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Una tana en argentina: CAP. 3 <> (ITA/ESP)

LUNEDì

“Decidiste Dejarme” – Agapornis

Siamo all’inizio della seconda settimana dall’altra parte del mondo..il tempo è grigio e per questo lunedì ho solo un appuntamento per quanto riguarda l’università, un altro invece in un’agenzia di moda.

Esco dopo aver fatto colazione li al ristorante RIETTI, mi imbacucco un po’ e, con il taxi, vado ad Av. Corrientes al Colegio de Traductores.

Mi vedo con la traduttrice.

Dopo una lunga ricerca e dopo aver fatto fare diecimila preventivi, trovo lei, sembrava molto puntigliosa dallo scambio di email, però molto più economica di tutti gli altri.

È una donna di circa 50 anni, con gli occhi vispi e dei denti un po’ sporgenti che le fanno muovere in modo grazioso la bocca quando parla, capelli scuri a caschetto e incarnato olivastro.. però un po’ emaciato.
E’ molto simpatica, dolce nel modo di porsi, mi chiede incuriosita chi sono, da dove vengo e a cosa mi occorrono quei documenti, contraccambia anche lei raccontandomi la sua storia.
Guardiamo i documenti e alla fine le chiedo cosa ci fosse lì vicino da vedere da poter raggiungere a piedi..lei mi guarda e mi dice: ma perché non in metropolitana?
Le spiego che mi sono state fatte mille raccomandazioni sulla metro di Buenos Aires, come se discendessi negli inferi e in fondo alle scale ti aspettasse Caronte.

Ha un appuntamento vicino alla Casa Rosada e mi dice di andare con lei.
Credevo che uscendo dalla metro ci salutassimo, invece mi porta al Cabildo e me ne racconta la storia, parliamo del fatto di quanto Buenos Aires ricordi le nostre città europee, anche se con minor storia (lungi dall’ avere monumenti antichi come il nostro colosseo per esempio), ma con edifici molto simili come stile.


Andiamo oltre il Cabildo e prendiamo Calle Bolivar, dove all’angolo con Calle Alsina c’è una libreria di fine ‘800/inizi del ‘900, che era un caffè letterario, siamo entrate affascinate da quelle vecchie insegne, da quel bancone di legno dove prima venivano serviti caffè e tè caldi e che adesso altro non è che uno scaffale.


Usciamo e ci incamminiamo verso San Telmo, ma non lo raggiungiamo, arriviamo fino a Av. Belgrano e torniamo indietro per Calle Defensa.
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All’angolo tra Defensa e Alsina c’è da un lato una chiesa francescana, dall’altro un’antica farmacia, bellissima.


La saluto dopo un po’, mi dice di proseguire per il Paseo de Las Historietas, vado e lo trovo, ma la giornata grigia e l’essere sola non mi hanno permesso di godermelo molto, quindi torno indietro e vado a pranzare alla Galerìa Pacifico.

Dopo torno in albergo, mi faccio la doccia, mi cambio e verso le 18 raggiungo la mia amica Vane, che mi aspettava a Palermo – Las Cañitas, zona in cui io avevo l’appuntamento all’agenzia di moda.
Erano una donna e un uomo.
Un V I S C I D O.
Voleva parlare a tutti i costi italiano, parlava a 2 (nel senso lento più della messa cantata), già dopo due minuti avevo il latte ai coglioni (oggi in francese parlo), gli rispondevo in castellano..come per dire ciccio, parlo la tua lingua, datti una mossa, sennò se per ogni parola ci metti 5 minuti qui ci si fa notte!
Insomma mi ha detto di tornare a far due foto che metteva su un set lì in quel buco di stanza 2×2, gli ho detto “CEEEERTO, COME NO!”, tempo zero come sono uscita di lì l’ho bloccato in ognidove.

