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UNA TANA EN ARGENTINA: CAP.5° DE VUELTA EN BS AS

Il volo è in ritardo di mezz’ora (aridaje)!

Atterrando si vede Buenos Aires dall’alto come se fosse un mare di lucciole..
Come arrivo a Buenos Aires vado dal mio amico Gus, ordiniamo riso cinese e parliamo un sacco.

MERCOLEDì


Il giorno dopo mi risveglio con Buenos Aires sotto di me, sinceramente alle 6:45 ero già sveglia.
Avverto tutti i miei amici che sono arrivata un giorno prima del dovuto, poi torno in albergo, al BA Sohotel.
Quando entro tutti mi fanno festa, mi rende felice vedere che lascio comunque un ricordo positivo nelle persone.
Mi portano in camera e..non è la stessa.
La cosa mi intristisce, come chiudo la porta mi metto a piangere, ma non una lacrimera, proprio un bel pianto, però ovviamente non era solo il fatto che mi avessero spostato alla 54..
Era che la stanza numero 14, con la sua luce, con quella disposizione ecc.. era stata per me come una casa nei primi 12 giorni, ci avevo costruito dei ricordi, e la riassociavo comunque sia a quel soleggiato lunedì in cui sono arrivata, all’energia con cui ho messo piede a Buenos Aires.
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Il tempo di sistemarmi ed esco.
Vado verso El Ateneo Gran Splendid in avenida Santa Fe, ovviamente a piedi.
Questa libreria è in uno dei più lussuosi teatri di Buenos Aires, il teatro Gran Splendid, costruito nel 1919, restaurato poi nel 2000 dal gruppo Yenny-El Ateneo e convertito nella seconda libreria più bella al mondo (secondo il The Guardian).

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Rimango un po’ lì dentro, anche per cercare qualche libro di Diritto che mi serve per l’esame di maggio.
Giro i palchetti e quella che prima era una platea..mi riempio gli occhi di tutto quel velluto rosso porpora e di quegli angeli dipinti nel soffitto, compro un paio di libri ed esco.
Mi sono resa conto che di lì ci sono passata tantissime volte, il primo giorno quando Franco mi ha portato a cambiare gli Euro, la sera del secondo giorno ho cenato proprio lì, sempre con lui , mi sembrava infatti di riconoscere qualcosa, uscendo dalla libreria sulla destra Avenida Santa Fe fa angolo con Callao, la via del Notorious.
Faccio due passi per lì.

Dopo torno in albergo, a piedi, perché ormai ho Buenos Aires in pugno..ahahah.
La sera esco al volo per fare una chiacchierata con un fotografo, che poi non sarebbe proprio un fotografo, ma un grafico, la fotografia è la sua passione..scatta foto con il suo vecchio iPhone e poi le modifica dandogli un mood tutto suo…seguitelo su instagram, si chiama Agustin Piluso.
Ci accordiamo su come fare le foto, cosa portare, quando, come e perché.
E poi parliamo del più e del meno.
Agus ha avi calabresi e mi chiede molte cose sull’Italia, è molto incuriosito dalla nostra cultura, dalla lingua, mi chiede se ascoltiamo Toto Cutugno, mi metto a ridere..gli dico che poi gli consiglierò cose un attimino più attuali da ascoltare!
La serata è veramente fredda e rientro presto in hotel.
Pronta per l’indomani.
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GIOVEDì

Questa è la playlist del giorno

Non è un semplice giovedì, bensì è il 17!
Mio numero in tutto e per tutto, parto positiva..non può che essere una bella giornata.
A dir la verità mi sento la febbre, ma non importa.
Esco dopo aver fatto colazione e vado con un taxi a ritirare i miei documenti tradotti dalla traduttrice, amabilissima come sempre, aspetta con me anche che mi mettano la legalizzazione.
Da lì vado camminando verso la zona dei tribunali, lì non posso non trovare librerie giuridiche..e infatti compro i libri di civile e commerciale, amministrativo e diritto di famiglia.
Cinque chili a tomo, gli venisse sonno!
E poi mi metto al sole lì nella piazza, seduta nel prato, sola come al mio solito.


