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Una tana En Argentina 2: chi ben comincia è a metà dell’opera – CAP II

LUNEDÌ
GIORNO 5

Oggi ho avuto appuntamento al Registro Nacional de Reincidencia, che si trova in zona Tribunales (calle Tucuman), per fare il Certificato degli antecedenti penali.
C’era un monte di gente, ma comunque la cosa è stata abbastanza rapida, mi hanno preso le impronte digitali spiattellando bene bene le dita sulla macchinetta e afferrandomele una a una con quelle mani pienotte.. Chi mi conosce sa che dopo ho usato tutta una boccetta di amuchina!
Da lì mi sono messa al sole come al solito in Plaza Lavalle, dove mi é venute in mente una cosa.. Andare a piedi al Colegio de los Traductores in Av. Corrientes.
Ora: i viali di Buenos Aires come vi potrete immaginare non sono di 300 mt, e nemmeno di 1 km, sono immensi, lunghissimi, e mi sono dimenticata di controllare a che altezza di Corrientes rimaneva.
Sapevo solo che non era molto distante dall’obelisco.
Cammino. Cammino. Cammino.
(Verbo ricorrente no?)
Arrivo dopo non so quanti passi, prendo i miei documenti tradotti e mi levo ogni cosa che quando esce il sole picchia come al centro della spiaggia libera alle 12 il 15 di agosto.
Da lì prendo Callao e mi infilo nella chiesa di San Ignazio dove c’è la messa delle 12.
La stessa chiesa dove mi ero messa a piangere come una scema a settembre.
Sono uscita dalla parrocchia e sono andata per Callao, poi Santa Fe, poi Cordoba, poi ho riprenso Callao… Insomma un cane sciolto, fino ad arrivare al Cimitero della Recoleta e mettermi su una panchina al sole, per un sacco di tempo.. Anche perché i miei poveri piedi mi fumavano.
Quando ho deciso di alzarmi mi sono diretta verso un centro commerciale con le grandi marche che si chiama Patio Bullrich, ho percorso un po’di Avenida Alvear e poi sono scesa nella parallela (Posadas) per: – raggiungerlo  -entrarvi e.. -constatare che…. C’ero già stata con colui che nel mio primo viaggio sarebbe dovuto essere il mio angelo custode (che a suo tempo chiamai F.).
Quindi giretto alla svelta, taxi e a casa.
Bah casa.. Hotel.
In ogni caso stanca morta.
Stasera sono andata a casa di Gustavo a cena, c’era suo figlio Ramiro di 3 anni.. me lo mangerei a morsi quel bambino.
Ho cucinato le farfalle Barilla con il pesto alla genovese (che ovviamente ho portato dall’Italia).
Alle 23 ero già sul taxi per tornare, che stavo sognando il cuscino e il pigiama.


MARTEDÌ
GIORNO 6

Oggi mi sono svegliata ed era il giorno che avevo lasciato per le apostille ai documenti di Luis, mi sono alzata con calma e non ho fatto colazione, mi sono portata dietro l’ alfajor e la bottiglietta d’acqua che mi ero presa il giorno prima.
Il Ministerio del interior è in Calle 25 de Mayo (dove era il laboratorio de idiomas della mia università).
La dinamica è stata la seguente:
Arrivo.
Prendo il numerino: 728.
Guardo a che numero stiamo: 506.
Benissimo.
Mi sono messa sullo scalino del marciapiede opposto da brava puciosa, poi mi sono alzata a controllare, sono rimasta lì in piedi.. Più puzzo no?
Mi sono rimessa nello scalino.
Poi sono andata dentro.
Sono uscita… Mi hanno inculato il posto.
Rientro.
In piedi.
Facce di ogni tipo, gente di ogni nazionalità.
Mi assetto dentro.
Dopo due ore è il mio turno:
“Allora questo deve andare a legalizzarlo a Calle Tucuman e questo nella provincia della Pampa”.
Devo proseguire nella descrizione del mio umore dopo due ore di fila e puzzo o ci arrivate da soli?
Non importa.. Caffè da Starbucks alla Galeria Pacifico e passa la paura.
Ma soprattutto urgeva pipì – chi mi conosce sa dei miei problemi di vescica/gavettone.
Poi sono andata da quei ladri di parrucchieri che sono lì dentro (Giordano) a farmi la piega, perché in testa avevo una scopa di saggina.
La sera ho visto la Vane, barrino, due chiacchiere e a nanna.
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MERCOLEDÌ
GIORNO 7


Stamani l’ho presa comoda, c’è stato il sole… Un po’ ha fatto caldo caldo caldo.. poi come si alzava il vento ha fatto fresco fresco fresco. Tempo pazzo a Buenos Aires.
Facoltà.
Poi puerto madero a mangiare al volo un hamburger al Burger King e da lì Plaza de Mayo.
Sono andata al Museo del bicentenario e ho trovato Agus per fare due o tre foto.
Il museo piccolo ma mi è piaciuto un sacco, molto interessante.
Praticamente fa vedere i vari periodi dello stato argentino, con video vari e non solo.
In uno schermo all’inizio ricostruisce come era Buenos Aires prima e come è oggi nella zona della Casa Rosada.
Alle 18 circa sono tornata in albergo.. Sfracellata. Stanca. Morta.
Ma ciò non ha tolto che scendessi dai miei nuovi amici per fare un aperitivo di mezz’ora, al volo.
Ora faccio le valige, una la lascio qua e la piccola me la porto con me che domani si va nella Pampa sconfinata.