Da lì con Vanessa siamo andate verso casa sua,  con la macchina siamo passate per Belgrano, una zona residenziale, dove ci sono delle ville mozzafiato, che sogno sarebbe!
Arriviamo e portiamo fuori il suo cane, nel parco vicino casa sua c’era un sacco di gente a fare sport, crossfit all’aria aperta, jogging, rientriamo e chiacchieriamo, ordiniamo empanadas e poi vengono Gus e Esteban, ascoltiamo musica da youtube, spariamo un po’ di cazzate e poi alle 23 i ragazzi mi riaccompagnano verso l’albergo, divertendosi a farmi dire una filastrocca “erre con erre guitarra, erre con erre carril, que rapido ruedan las ruedas del ferrocarril”.

MARTEDì

 


Me la dormo un po’ di più ed esco dalle 10:45 alle 13, faccio un giro per Palermo, la giornata è caldissima, un sole splendido, sembra maggio.
Mi guardo tutte le vetrine e percorro ogni via di questo quartiere, c’è una pace, come se fosse un altro mondo inserito tra Avenida Santa Fe, Av. Cordoba e Scalabrini Ortiz.
Mi fermo allo Starbucks in Calle Malabia, vicino Plaza Armenia e ripasso un po’ di castellano per l’esame con il mio Latte con Dulce de Leche, poi proseguo e cammino altri 4 chilometri – che come ho fatto a camminare tanto così solo per Palermo Soho, Dio solo lo sa.
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Torno in albergo per le 13:15 e per le 14 già mi viene a prendere Vane.
Andiamo al Giardino Giapponese e pranzo con un sushi carissimo, ogni roll un pezzo di rene praticamente.


Facciamo tutto il percorso, che poi non è gradissimo, però è dalla prima volta che sono andata a Buenos Aires che dico di volerlo visitare.
Ci sono laghetti e ruscelli pieni di pesci di ogni dimensione, alcuni fanno un po’ impressione perché sono i classici pesci rossi che vinci al Luna Park però in scala 10000:1!!!


In poco tempo finiamo il giro e decidiamo di andare al Rosedal, purtroppo non ci sono le rose in fiore, perché chiaramente è inverno, però è un luogo incantevole con 18000 piante di rose, 26 Busti di scrittori e poeti, un lago coi cigni, un patio con delle mattonelle di ceramica dipinte a mano e un ponte greco tutto bianco che fa contrasto con tutto quel verde.

Da lì ci spostiamo alla Recoleta, precisamente a fare un giro al Buenos Aires Design.
Stanche morte poi rientriamo alla base..io in albergo e lei a casa sua.

MERCOLEDì

“MI AMOR PROHIBIDO” – LOS TOTORA

Piove come Dio la manda.
Mal di ovaie come pochi…10 giorni prima però?
Ok rimango a letto, dormo, studio, guardo la tv, dormo, studio, guardo la tv, questo fino alle 16 fino a che non mi decido dolorante di scendere in farmacia e poi mi faccio un toast lì al RIETTI. Torno in camera e la solita tiritera, poi mi riprendo, preparo i biglietti aerei per il venerdì e alle 20:30 esco, vado al The Steve un pub americano poco distante dal mio hotel.
Arrivo bagnata come un pulcino e ad aspettarmi c’è Alessio, un ragazzo di Roma, un ragazzo con cui mi ha messo in contatto il mio amico d’infanzia Manfredi.
Alessio vive a Buenos Aires da 5 anni ed è fidanzato con una ragazza di lì da ben 10 anni: Agustina.
Sono un amore questi due ragazzi, divertenti, simpatici, parliamo un mix di italiano, castellano, romano, toscano.
Ci raccontiamo aneddoti vari e non sembra proprio che ci fossimo conosciuti solo in quel momento.
Dopo birre (acqua per lui e il suo fioretto), alette di pollo piccanti e patatine, a mezzanotte passata andiamo via.

“CANTA” – VI EM

GIOVEDì

Ecco arrivato il giorno dell’esame del CEI.
Colazione, taxi e università.


Da lì mi mandano alla banca su Av. Corrientes, vado veloce, una fila di mezz’ora.
In fila non sapendo che cavolo fare mi sono messa a cancellare foto nel cel per liberare la memoria, si avvicina quella specie di guardia giurata, che aveva solo un occhio, e mi dice: “Eu, NO!” indicando il cellulare…io lo guardo con gli occhi come per dire “ca**o vuoi?”, e  mi indica un cartello accanto al divieto di fumo con un bel cellulari sbarrato… nella mia testa è comparso un bel: MAH!
Zitta e mosca arriva il mio turno.
Pago e corro in facoltà.
Consegno il bollettino, firmo la scheda e salgo al quarto piano.