Ci sto un bel po’ di tempo fino a che la vescica non mi dice: vai in bagno Mari, vai in bagno..allora prendo un altro taxi e vado al centro commerciale Abasto, corro in bagno, pranzo e compro un regalo a Gustavo per i suoi 40 anni.
Esco di lì e di nuovo un altro taxi fino all’albergo.
Rientro e sento Gus che mi dice di accompagnarlo all’Alto Palermo a scegliere qualcosa da mettersi per la sua festa.
Cazzo..volevo dormire..però gli dico di sì..non solo perché lui è un genio veramente, qualsiasi cosa abbia avuto bisogno c’è stato, ma poi sono a Buenos Aires, non è tempo per dormire!!!
Vado fino a Scalabrini Ortiz, lo aspetto, parcheggiamo ed entriamo nel centro commerciale..si era fissato con una camicia che a quanto pare è introvabile.
Allora, a mani vuote, optiamo per un caffè.
Usciamo di lì e io raggiungo un vecchio amico di mio marito e sua moglie..Alejo e Marisol.
Son due tipi troppo cari, senza nemmeno mai avermi conosciuta, quando hanno saputo che mi trovavo da sola a Buenos Aires mi hanno sempre scritto per sapere se avevo bisogno di qualcosa, allora li ho voluti salutare ed incontrare.
Facciamo una sorta di merenda in Plaza Serrano, ci siamo visti alle 19 circa e siamo stati insieme fino alle 21:30..parlando di tutto un po’.
Lei aspetta un bimbo e ha gli occhi azzurri pieni di gioia.
Sono gentilissimi e amorevoli.
Per la sera non ho programmi, o meglio li avrei ma non lo voglio dire due volte, visto che li ho fatti con il tirasòle del mio amico F.


Metto a posto un po’ la valigia, poi si fanno le 23:30 e ancora non si palesa, mi ci scappa da ridere..gli scrivo che vado a letto, anche perché il giorno dopo sarei dovuta andare all’università.

Mi dice di aspettarlo…sapete a che ore si degna di passarmi a  prendere? Alle 2:30 della notte!!!
Certo che gli Argentini sono proprio strani..loro, il calcio e l’asado.
Ovviamente tutti i posti carini del giovedì lì a Palermo stanno per chiudere, finiamo in una squallidissima sottospecie di discoteca accanto al Recoleta Mall, nemmeno mi sono cambiata le scarpe.
Lì è pieno di papponi e coccole, però che ridere.
Chiacchieriamo per quello che è possibile, dato il volume della musica, commentiamo tutte quelle “belle” facce intorno a noi, prendiamo un cuba libre a testa (ovviamente questo drink non l’ho scelto io), che poi non si sa come né perché li ho bevuti entrambi io.
E non si sa ne’ il come ne’ il perché nemmeno del fatto che abbiamo fatto le 5:30.

VENERDì

Non so ne’ come ne’ perché io alle 8:30 sia già con gli occhi sbarrati, ho dormito solo 3 ore, non so se mi sento stanca o meno, ma poco importa, scendo a fare colazione e corro via al laboratorio de idiomas.
C’è un sole bellissimo, però è il mio penultimo giorno qui in questa città e sono malinconica.
Già i miei saluti sono iniziati a inizio settimana, con mio suocero, la Sole, la Vale.. ieri è toccato a Franco, domani toccherà a Gus, etc etc..
Ritiro il mio certificato CEI..wow…un traguardo raggiunto!
Sono soddisfatta, orgogliosa di me stessa, ho fatto tutto con le mie mani, con il mio cervello, con le mie gambe.
Inserisco il foglio nella ventiquattrore e mi dirigo verso Puerto Madero, mi fermo in una panchina e faccio qualche foto,,mi mancherà passeggiare per queste strade e respirare quest’aria.


Dopo un po’ riprendo un taxi e vado verso Palermo Soho, mi faccio lasciare in piazza Serrano, faccio due passi in cerca di un biglietto di auguri per Gustavo (ma non lo trovo) e poi mi fermo a pranzare alla Panadera Rosa, era da luglio che volevo fermarmi a mangiare una crepe lì, e ne ho presa una salata, con TUTTO dentro.


Meta del pomeriggio sarà..LO ZOO.
Allora il mio entusiasmo deriva dal fatto che io non ho mai visto quegli animali, mai in vita mia, però mi sento mortificata nel vederli in gabbia, vediamo un po’ come è questo zoo di Buenos Aires.