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CASTELLANO

LUNES
DIA 5


Hoy tuve una cita en el Registro Nacional de Reincidencia, ubicado en Tribunales (calle Tucumán), para hacer el certificado de antecedentes penales.
Había un montón de gente, igual estuvo bastante rápido todo.
Me han tomado las huellas digitales planchandome los desos en la maquinita y agarrandomelos con aquella mano gordita que anda a saber cuántos dedos habrá tocado en toda la mañana… Quien me conoce puede imaginarse cuanto alcol en gel me heché enseguida!!!
Después me sentè en el césped en Plaza Lavalle, donde se me ha ocurrido una cosa… Ir caminando hasta el colegio de los traductores que queda en Avenida Corrientes.
Bueno.. Las avenidas de Buenos Aires, lo imaginaras, no son 300 mt, tampoco 1 km, son inmensas, larguísimas, y me olvide de averiguar a que altura tenía que ir.
Solo sabía que no quedaba muy lejos del obelisco.
Camino. Camino. Camino.
(Palabra que no suena nueva, no cierto?)
Llegue después de no sé cuántos pasos, retiré mis documentos y me saqué el buzo porque cada vez que salia el sol me pegaba como si fuese el 15 de enero al mediodía!
De ahí agarrè Callao y entrè en la iglesia de San Ignacio (la misma donde lloré como una boluda en septiembre) escuché la misa de las 12 y salí de vuelta.
De ahí camino un rato por Callao, después Santa Fe, Cordoba, de vuelta Callao…hasta que llegué al Cementerio de la Recoleta, me senté en un banco disfrutando del solcito..me quedé un rato largo, también porque mis pies largaban humo!!!
Cuando decidí pararme me fui hasta el Patio Bullrich, un shopping muy top, hice un km para constatar que… Ya fui ahí con F. – el que tenía que ser mi ángel de la Guarda en el primer viaje y nada que ver.
Así que vueltita rápida, taxi y hotel.
Hecha-un-trapo!
Hoy a la noche me fui a lo de Gus, estaba Ramiro, su hijito hermosos.. me lo comería a besos!
Hice pasta seca de Barilla con Pesto genovese (me traje todo de Italia).
A las 23 hs ya estaba en taxi volviendo, soñaba con la cama y la almohada.

MARTES
DÍA 6

Hoy me lo deje para apostillar los papeles de Luis.
El ministerio de interior donde se hacen estos trámites queda en 25 de Mayo, la misma calle donde está el laboratorio de idioma donde hice el examen de castellano.
La cosa fue así:
Llego.
Agarro mi numerito: 728.
Me fijo a qué número están: 506.
Joya.
Tomo asiento en la vereda en frente como una hippy, después me levanto para controlar a qué número llegaron, me quedo un ratito de pies.. Un olor.. No feo…más! Gente lávense las axilas por Dios.
Me siento de vuelta en la vereda.
Me levanto otra vez a controlar.
Salgo de vuelta para sentarme… uuh..Me cagaron el lugar che!!!
Así que entro.
Que caripas hay ehhhh!
Tomo asiento en la oficina.
Después de dos horas por fin me toca a mí!
“Bueno, eso tiene que legalizarlo en Calle Tucumán y el otro en Santa Rosa”.
Pero ándate a la puta que te pariò!!!
No hace falta que describa mi calentura, no cierto?
Bueno ya fue, ya esta!
Con un café de Starbucks pasa todo!
Entonces Galería Pacífico: emergencia pipi! -quien me conoce sabe bien que cada rato tengo que hacerla-
Después fui a la peluquería de aquellos chorros de Giordano, porque parecía Moni Argento!!!
A la noche me fui con Vane a tomar una cervecita a Único, unas charlas, papas fritas y a dormir.


M

MIÉRCOLES
DÍA 7

Hoy quise tomar el día con mucha calma.
Un día de sol!
Tiempo raro acá… Un poco hace frío, un poco calor.. Que se yo!
Facultad.
Puerto Madero.
Hamburguesa en Burger King.
Plaza de Mayo.
Me crucè con mi amigo Agus y sacamos unas fotitos.
Fui al Museo del Bicentenario que está abajo de la Casa Rosada.


Chiquitito pero interesante.
Muestra los varios periodos del estado argentino.
En una pantalla muestra cómo cambio Buenos Aires ahí en la zona de la casa rosada.
A las 18 más o menos regresé al hotel..
Eso no me quitò la ganas pero de salir a tomar algo con mis amigos, una media hora.
Ahora estoy: Cansada.. Liquidada.. Fusilada..armo la valija que mañana me voy para La Pampa.

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FOTO COPERTINA : AGUSTIN PILUSO