Mi accomodo nella seggiolina piena di schegge, una di quelle con il banchino sul bracciolo.Tiro fuori il libro e ripasso qualcosa..ma cosa? oramai quello che so so, le parole che conosco le conosco e l’accento che ho già ce l’ho.
Entra un ragazzo riccioluto con la fidanzata, che si nota subito essere sudamericana.
Luis sfodera un “da qui non vedo una mazza” con accento clamorosamente nordico.
IO: << Italiano eh? >> LUI: <<Si, di Treviso! >> mi*chia se si sente!!!Mi racconta delle sue vicissitudini, della sua laurea italiana in scienze della comunicazione e del casino per convalidarla, del casino per fare il DNI (il documento di riconoscimento argentino), dei soldi spesi per tradurre i documenti ecc ecc..
Insomma constatiamo di essere pressoché sulla stessa barca.
Per ultimo entra un altro ragazzo con un riconoscibile accento romano.
La prova scritta consisteva nella comprensione di tre testi, e nello scrivere una lettera formale e una informale sulla base di uno schema o delle informazioni scritte lì.
Finito lo scritto, mi metto a chiacchiera con il romano nell’attesa del nostro turno per l’orale, è abbastanza alto e molto magro, vestito come un buon pariolino Doc, ha la mamma argentina e il babbo italiano, con i nonni che vivono a Buenos Aires, è un giovane chirurgo plastico, che per convalidare la sua laurea deve fare ben 10 esami! Mio Dio, che tiritera..e menomale che tra Italia e Argentina ci sono le convenzioni!
Ecco il mio turno, saluto il mio nuovo amico ed entro, mi faccio una chiacchierata con la prof. e qui finisce il mio orale.
Esco più leggera e con un peso in meno, la sera prima dell’esame sono intrattabile e invece Alessio e Agustina me ne hanno fatto completamente dimenticare e tutta l’ansia accumulata durante il giorno è svanita.
Vado a pranzo da Starbucks nella Galerìa Pacifico (fattelo un giro lì quando hai un minuto Mari!)
K
..poi ritorno in albergo.
La sera: cena di sushi a casa di Gus, con Vane e Javi..all’insegna del YO NO COMPARTO!
(questa è lunga ci vorrebbe un capitolo solo per questo…magari in fondo vi spiego)
Poi nanne nella mia camera numero 14 per l’undicesima notte.

“ADIOS” – ROMBAI

ESP

LUNES

“Decidiste Dejarme” – Agapornis

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Va empezando la segunda semana de mi presencia en Buenos Aires..el día esta gris y por ese lunes tengo solo una cita por el tema de la universidad, otra mas, en cambio, en un agencia de modelos.

Desayuno en RIETTI y salgo, me abrigo bien y me voy en taxi al colegio de traductores en Av.corrientes.

Después de tanto buscar y de muchos presupuestos, encuentro una traductora que me hace un precio más barato de los demás.
Es una mujer cerca de los 59 años, con los ojos vivos y unos dientes que le salen un poquito para afuera y le hacen mover la boca en manera graciosa cuando habla.
Es muy simpática, se llama Nora, es dulce cuando habla y esta curiosa de saber quien soy, de donde vengo y para que tengo que traducir estos papeles, ella también me cuenta un poco de su historia.
Revisamos los documentos y al final le pregunto que cosa podría ir a visitar que me dejara cerca.. Ella me mira y me dice: “porque no te tomas el subterráneo?”
Le explico me dijeron de no tomar el subte en Bs As, como si descendiese al infierno con Caronte esperándome (para quien no sabe estoy mencionando DANTE ALIGHIERI)
Ella tiene una cita cerca de la Casa Rosada y me dice que la siga.
Yo creía que como íbamos a salir del subte íbamos a saludarnos y no es así.
Ella se queda un rato mas conmigo y me lleva al Cabildo y me cuenta la historia.
Hablamos de como Buenos Aires sea parecida a las ciudades de Europa, aunque tenga menos historia (lejos de tener monumentos antiguos como el coliseo por ejemplo).