Entro alle 16:30 e il parco chiude alle 18, quindi il ragazzo mi dice di fare abbastanza veloce. Tanti animali non ci sono, comunque sono tutti mosci e tristi, il leone è magrissimo, regge l’anima coi denti, quelli più agili che ho visto sono una specie di orsi e le tigri bianche, ma in uno spazio ristretto troppo ristretto per quello che dovrebber avere. Povere bestioline. L’elefante mi ha fatto una pena immensa, dondolava quella proboscide e non si muoveva di un passo. Le più simpatiche le scimmie. I più brutti i serpenti. I gatti selvatici poverini rinchiusi in una gabbia minuscola a fare avanti e indietro nel giro di un metro e mezzo.
Insomma contenta di aver visto animali che non avevo mai visto, ma claustrofobica per loro.

Il tempo di tornare in albergo, farmi la doccia e vado da Gustavo, ha organizzato una gigliata con amici stretti e i figli giù alla parrilla della torre caballito dove abita. Un freddo roba da urlo. Un vento incredibile. Però i ragazzi simpatici, ci mangiamo degli hamburger, i bimbi meravigliosi.Alle 23:30 prendo un taxi e torno in albergo stanca morta.

SABATO

Mi sveglio, mi preparo, faccio l’ultima colazione in questo hotel – ultima per questo mio viaggio, lascio le valigie in deposito e con un taxi vado alla Floralis Generica.
Oggi è giornata di foto con Agustin. Poverino l’ho fatto aspettare quasi 40 minuti li, ma la città era totalmente bloccata per degli eventi!!! Lui è un ragazzo di 33 anni, ma per la sua statura (scusa Agus ahahah) e il suo modo d’essere sembra più piccolo.

Facciamo le foto alla Floralis, bellissima come al suo solito e soprattutto tutta aperta!!!

Da lì passiamo alla Facultad de derecho, poi camminando (IO, lui in bici.. Il signorino), passiamo a Puerto Madero, un caldo impressionante e io che mi ero vestita a cipolla!!!

Dopo qualche scatto ci mangiamo delle patatine con una Coca poi andiamo all’obelisco.

Finite le foto mi accompagna a cercare un CD e a comprare una valigia a mano, poi a prendere un taxi che mi porta all’hotel a riprendere le mie valige e da lì a casa di Gustavo.

Da Gus ci sono i bimbi che giocano nel campetto, Gus e Esteban, che poi sale a casa sua e noi a casa di Gus, verso le 18 lo accompagno a portare i bimbi dalle loro mamme, li saluto (altro arrivederci) e andiamo a ritirare i dolci per il compleanno della sera.

Nel frattempo chiacchieriamo, è una persona umile, determinata, un ragazzo affettuoso che sa dare valore alle cose, pieno di energia, ne ha da vendere.
Non dimenticare mai le proprie origini dovrebbe essere fondamentale oggi come oggi.

Arriviamo a casa, Gus si riposa in vista della sua festa e io mi metto a sistemare le valige e poi a guardare le luci di Buenos Aires accendersi man mano che il cielo si fa oscuro..meraviglioso.

Arrivano gli invitati, inizia la festa, avevo chiesto a Gus se le ragazze si sarebbero messe i tacchi così mi regolavo ed è andata a finire che ero l’unico mignottone ahahahah, scherzo.. ma finalmente mi sono messa il famoso vestitino di kosiuko comprato la prima settimana e dei sandali neri di Jeffrey Campbell, dei sandali da battaglia che mi hanno accompagnato in tutte le serate estive, ci posso fare anche i 100 metri volendo.

Alla festa mi sentivo un po spaesata, non perché straniera, più che altro perché conoscevo 3 persone su 40, ma comunque i pochi ragazzi che conoscevo mi sono stati di aiuto, non mi hanno lasciata lì sola fine a me stessa.

Il buffet è medio orientale per richiamare le origine di Gus. Ad animare il tutto Los Peluca.. dei matti vestiti di fucsia con delle parrucche in capo che nemmeno caparezza, molto molto simpaTici.

A fine serata rientriamo in casa (praticamente nello stesso pianerottolo del SUM)…volevo stare sveglia fino a salire sull’aereo, invece non ce l’ho fatta..sono crollata..tre ore nulla più.

DOMENICA

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Ci siamo.
E’ arrivato il giorno della partenza.
Oggi il cielo è grigio, potrebbe piovere da un momento all’altro.
Il mio taxi arriva, scendo..mi accompagna giù Gustavo.
Mi dà un abbraccio forte forte e mi infila nella macchina.
Ecco..dovevo avere un angelo custode, che è stato tutto tranne che questo, e ne ho avuto un altro, che invece è stato eccellente.
Sul taxi non riesco a trattenere le lacrime.
Perché sono così sentimentale.
Arrivo in aeroporto, mi scrivono i miei amici, le mie cognate, mentre faccio colazione da Starbucks – si sono fissata con Starbucks lo so, lo so.
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Salgo in aereo, la wi-fi va via, parto..