UNA TANA EN ARGENTINA 2 : altro giro altra corsa

Giovedì
Giorno 1

Ieri sono arrivata in aereoporto da Termini, ho pranzato a Roma con mamma da Roscioli e poi passeggiato sotto la
Pioggia a campo de fiori, fino al Pantheon.. Con tutte le volte che vado a Roma non ci ero mai entrata.
Tornando però all’aeroporto: mi sono messa in fila al desk e uno steward mi si avvicina proponendomi, siccome il mio volo era in overbooking, di prendere il volo per San Paolo e da lì uno per Buenos Aires, la valigia però sarebbe partita con il mio volo, ma mi avrebbero dato 800 euro da spendere in voli Alitalia per me o qualcun altro.
Ci ho pensato, ma non ho accettato.
Quando invece in fila al gate è toccato il mio turno per imbarcarmi, la hostess ha preso il mio biglietto lo ha passato nella macchinetta e questa macchinetta ha fatto error e lampeggiava in rosso e io ho pensato: cazzarola! Vuoi vedere che come minimo adesso mi fanno cambiare volo veramente?
E invece no! Mi ha detto: signora le abbiamo cambiato biglietto viaggerà in business class.
Sono sempre fredda e contenuta in pubblico, non ho fatto vedere il mio sollievo – chiamiamolo così.
Salgo in aereo, prendo il mio posto e quasi non ci credo.. Un viaggio dove posso non impazzire a trovare la posizione giusta.
I sedili sono morbidi, ti fanno il massaggio (non proprio piacevole), ti puoi stendere come se fosse un letto, il cuscino è morbido e il piumone è cicciotto e soffice. Lo schermo per guardare i film può essere chiamato schermo, le cuffie quasi ti insonorizzano i rumori esterni e ti avvolgono l’orecchio. Ti passano a portare l’aperitivo e i pasti sono con cibo dignitoso, vere posate, veri piatti, veri bicchieri il tutto appoggiato su una tovaglia!
Ho dormito come un bebè.
Oggi sono scesa dall’aereo e sono andata con un chofer (stavolta nessuno mi è venuto a prendere) fino all’ufficio di Gustavo. Dovevo fare una commissione diciamo.
Poi in albergo.
Mi hanno salutato tutti contenti.
La stanza stavolta non affaccia su Via Jorges Luis Borges, ma su via Paraguay, il letto non è king size ma sono due letti di dimensioni normali e quindi essendo due portano un po via lo spazio alla camera.
Al di là della strada c’è un primaverile albero con fiori rosa.
La fregatura è che diluvi.
Sfaccio la valigia piano piano, mi faccio la doccia e poi vado dalla traduttrice a ritirare i miei fogli, ci siamo messe a chiacchierare e il tempo è passato senza che lei si accorgesse che si stava facendo tardi per fare la legalizzazione che ovviamente non mi hanno fatto perché alle 18 chiudono, quindi ci devo tornare.
Da lì vado a casa di Gus, ci aggiorniamo di ciò che è accaduto negli ultimi 40 giorni che non ci siamo visti e poi andiamo a cena a una parrilla a Palermo.
Praticamente parlo a lui come se fosse una donna e lui a me come se fossi un uomo.
Dopo la cena mi ha riportato in hotel e ho fatto nanne.


VENERDÌ
Giorno 2

Non potete capire oggi quanto ho camminato. Stamani sono andata a fare una sul Argentina per chiamare a casa e i miei amici o se devo chiamare qualche ufficio.
Tappa obbligatoria Starbucks che è stato deludente perché io volevo la Wi-Fi e non funzionava, quindi per quanto era buono il caffè non me lo sono goduto per il nervoso.
Poco prima mi ero sentita con Agustin (il fotografo) e voleva andare a fare delle foto in una terrazza della facoltà di disegno dietro lo stadio del River Plate. Gli ho detto di sì anche perché là dietro c’è il parco della memoria e lo volevo andare a vedere.
Agus è più puffo di quanto ricordassi, questo non lo traduco nella parte in castellano sennò si arrabbia, è buffo ed è un bravo ragazzo.
La terrazza della facoltà è enorme solo che cade a pezzi, si vede tutta la costa del Rio de la Plata. Il fiume sembra un mare melmoso e anche abbastanza incazzato.
La terrazza è piena di studenti – quasi tutti puciosi – e noi ci mettiamo lì con una stella artois e un mini kitkat a testa a sparare qualche cavolata seduti in terra e a godersi il sole splendido che ha deciso di uscire.
Da lì camminiamo fino al Parco della Memoria, fatto in onore ai 30000 desaparecidos, 30000 giovani torturati e fatti sparire dal governo.
(Poco prima il taxi ci aveva sceso quasi di fronte all’ESMA, Escuela de Mecanica de la Armada. Li la dittatura militare argentina (76/83) aveva messo su uno dei più terribili campi di concentramento nel quale vengono rinchiusi e torturati migliaia di desaparecidos. Là dentro morirono circa 5.000 persone.
Per due anni, ogni mercoledì, dalla base militare dell’ESMA, aerei carichi di desaparecidos si levavano in volo verso l’oceano; migliaia di persone torturate e narcotizzate venivano lanciate in mare ancora vive)
http://win.storiain.net/arret/num198/artic6.asp
Dopo il parco siamo ritornati indietro, tutto a piedi fino a Congreso, non ce la facevo più più più!!! Taxi e hotel.
Stasera sono andata a cena con Gustavo e i bimbi, stanca morta però in buona compagnia.

SABATO
Giorno 3

Il sole non si sa dove sia. Giorni come il sabato e la domenica non mi piacciono, tutto è più tranquillo e a rilento e in giro ci sono più che altro turisti. Ugualmente vado al caffè tortoni. È tanto che lo dico e quindi perché aspettare.
http://www.amicidelcaffe.it/amicidelcaffe/index.php/2010/09/10/cafe-tortoni-buenos-aires/
Per pranzo sono tornata verso Palermo e dopo con un mal di ovaie incredibile sono tornata in hotel.
E adesso non esco.


DOMENICA
Giorno 4

Nuvole ne vuoi?
Sono andata a pranzo con Vanessa in piazza Armenia, brutto o bel tempo qui in zona è sempre carino per passare la giornata poi siamo andate a casa sua, fatto due chiacchiere. Una tranquilla domenica tra amiche.