Vamos mas allá y tomamos Calle Bolívar, donde, en la esquina con calle Alsina, hay una librería de fin ‘800, que era un café literario, entramos fascinadas de los carteles antiguos, de aquella barra de madera donde antes servían café y té calientes y que ahora hace de estante para colgar libros..
Salimos y vamos para San Telmo, pero no lo alcanzamos, llegamos hasta Av. Belgrano y regresamos atrás por calle Defensa.

En la esquina Defensa y Alsina hay una iglesia Franciscana, y por el otro lado una farmacia antigua, bellísima.

Saludo a Nora, me aconseja de proseguir por el Paseo de las Historieta, pero el día esta así gris que no me da para disfrutar de ese lugar, y mas..sola! Así que vuelvo atrás y me voy a almorzar en Galería Pacífico.

Después voy al hotel, me ducho, me visto y a las 18 hs alcanzo Vanessa que me estaba esperando en Palermo – Las cañitas, donde tengo la cita con la agencia de modelos.

Subimos y ahí estaban una mujer y un hombre.
El un ASQUEROSO.
Quería hablar o si o si en italiano, lento (más lento de una misa gregoriana), yo después de dos minutos ya tenía las bolas hinchadas (hablo francés hoy se nota?), le contestaba en castellano.. Como para decir: che, boludo! Dejá de pavear.. Hablo yo mejor tu idioma que vos el mío, así que bajá un cambio.
Me dice que vuelva para sacar unas fotos y que iba a armar un set ahí en aquel cuarto… Queeee? Si mide 2 metros por 2!!! Jajajaja… Y yo “claaaarooooo!!! Ya voy!”, como salgo de ahí lo bloqueo en todos lados!

Enseguida con Vane vamos a su casa, para llegar pasamos por Belgarno donde hay unas villas hermosas enormes… Un sueño seria vivir allí.
Llegamos y sacamos el perro.
En el parque abajo de su casa hay mucha gente haciendo deportes.
Volvemos en casa y charlamos esperando a Gus y Esteban… Y sobretodo a las empanadas, escuchamos música, hablamos y a las 23 hs los chicos me llevan a mi hotel, divertiendose mucho mientras me hacen decir un trabalenguas que dice:” erre con erre guitarra, erre con erre carril, que rápido ruedan las ruedas del ferrocarril”.
Si yo soy una capa se la decía ahí nomas jajajajaja!!!

MARTES

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Me despierto y me quedo un rato mas en la cama, salgo a las 10:45 y doy una vuelta por Palermo Soho, hace un lindo calorcito, hay un sol hermoso, parece noviembre.
Miro todas las vidrieras y voy recorriendo cada calle, parece otro mundo encerrado entre Av. Santa Fe, Av. Córdoba y Scalabrini Ortiz.
Paro en El Starbucks de calle Malabia, cerca de la plaza Armenia y repaso un poco de castellano con mis Leche con Dulce de Leche, después camino por otros 4 kilómetros mas -como hice para caminar todos esos kilómetros solamente ahí en Palermo Soho solo Dios sabe.
Vuelvo al hotel para las 13:15 y ya a las 14 estaba Vane esperándome abajo.
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Vamos al Jardín Japonés y almuerzo con sushi – carísimo, cada roll que me comia un pedazo de riñón que me salía !!!
Recorremos todo el jardín, es chiquitito, pero era de la primera vez que fui a buenos aires que quería ir!
Hay lagos, ríos, puentes japoneses de madera roja. Hay muchos peces ..algunos re feo, parecen aquello que pones en la bola de vidrio pero 1000 veces mas grandes!
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Tardamos poco en terminar de ver el Jardín y vamos de ahí al Rosedal.
Lastima que no hay rosas en este periodo, porque estamos todavía en invierno, pero es un lugar hermoso con 18000 plantas de rosas, 26 monumentos de poetas y escritores, un lago donde poder ir con los barquitos, un patio bellísimo y un puente griego.
Luego vamos a la Recoleta, exactamente al Buenos Aires Design y damos una vuelta adentro.
Hechas trapos regresamos yo al hotel y ella a su casa.