A presto Buenos Aires. Ci vediamo.

CASTELLANO

 

El vuelo tiene una demora de una hora – que raro che..
Aterrizando se ve Buenos Aires como fuese una mar de luciérnagas.
Cómo llego me voy a lo de Gus, pedimos comida china y charlamos muuuucho.

MIÉRCOLES

 

Me despierto con la ciudad a mis pies.
A las 6:45 estaba ya despierta.
Aviso todos mis amigos que llegue un día antes y después me voy al hotel.
Los chicos del hotel estaban todos re contentos de verme, me pone feliz ver que dejo un lindo recuerdo en la gente!
Me llevan a mi habitacion y… No es la misma de la otra vez.


Eso me pone triste y como cierro la puerta comenzo a llorar, pero no llorar como una lagrimita que me cae, sino un llanto Llanto!
Obvio no sólo por la habitación.
Pero es como si la 14, con su luz, su disposición, etc hubiese sido para mí como una casa en los primeros 12 días, ya había construido recuerdos y la seguía asociando a aquel lindo y calientito lunes en que llegue y a la energía con que pisé Buenos Aires.

El tiempo para arreglarme y voy saliendo.
Me voy – caminando – a la librería El Ateneo Gran Splendid en Avenida Santa Fe.
Antes era un teatro, uno de los más sugestivo de Buenos Aires, construido en el 1919 y restaurado en el 2000 por el grupo YENNY – El Ateneo y convertido en la segunda librería más bella en el mundo (según el The Guardian).
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Me quedo un rato largo adentro, también porque tengo que comprar unos libros de derecho.
Me lleno los ojos con todo aquel terciopelo rojo y con los angelitos pintados en el techo.
Me cobran y salgo.
Me doy cuenta que ya pase por ahí muchas veces, una el primer día cuando F. me estaba llevando a la cassa de cambio – que le pregunte lo que era un edificio y me dijo que no sabía (que linda guía, no cierto?)- y otra vez la noche del segundo día cuando nos fuimos a cenar atrás de la tienda de discos… Me parecía de conocer algo, como doblas a la derecha saliendo de la librería ya estás en Callao, donde queda la tienda esa: Notorious.
Doy una vuelta en el parque.


Después vuelvo al hotel, en pata como siempre, porque la cuidad ya está en mis manos!!! Jajaja!
A la noche me veo con un fotógrafo, que sería un gráfico pero Fotografo por pasión, saca foto con su viejo iPhone y después las edita con su propia onda, siguenlo en el instagram.. @aguspiluso – Agustin Piluso.
Nos hacemos una charla acerca de cómo hacer la sesión fotográfica y todo eso, y él me pregunta también cosas de la Italia, de la música que escuchamos – me pregunta también por Toto Cutugno y yo me quedo como “ehhhhh???” – el tiene los abuelos que son de Calabria, así que es muy curioso y quiere saber todo de lo que es nuestra cultura.
Hace un frío impresionante así que regreso temprano al hotel.
Lista para el día después.

JUEVES

Esta es la playlist de ese día

No es un jueves cualquiera, sino es el 17!
Diecisiete es mi número, siempre fue, así que estoy positiva de entrada.
Si tengo que decir la verdad me siento como con fiebre, pero no me importa un carajo! Vamos!
Desayuno y voy al colegio de los traductores con un taxi.
Me veo con la amable traductora, que espera conmigo hasta que no me entregan los papeles legalizados.
De ahí me voy a tribunales, porque me faltan algunos libros.
Antes de llegar pero entro en una iglesia, muy sugestiva, tomo asiento y empiezo a ruegar, ahí nomas el cura comenza a decir la misa y me quedo hasta el final. No conozco la misa en español, yo la decía en italiano, pero eso no importa, al Señor le da igual.. También aca empiezo a llorar, me caen lagrimas gota a gota, tengo muchos pensamiento uno arriba del otro..

Bueno volvemos a lo de los libros..
Prácticamente me saco un riñón para comprar cuatro libros y también son re pesados.. 5 kilogramos por volumen (la concha de la lora – lo puedo decir no?).
Después me siento en el césped de la plaza, con el sol que me asombra.