 

CASTELLANO:

 

JUEVES
DIA1

Ayer con mi mama almorzamos en Roma en un restaurante que se llama Roscioli, comí una carbonara exquisita y después dimos una vuelta por Campo de’fiori y llegamos hasta el Pantheon, con cuantas veces me voy a Roma esta fue la primera que entre ahí, hermoso.
A las 17:35 hs tenía el trencito que me llevaba a Fiumicino Aeroporto.
Cuando me metí en fila para despachar la valija se me acercó el azafato y me propone de cambiar vuelo, irme hasta San Paolo en Brasil y de ahí a Buenos Aires, y más me daban 800 euro para gastar en vuelos alitalia.
Por ahí lo pensé, pero al final decidí que no.
En cambio, cuando estaba en fila para embargar y la azafata pasó mi pasaje en la maquinita, esta sonó y hacía una luz roja diciendo “error”.. Ya estaba pensando “puta madre que hice, como el avión está en over booking capaz que me digan que no puedo subir.. Justamente yo!”
Y nooooo!!! Me dice: señora le cambiamos el pasaje viaja en business class.
Vamosssss!
Y yo fría y fina como suelo ser me limité a un: gracias.
Subo, tomo mi asiento y no lo puedo creer.. Por fin un viaje cómodo, y no uno que me toca hacer el tetris entre mí mismo cuerpo, él almohada de mentira, el cinturón de seguridad etc etc.
El asiento te abraza, te hace masaje y se hace cama, el almohada es gordita y suave, el alconchado viene con pluma adentro, para mirar la pantalla no hace falta el monóculo, los auriculares te encierran bien las orejas que no escuchas nada de lo que pasa alrededor tuyo.
Te dan un aperitivo – que no tomè – y la comida es comida no plástico! Vajillas verdaderas, mantel blanco y nada que se rompe que te cae por todos lados y terminas comiendo con las manos.
Dormí como una beba.
Hoy baje del avión y nadie me vino a buscar esta vez.. Pedí un chofer para el traslado, me llevó a Pompeya a la oficina de Gus y de ahí a mi hotel. Otra vez elegí el BA SOHOTEL, los chicos fueron todos re cariñosos.
La habitación dá por el lado de calle Paraguay, la cama no es King Size, hay dos camas y eso quita un poco de espacio y el baño es un poco más chico. Bueno es igual me dá lo mismo.
En frente hay un árbol con flores rosas que sabe de primavera…. Pecado que llueve como no sé que.
Despacito desarmo la valija, me ducho y me voy al colegio de los traductores.
La traductora charla mucho, muy buena, amable y todo pero la hora se pasa y y a el que me tiene que legalizar los papeles no le importa justamente un carajo, así que mañana tengo que volver de vuelta.
De ahí me fui a lo de Gus, nos contamos de lo que nos pasó en estos 40 días que no nos vimos y fuimos a comer una parrilla en Palermo.
Prácticamente hablo con Gus como si fuese una amiga mujer y el a mí como un amigo varón.
Después a dormir!


VIERNES
DÍA 2

No pueden entender cuánto caminé.
Hoy a la mañana fui a hacer un chip argentino de Movistar para llamar a casa, a mis cuñadas, mis amigos etc..
Etapa obligatoria STARBUCKS, me decepcionó esta vez el wifi no funcionaba.
Poco antes hable con Agustin (mi amigo fotógrafo) que me dijo que quería ir a hacer unas fotos en la terraza de la facultad de diseño atrás de la cancha de River.
Y bueno vamos le dije, nunca fui.
La terraza es enorme pero toda destruida, se ve toda la costa, repleta de estudiantes medios hippy.
El río de la Plata parece un mar de barro y también bastante enojado.
Nosotros nos sentamos en el piso con una Stella Artois cada uno y un mini kitkat, hablando de boludeces y riéndonos, disfrutando del sol hermoso que salió.
De ahí caminamos hasta el Parque de la memoria, hecho para los 30000 desaparecidos, 30000 jóvenes torturados y hechos desaparecer del gobierno.
(Poco antes el taxi nos ha dejado en frente a la Escuela de Mecanica de la Armada – ESMA. Ahí el gobierno militar puso uno de los más terribles campo de concentración, en el cual venían encerrados y torturados los desaparecidos. Ahí adentro murieron 5000 personas.
Por 2 años, cada miércoles, del ESMA, partían aviones repleto de desaparecidos hacia el océano; hechaban las personas en el mar..torturadas, drogadas y todavía en vida.
Después de ahí regresamos, en pata hasta congreso.. Yo no daba más!!! Taxi y hotel!
Hoy a la noche fui con Gus y los nenes, hecha bosta pero en buena compañía.

SÁBADO
DÍA 3

El sol no se sabe dónde quedó.
Días como sábado o domingo no me gustan para nada, todo es más tranquilito y anda más despacito y afuera encontras muchos más turistas que porteños.
Igual me voy al café tortoni. Es mucho que lo sigo y nunca fui entonces porque esperar!
Es hermoso, sugestivo, me encantò!
https://es.m.wikipedia.org/wiki/Café_Tortoni
A almorzar volví a Palermo y después con un dolor increíble a los ovarios regrese al hotel.
Y ahora no salgo ni loca.

DOMINGO
DÍA 4

Queres nubes?
Otra vez tiempo feo.
Almorcé con la Vane en plaza Armenia, lindo o feo tiempo acá siempre hay gente, muy lindo para pasar un día.
Después fuimos para su casa a charlar y mirar tele.
Un tranquilo domingo entre amigas.