MIÉRCOLES

“MI AMOR PROHIBIDO” – LOS TOTORA

Llueve un montón.
Me despierto con mareo, como si hubiese tomado 10 quilmes.
A veces me pasa, así que me parece que sueño de caerme y no es sueño, abro los ojos y veo la habitación que gira gira gira…
Bueno calma Mari calma… Ya se te va a pasar.
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Mi día empieza así… Duermo, miro tele, duermo, miro tele, estudio, duermo… Hasta las 16:30.
Bajo a la farmacia y entro de vuelta en el hotel y me como unos tostados en RIETTI… Despacito.. No se porque no me dá para comer.
Subo y sigo como antes, hasta que no decido de arreglarme para salir.
A las 20:30 me voy para The Steve que queda a un toque de mi hotel. Me voy caminando… Lo encuentro y no puedo abrir la puerta de hierro… Puta madre, tampoco tengo señal en el celular para llamar quien me esta esperando. Sigo intentando… Después me doy cuenta que hay un timbre… Ahhhh bueno… Que tarada!
Entro mojada como un pollito, ya esta Alessio a la barra esperándome.
Es un chico de Roma con el que me puso en contacto mi amigo de infancia Manfredi.
Alessio vive en Buenos Aires desde hace 5 años, y esta de novio con una chica argentina Agustina desde 10.
Son un amor los dos! Simpáticos, divertidos, macanudos.. Hablamos una mezcla de italiano, uno con acento Toscano y uno Romano y castellano.
Nos contamos varias anécdotas y nos reímos mucho, no parece que nos conocimos recién.
Después de cervezas, micheladas, buffalo wings picantes y papas…vamos a dormir, ya pasaron la 12.

JUEVES

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Llego el día del examen CEI.
Desayuno – taxi – facu.
De la secretaria me mandan al banco para pagar la cuota de 500 pesos.
Corro al banco en Av. Corrientes, hago una fila de media hora.
Esperando no sabia que hacer y me puse a borrar fotos en el celular, se me acerca el policía y me dice: “Eu!NO!” Lo mire como para decir “bueeeena que te pasa negro, pará un poco!” El me indica con el dedo un cartel que dice que no se puede usar el teléfono… Baaaahhhhh!
Me quedo callada, llega mi turno, pago y corro hacia la facultad.
Lleno la ficha y subo al 4º piso.
Tomo asiento en una sillita de madera media torcida y espero.
Entra un chico con la novia, ella se notaba que era latina; el como entró dijo un “Non vedo una mazza” y no se que mas y yo: «ITALIANO?»El: «de Treviso» le quería decir “y si bóludo me di cuenta” tenía un acento del Norte que ahí nomas se lo saqué !!!
Me cuenta de su situación, de su título italiano, del turno para revalidar el título de la secundaria, del quilombo para hacer el DNI..etc… Por suerte hay alguien más que se puso en ese quilombo, pensé!
Por ultimo entra un chico que ahí nomas noté que era italiano y de Roma.
La prueba escrita era de comprensión de tres textos, una carta informal y un mail formal.
Terminado el escrito me meto a hablar con el chico de Roma, es medico y para revalidar su título tiene que hacer… 10 exámenes.
Tiene mama Argentina y papa italiano y los abuelos todavía viven ahí en recoleta.
Llega mi turno, mi oral es una charla con la profesora.
Termino y salgo de ahí mas livianita, que peso que me quité!!!
Como salgo voy a la galería Pacífico a comer (Mari andas ahí cuando tenes un minuto!).

Vuelvo al hotel.

A la noche sushi a lo de Gus, con Vane y Javi.
La oración de la noche es: YO NO COMPARTO (esa es larga pero les explicaré).
Después a dormir se ha dicho!
En mi habitación numero 14!

“ADIOS” – ROMBAI