Me quedo allí hasta que no puedo aguantar más mi pis y una voz al oído me dice: Mari andá al baño, andá al baño.
Tomo un taxi y me voy al shopping abasto.
Compro el regalo a Gus que festeja su 40 años.
Un whisky, larga historia esta del whisky ese!
Vuelvo al hotel y como entro en mi habitación Gus me manda un audio “nena que haces, me queres acompañar a comprar una camisa para mi cumple en Alto Palermo?”
Mierda che, quería acostarme un ratito..ahahaah.. Bueno le digo que si, estoy en Buenos Aires y ya tengo que irme así que me paro, me visto y me voy hasta Scalabrini Ortiz (y Santa Fe), lo espero, estacionamos y bajamos.
Se hizo la cabeza con una camisa que no puede encontrar, así que damos una vuelta para ver si hay algo parecido pero no, entonces nos tomamos un cafecito.
Salimos y yo alcanzo un viejo amigo de mi marido y su esposa.. Alejo y Marisol.
Son dos chicos queridos, sin conocerme cuando supieron que estaba en Bs As sola siempre me escribieron para saber si necesitaba algo, así que quise conocerlos y saludarlos.
Hacemos una merienda – a las 19:30 – en Plaza Serrano y nos quedamos hasta las 21:30 hs hablando de un poco de todo.
Ella está embarazada y tiene dos ojos azules repletos de felicidad.
Son muy gentiles y amables.

Por la noche no estoy organizada, o mejor dicho lo sería pero no lo quiero decir dos veces, dado que mi amigo F. es un bocón.

Arreglo la valija y son las 23:30 y todavía no lo sentí, jaja me quiero reír… Le digo que me acuesto, también porque el día después tenía que irme a la facultad.
Me dice que lo espere… Saben a qué horas me pasó a buscar? A las 2:30 de la madrugada!!! Aaaah bueeeeeno… Los argentinos son medio raros… Ellos, el fútbol y el asado.
Obviamente todos los lugares copados del jueves en Palermo ya van cerrando, así que terminamos en un boliche re feo al lado del cementerio de la Recoleta, ni me cambio las zapas, me dejo puestas las converse..(si èl entra con esas medias blanca yo puedo entrar también con una bolsa de la basura en la cabeza).
Adentro es repleto de viejos verdes y gatos, pero que manera de reír.
Charlamos por lo que sea posible, dado el volumen de la música, hacemos comentarios acerca de todas aquellas caripelas, nos tomamos un Cuba libre (claro que ese trago no lo elegí yo), y bueno..”tomamos”.. TOMO, no sé cómo, ní porque.. YO tomè los dos.
Y no se sabe cómo ni porqué tampoco del hecho que hacemos las 5:30.

VIERNES

No se ni cómo ni porqué (otra vez) yo a las 8:30 hs de la mañana estoy ya con los ojos mirando el techo, dormí solo tres horas.
No sé si me siento cansada, pero no importa, bajo a desayunar y me voy al laboratorio de idiomas.
Hay un sol magnífico, pero ya es mi penúltimo día en esa ciudad y ando melancólica.
Cómo empezó la semana empezaron las despedidas.. Mi suegro, mis sobrinos, cuñados, la Vale, la Sole.. Ayer tocó a F., mañana tocará a Gus etc etc..
Retiro mi certificado CEI.. Wow.. Estoy un pasito más cerca!
Estoy satisfecha, orgullosa de mí misma, hice todo sola, con mis manos, mi cerebro, mis piernas.
De ahí me voy a Puerto Madero, tomó asiento en un banco enfrente del puente de la mujer y saco unas fotos, extrañaré pasear por estas calles y respirar este aire.

Luego me tomo un taxi y regreso a Palermo Soho, en Plaza Serrano, camino un poco buscando una tarjeta para el cumpleaños de Gus, pero no la encuentro.
Me paro a almorzar en la Panadera Rosa, era de julio que quería comer algo ahí..me encantò verlo todo rosado y blanco, una super linda bakery . Pedí una crepé salada, con adentro… DE TODO!