Una tana en Argentina: CAP. 4° << La Pampa>>

VENERDÌ

“Cool Kids” – Echosmith

 

 

Ansia da volo il quale un anno e mezzo prima ha rischiato di cascare ne hai?
Si, chiaro.. Ne ho.
Lascio la valigia nel deposito dell’albergo e vado verso l’aeroparque con un chofer.
Sensazioni strane ne hai?
Si, chiaro.. Ne ho.
Andare a casa di Luis senza Luis, in primis.
Inoltre anche prendere un volo sul quale ho sempre avuto problemi e poi altre cose che non posso stare qui a dire.
Arrivo prestissimo e il volo ha un ritardo di un’ora (strano), trovo comunque il modo di temporeggiare. Scarico spotyfi e mi ascolto Marama/ Rombai / Los Totora ecc… -Prima di partire per l’Argentina in macchina tenevo questa musica a tutto volume e cantavo come una scema. Devo dire però che mi ha caricato a pallettoni!-
Salgo sull’aereo. Parte e dal finestrino si vede così bene Buenos Aires, l’obelisco, la luminaria con Evita Peron, la casa rosada, il puente de la mujer.. Io ho appena fatto km in quelle strade, vederle così piccole ma anche così vicine dall’alto è stupendo.
Il volo procederebbe anche bene, peccato però che come ci avviciniamo a Neuquen il vento sia spaventoso e la fase di atterraggio sia stata un’agonia, come mi giravo a guardare gli occhi degli altri vedevo sguardi a tratti preoccupati a tratti terrorizzati.
Dopo tanto tribolare atterriamo. Mi aspetta Federico, il fidanzato di mia cognata Valentina.

Andiamo a casa, sistemo alcune cose e scendiamo poi a prendere la Vale all’università. Che bello rivederla, ci sentiamo tutti i giorni, le voglio bene come fosse mia sorella.
Inizio a raccontar loro tutte le mie vicissitudini in Buenos Aires, come parlo ridono.. mi chiedo se è perché:
A. Parlo con un accento strano
B. Sono simpatica
C. Penso di dire una cosa e invece ne dico un’altra. – fatemelo sapere semmai

Andiamo a fare merenda e, con la solita fortuna che ho io quando ordino da mangiare, mi sbagliano i toast..invece che col prosciutto crudo e il pane integrale me li portano col prosciutto cotto e il pane normale. Non è che sono stata a protestare tanto, lì i toast (o tramezzini) sono fini fini quindi li metto uno sopra l’altro a due a due e me li ingurgito manco fossi un serpente..Roba che Federico manco si è accorto che me li avevano portati.
O dopo 10 minuti non ti vedo i miei toast col crudo passare e essere lasciati su un altro tavolo!!! Ecco: lei invece che aspettava quelli che avevano portato a me protesta e li vuole rendere al cameriere.
Io i miei di certo non glieli posso più rendere..al massimo rimettere!!!


Tra una cavolata e l’altra, ripassiamo da casa prendiamo la roba, andiamo a prendere Rocio – la sorella di Federico – a Cipoletti e poi andiamo a 25 de Mayo. A casa ad aspettarci c’è mio suocero da solo. Mia cognata Soledad è con il marito, il figlio e la suocera a sciare e torna domenica notte. Che peccato, sarei stata volentieri anche con quell’urlatrice matta e il rompipalle di mio nipote (scherzo con questi epiteti eh.. Loro lo sanno), ho molta confidenza con Vale e Sole ci prendiamo sempre in giro, le adoro.
A cena siamo noi 4 e ci facciamo dei choripan, che sarebbero panini con la salsiccia. Ci infiliamo di tutto dentro.


Dopo stramazziamo a letto.

SABATO

“Ginza” – J Balvin

Il sabato giornata tranquilla.. (Giornata dico) .


Pranziamo io la Vale, Fede, Rocìo e Armando.
Vengono a salutarmi tutti, mia cognata Lorena che sarebbe la più grande con i ragazzi, Vanina con mia nipote Florencia, il Ruso e Jeronimos e gli altri nipoti Lucas e Nicolas..(sono mancate due all’appello…vabbè ).


Nel pomeriggio andiamo a fare un giretto e io mi prendo un top da Chocolate, un negozio lì a 25 de Mayo.


Con la Vale decidiamo di uscire la sera.
Lì si esce tardi, è che prima della discoteca non c’è nulla da fare, quindi dovevamo trovare il modo di temporeggiare fino alle 2/3 di notte. Allora l’abbiamo presa con molta calma. Verso mezzanotte sono passati degli amici a salutarmi..Lucas, Rocìo e loro bimba Naia. Abbiamo fatto due chiacchiere e convinto la Ro a uscire con noi. Ci salutiamo, ci prepariamo, la Vale passa a prendere l’altra Rocio, la sorella di Federico, tornano, ci facciamo una birra e due risate.. Poi passiamo a prendere la Rocio (ok da ora la sorella di Fede sarà Rocio O. e l’altra Rocio P.) e andiamo a Otra historia.


Lo scherzo del giorno era che se mi mettevano cuarteto e non cumbia il giorno dopo al posto del pub c’avrei fatto un parcheggio. (E quella che si era fissata con Marama???)
Arriviamo alle 2:40 ed era pressoché vuoto.
Facciamo un brindisi con uno shottino di tequila. Giuro.. Lo shottino meno shot che abbia mai bevuto, un vaso praticamente!!!


Le ragazze mi hanno odiato, ho messo a fuoco e fiammo il loro esofago e stomaco!
La serata ha promesso bene fin da subito: c’era un tipo di un’età indefinita (ma non meno di 45 anni) che ballava un misto tra Celentano col crociato rotto e Michael Jackson in botta.
Era in mezzo alla pista, ci credeva, se la sentiva.. Ad un certo punto prende la sua compagna e ballano, ballano..scoordinati come quando Pinocchio inizia a camminare.. Ma non è quello che mi ha fatto ridere, è il fatto che a un certo punto il tizio abbia preso la tizia di peso e le abbia fatto fare un salto mortale carpiato spalmandola a terra, un tonfo di schiena..così, perché si sentiva molto da rock n’ roll acrobatico.
Ecco prima ho detto ridere, ho sbagliato..non mi sono limitata ad una risata, sono rimasta proprio senza fiato, in apnea, mi sono inginocchiata, non riuscivo più a smettere, mi giravo..vedevo lei incazzata come una mina che gliene diceva di tutti i colori e io ridevo in faccia a loro. Che poi la signora poverina era strabica, ma non la sto deridendo per il suo handicap, però la sua faccia arrabbiata perdeva di ogni credibilità con quello sguardo.
Abbiamo ballato tutta la sera, tutta tutta tutta, come se ci avessero dato la carica, sono uscita appositamente in sneakers, leggins che avevo su dalla mattina e il top che mi ero comprata.
Così potevo stare libera di muovermi senza che mi facessero male i tacchi.
Cumbia, Reggaeton e pedalare!!!


Abbiamo passato una bellissima serata, senza tanti pensieri, noi 4, tutte donne, ma poi di compagnia, con la battuta pronta, predisposte alla risata, questo è divertirsi, questo è uscire.
Non importa se sei nel priveè del Twiga a Forte dei Marmi con un mini vestito e delle Louboutin, basta stare con il gruppo giusto anche in un piccolo pub, in un piccolo paese, nel deserto pampeano!
Siamo andate via alle 6:45, dopo una tequila, un mojito, due bayleis – IO – e una tequila, 3 litri di mojito e 6 di vodka e speed – LORO -; dopo tre lunghe file al bagno dove le ragazze mi chiedevano di poter toccare la panica; dopo aver sentito diecimila volte chiamarmi: tana tana tana tana tana tana e mia cognata che mi faceva da guardia del corpo allontanando tutti..le hanno pure detto: scusa, ma ti piace lei? sei lesbica?  e lei no cretino però è sposata con mio fratello VEDI D’ANNà (proprio così…in romano ahahah no non è vero); dopo aver asciugato le lacrime della Rocìo O. che quando beve un pochino inizia a farsi i film mentali, che non sono commedie evidentemente, dopo aver retto la fronte alla Vale e dopo aver ballato, ballato, ballato, ballato, ballato……
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DOMENICA

“LOCURAS CONTIGO” – ROMBAI

Cazzarola la stanza non gira, ma dal letto non riesco ad alzarmi.
Quando sono tornata a casa (da sola perché la Vale è voluta andare a dormire dai suoceri), mi sono mangiata un pacchetto di Saladix e ho chiuso subito gli occhi..avevo un sonno micidiale.
Alle 10 non si sa perché già stavo con gli occhi sbarrati..non avevo la nausea, ero solo svarionata..in effetti ero rientrata solo tre ore prima.
Sento l’inconfondibile voce di mia cognata Lorena, ma come mi alzo ricado nel letto tempo zero. Scrivo subito alla Vale di venire a casa..così mal comune mezzo gaudio.
Poi arriva pure mia nipote Florencia, una matta scatenata, tra tutte e due abbiamo due facce di prima mattina..subito da documentare – come potete vedere dalla foto qui sopra.

Mi porta una medicina che si chiama Alikal, che praticamente è una bustina divisa in due: da una parte una polvere effervescente per l’acidità di stomaco e dall’altra una pasticca per il mal di testa.
E’ palesemente per chi la sera prima era briaho..eheh..popolo di alcolizzati, vi siete organizzati bene! ahahahah!
(me la canto e me la suono)

Volano rumors su pipì a letto, vomitate varie e tonfi in terra…non posso associare il nome al fatto specifico per ovvi motivi, però che risate!!!ahahahahhahahahah!

E’una giornata splendida, un caldeggio, un sole bellissimo, ci mettiamo in giardino a chiacchierare io la Vale e la Flor, poi andiamo a fare una gratina, poi di nuovo giardino.


Prima di cena la Vanina ci porta i cornetti fatti da lei, li riempiamo di Nutella (che ho portato io dall’Italia) e li divoriamo.

Andiamo ovviamente a letto presto, cotte.

LUNEDì

“LINDA” – MARKA AKME

Mi sveglio e c’è il nano di mio nipote Tomàs, il figlio della Sole.
Mi riconosce subito, mi fa un sorrisone e mi guarda con quegli occhioni celesti.


Alle 10:30 con la Vale andiamo a salutare Omar, Analia e la loro splendida Evangelina.
Ci raccontiamo un po’ di cose poi già dobbiamo andare, pranziamo a casa e poi dobbiamo partire per Neuquén.
A pranzo ci sono anche la Sole e Edgardo, che sono tornati di notte da sciare. Edgardo ha gli occhiali incorporati praticamente, un panda all’incontrario.
Peccato aver visto la Sole per così poco tempo.
Partiamo io, Vale, Fede e Rocìo, andiamo a Neuquén a casa, facciamo merenda poi usciamo e andiamo al Jumbo, tappa fissa quando vado lì per prendere dei profuma ambienti a mio fratello.


Da lì portiamo la Rocìo a Cipoletti, poi torniamo e andiamo a mangiare all’ Alto Comahue, fanno una pizza buonissima, l’unica veramente buona che abbia mai mangiato in Argentina.
Che amori che sono la Vale e Fede, me li porterei via con me a vivere in Italia.

 

MARTEDì

“WE WANNA” – Alexandra Sten y INNA ft. Daddy Yankee

E’arrivato il giorno in cui mi tocca salutarli, da qui inizia la mia sensazione di angoscia, una sensazione strana, sento che sta volgendo al termine la mia permanenza in questo paese, sento che queste tre settimane stanno finendo troppo in fretta, mi mancheranno tantissime cose e questa settimana è la settimana dei saluti, degli arrivederci sì, ma pur sempre saluti e  mi sento dispiaciuta.
La Vale va a lezione presto e io e federico andiamo a fare una commissione e poi a fare colazione e la aspettiamo.
Fino alle 16 che siamo scappati in aeroporto ne facciamo mille: estetista, parrucchiere, stampare biglietto aereo e poi via.
Loro mi accompagnano fino a dentro e aspettano con me che aprano i controlli.
Qui si conclude il capitolo Pampeano..