A la tarde.. JARDÍN ZOOLÓGICO se ha dicho!
Este entusiasmo deriva del hecho que nunca en mi vida vi estos animales, pero me duele verlos encerrados.. vamos a ver qué onda.
Llego a las 16:30 hs y el parque cierra a las 18, así que el chico me dice apúrate porque dentro de poco va a cerrar.
No hay muchísimos animales, de todas manera los que están ahí son todo medió tristes, el león está re contra re flaco, los más ágiles que vi son los tigres blancos, pero en un espacio así chiquitito por lo que tendrían que tener!!!
El elefante me dio mucha lastima, paradito, no se movía ni de un milímetro. Los más simpáticos los moños. Las más feas las serpientes.
Los gatos selváticos pobrecitos encerrados en un espacio de 1 metro y medio haciendo adelante/atras/adelante/atras.
Entonces contenta de haber visto animales que nunca vi, pero claustrofobica por ellos.

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Vuelvo al hotel, me ducho y voy a lo de Gus.


Está haciendo una parrilla con amigos íntimos y los hijos.
Hace un frío de la puta madre.
Pero los chicos divinos, los nenes ni hablar.
Comemos hamburguesas y a las 23 ya vuelvo al hotel porque estoy hecha bosta.

SÁBADO

Me despierto, me preparo, desayuno por última vez – última por este viaje – dejo las valijas en depósito y con un taxi alcanzo la floralis genérica dónde está el fotógrafo, Agustin, esperándome.
Pobre.. llegue 40 minutos más tarde, pero había muchisimo tránsito!!!
El tiene 33 años, pero por su altura (es peticito – perdóname Agussss) y su manera de ser parece más chico, no en el sentido que tiene actitud de nene.. Eso no! Pero tiene el rostro de uno de 27 años, ponele… Es piola, bueno y divertido. Estoy feliz de que se me cruzò en mi viaje.

– si les dije que Gus es una amistad normal que se volvió en Amistad, Agus es una de aquellas nuevas  que quiero cultivar –

Sacamos fotos a la flor, bellísima como siempre y ahora… Abierta!!!
Después pasamos a la Facultad de Derecho y luego – caminando (YO , porque él señorito Piluso en bici), vamos a Puerto Madero.
Un calor impresionante y yo que me vestí “a cebolla”.
Después de algunas fotos comemos papas fritas con una Coca y enseguida vamos al Obelisco.

Terminada la sesión de foto me acompaña a comprar un CD y una maleta, re bueno el pibe,  después tomo un taxi y voy a buscar mis valijas al hotel y luego a lo de Gus.

Están sus hijos y a las 18 los llevamos a lo de las mamás, los saludos (otras despedidas) y vamos a retirar las tortas para la fiesta.

Mientras charlamos.
Es un chico humilde, determinado, cariñoso, sabe valorar las cosas que la vida le da, tiene energía para vender.
No olvidarse de las propias raíces tendría que ser fundamental en el día de hoy.

Llegamos, Gus descansa y yo arreglo las maletas y después me paro mirando encantada las luces de Buenos Aires prendiéndose mientras el cielo se hace oscuro.. Maravilloso!

Llegan los primeros invitados, empieza la fiesta.
-Antes pregunto a Gus si las chicas se arreglaban mucho para venir así me daba cuenta de cómo vestirme yo.. Termine siendo la única puta ahí!!! Nada mentira!!!
Finalmente me pude poner el vestido de Kosiuko que compre la primera semana!!!-

Me siento un poco un pez afuera del agua, no porque soy extranjera, sino porque conozco solo tres personas, pero esas tres no me dejaron sola…!!!

La comida es medio oriental para llamar las origenes del festejado.
Para animar la noche están Los Peluca, unos locos en traje rosa fluorescente con unas pelucas enorme, muy pero muy simpáticos.

Como termina el cumpleaños vamos a casa (bueno no tenemos que hacer mucha ruta si el SUM queda en el mismo piso que el departamento)… Quería estar despierta hasta que no subía en el avión pero no pude…
Duermo tres horas nomás.

DOMINGO

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Aca estamos.
Llego el día.
Hoy el cielo está gris, quiere como llover.
Llega mi taxi, bajo, Gus me ayuda, me abraza fuerte y me saluda, subo en el auto y Chau.
Tenía que haber un ángel de la guarda que estuvo todo excepto que esto y en cambio tuve otro que estuvo excelente!
En el taxi me largo a llorar.
Por qué soy sentimental asi?
Llego en aeropuerto, me escriben todos para saludarme, mis amigos, mis cuñadas, desayuno – en STARBUCKS, abre el gate, me meto en fila, subo en avión, se me desengancha el celular del wifi, parto….
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Hasta Luego Buenos Aires.
Nos Vemos!

Foto Copertina: Agustin Piluso