..e questa volta sì: “Noche Loca” e sì “Bailecitos”!

CASTELLANO:

VIERNES

“Cool Kids” – Echosmith

 

 

Ansiedad por el vuelo que hace un año y medio atrás estaba por caer?
Si, claro…la tenía.
Dejé mi valija en el depósito del hotel y me fui hacia areoparque con un chofer.
Sensaciones raras?
Si, claro…tenía.
Primero la de irme para la Pampa sin Luis..
Segundo tomar el avión ese que siempre me dio problemas y otras cosas mas que no puedo ponerme a contar acá.
Llegué re temprano y el vuelo llevaba una hora de demora (que raro eh), de alguna manera tenía que pasar el tiempo, bajé Spotify y escuché Marama / Rombai / Los Totora etcétera…
Antes de venir a Argentina escuchaba en la camioneta todos estos temas con el volumen altísimo y cantaba cantaba como una loca… Tengo que decir que me dio la repila!!!
Subí en el avión.
De la ventanilla se veia así de bien Buenos Aires, el obelisco, Evita Perón, la casa rosada, el Puente de la Mujer… Yo recorrí recién todas estas calles y verlas chiquititas así estuvo hermoso.
El vuelo estuvo bueno hasta que nos acercamos a Neuquén, porque hacia un viento espantoso y el aterrizaje fue muy muy feo, me daba vuelta a mirar los demás y todos estaban asustados.


Me estaba esperando Federico, el novio de mi cuñada Valentina, fuimos para la casa, arreglamos un par de cosas y después pasamos a buscar la Vale que estaba en la facultad.

Qué lindo verla!!! Cuanto la quiero, es como si fuese mi hermana.
Empezé a contarles lo que hice en Buenos Aires y se cagaban de risas ellos.
Las opciones son:
A. Hablo con un acento raro
B. Soy simpática (pero muy muy se ve..)
C. Creo que diga una cosa y evidentemente digo otra.

Fuimos a merendar y con la suerte que tengo cada vez que pido comida, se equivocan y me traen sándwiches de pan de miga normal con jamón cocido en lugar de sándwiches de pan de miga de salvado y jamón crudo.
Bueno, no me importò mucho, los puse uno arriba del otro y me los comí ahí nomas, el Fede ni se diò cuenta que me los trajeron!!!
Lo que paso es que trajeron MIS sadwichitos de pan de miga de salvados con jamón CRUDO a la chica sentada afuera.. Que, en cambio, se quejó y se los quería devolver.
Ahhh bueno, yo no podía devolvérselos supuestamente.. Eventualmente repetirlos!
Después pasamos por casa, fuimos a Cipoletti a buscar la Rocio (la hermana del Fede) y enseguida partimos para 25 de Mayo.
En casa esperándonos estaba mi suegrito Armando.
Mi cuñada Soledad se fue a Bariloche unos días con su marido Edgardo y el hijo Tomás.
Qué lástima che! Y bueno son hincha pelotas pero, la verdad, lo extrañe!!! Ahahahah! -Sole, por si acaso estas leyendo.. Ya sabes que yo te jodo y los amo ❤️-
Cenamos nosotros 4: Armando, la Vale, el Fede y yo… CHORIPAN se ha dicho!!!


Mi suegro sabe bien como hacerme engordar me parece!!! 😀
Enseguida rellenos como pollos nos acostamos.

SÁBADO

“Ginza” – J Balvin

 

Fue un día tranquilo – DIA dije.
Me vinieron a saludar todos: mi cuñada Lorena con el Santi y Ismael, mi cuñado Ruso y la Vanina con mis sobrinos Florencia y Jeronimos, mis otros sobrinos Lucas y Nicolas (bueno faltaban algunos pero… Otro tema esto).

A la tardecita fuimos a dar una vuelta con la Vale, y yo me compre un topecito en Chocolate.
Decidimos salir a la noche.
Ahí se sale tarde, y mas no hay nada para hacer antes del boliche, no hay lugares donde hacer una previa.
A las 12 vinieron el Lucas, la Rocío y la Naia a saludarme y convencí la Ro a salir con nosotras!!!
Se fueron, nos arreglamos, la Vale paso a buscar la otra Rocio (de acá la hermana del Fede será Rocio y la esposa del Lucas Ro) y después de unas charlas y una Quilmes compartida, las 4 juntas fuimos a Otra Historia.

La joda del día era que si no ponian ni cumbia ni reggaeton y iban a poner solo cuarteto, el día siguiente en lugar del pub encontraban un estacionamiento.
(Como me pegò Marama ehhh!!!)
Llegamos a las 2:40 y estaba casi vacío.
Hicimos un brindis con un chupito de tequila. El chupito menos chupito que tomé en mi vida!
Las chicas me odiaron, se les quemò todo.. Garganta, estomago.. Todo!!!
La noche prometió bien de entrada.
Había un tipo, uno de aquellos a los que no le podes dar una edad, que bailaba como fuese una mezcla entre Michael Jackson mamado y Joaquín Cortés con el cruzado roto.
Estaba ahí en el medio, se la creía.. Tomò su mujer por la mano, empezaron a bailar juntos.. Bailaban y bailaban..sin coordinación como Pinocchio aprendiendo a caminar..pero no me reí tanto por eso, si no por el hecho que de repente la agarra y le da la vuelta….después de un segundo ella estaba planchada en el piso, puta madre si cayó!!! El se quiso hacer el que se la maneja con el rock n roll y casi matò a su mujer.
Dije “reír” antes, no cierto?
Me equivoque!
Me quede sin respiración, no podía parar de reír, me arrodille directamente en piso, no tenía la fuerza de estar parada de pies por tanto que me reía!
Veia ella enojada que le decía de todo.. Pelotudo de mierda, soretero..y yo seguía riendole en la cara!
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Bailamos toda la noche, sin pensamientos, las cuatros, todas mujeres.. Ellas son macanudas, tienen las re pilas, les gusta reír y divertirse, eso es salir!!!
No importa si estas en un boliche copado de Palermo, re arreglada con zapatos de louboutin y un vestido de Balmain..o si te encontras en un pub en el medio del desierto pampeano con calzas y zapatillas.
Si estas con las personas justas todo se re pone!
Nos fuimos de ahí a las 6:45 de la madrugada.. Después de una tequila, un mojito, tres beyleis -YO- y una tequila, un mojito y tres vodka/speed -ELLAS- ; después de tres largas filas en baño – donde había chicas esperabando que me preguntaban si me podían tocar la panza – ; después de oír chicos llamándome TANA TANA TANA y la capa de mi cuñada que los alejaba todos!!!; después de haber secado las lagrimas de la maricona de la Rocío O. Y tener la Vale por la cabeza, dado que tomó como un camelo y sobretodo después de tanto bailar, bailar, reír y bailar…
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DOMINGO

“LOCURAS CONTIGO” – ROMBAI

 

 

Bueno, la habitación no gira pero no me puedo levantar…
Cuando llegue en casa me comí un paquete de saladix pensando que me iban a absorber lo que me tomé.
La Vale, no sabemos porque – ni ella lo sabe, se fue a dormir a lo de su suegros.
Yo me desperté a las 10, dormí como tres horas, no tenía náuseas, estaba solo media mareada.. Y bueno me acosté solo tres horas antes!
Escuché la inconfundible voz de mi cuñada Lorena, me levante y caí en la cama ahí nomas.
Escribi a la Flor para que me ayudara y a la Vale para que regresara.. Así estábamos en dos en aquel estado y no yo sola!
Llegò la Flor, mi sobrina, loquita de mi corazon cuanto la quiero!!!
Me trajo un Alikal, que es un remedio dividido en dos partes, de un lado viene un polvo por el acidez y del otro lado una pastilla por el dolor de cabeza… Es, por cierto, un remedio para quien la noche antes estaba borracho… Jeje que vivos los argentinos… Pueblo de alcolicos se organizaron bien eh!!!(es bromaaaaaa)!!!

Me contaron historias de alguien que se meò en la cama, que se cayò, que vomitò..bueno no puedo asociar los nombres a los hechos…pero que manera de reirme!!! jajajaja son unas geniassss!!!

Era un día hermoso, hacia calor, nos metimos en el jardín, charlando y tomando sol.. Dimos una vueltita..
Antes de cenar vino la Vani y nos trajo unas medialunas caseras riquísima, hecha por ella.. Las llenamos de Nutella (se la traje yo de Italia) y las comimos todas.

Nos acostamos temprano, cansadisimas.

LUNES

“LINDA” – MARKA AKME

12047302_964249990308235_1422761849_nMe desperté y estaba el enano de mi sobrino Tomas, me conoció y me hizo una sonrisa grandísima y me miraba con estos ojos enormes y azules.. Hermoso mi cacheton!
A las 10:30 hs me fui con la Vale a lo del Omar a saludarlos a el, Analia y Evangelina.
Volvimos a casa para almorzar con la Soledad, Edgardo – que se dejò los anteojos puestos…todavìa no porque…jajajajajaja -quien-sabe-sabe- y la mamà, Armando yo y la Vale y depues nos fuimos a Neuquén..
Qué lástima que no estuve un poco mas con la Sole también.
Bueno, llegamos a Neuquén, merendamos y después hicimos una vuelta en el Jumbo, siempre me voy ahí ora comprar un perfume a mi hermano.
Antes de cenar llevamos la Rocío a su casa en Cipoletti y regresamos a Neuquén a cenar en Alto Comahue.
El único lugar donde fui a comer pizza (en Argentina) en lo cual me re gusta la pizza que hacen!!!
Y así se termino el día.

 

MARTES

“WE WANNA” – Alexandra Sten y INNA ft. Daddy Yankee

Ya llego el día en que me fui, el dia de la despedidas.
De ese día empiezò la sensación de angustia, una sensación rara, sentía que esta por terminar mi permanencia en este país, que aquellas tres semanas pasaron rapidísimas, que iba a extrañar muchísimas cosas y la semana que empezó era la de los saludos, y a mi nunca me gustaron!
La Vale se fue a la facultad porque tenía clase, yo y el Fede fuimos a desayunar y la esperamos, hasta las 16 hs hicimos todo: esteticista/peluquero/pen drive con temitos nuevos..etc.
Me llevaron al aeropuerto y esperaron conmigo hasta que no abrieron el gate.


Cada vez que tengo que saludarlos pienso siempre que me los llevaría conmigo a Italia.

Acá termina el capítulo “pampeano”.
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Y esta vez puedo decir:
Si.. “Noche loca de los mil tequilas”.. Y.. Si.. “Bailecitos”!!!

 

Una tana en argentina: CAP. 3 <> (ITA/ESP)

LUNEDì

“Decidiste Dejarme” – Agapornis

Siamo all’inizio della seconda settimana dall’altra parte del mondo..il tempo è grigio e per questo lunedì ho solo un appuntamento per quanto riguarda l’università, un altro invece in un’agenzia di moda.

Esco dopo aver fatto colazione li al ristorante RIETTI, mi imbacucco un po’ e, con il taxi, vado ad Av. Corrientes al Colegio de Traductores.

Mi vedo con la traduttrice.

Dopo una lunga ricerca e dopo aver fatto fare diecimila preventivi, trovo lei, sembrava molto puntigliosa dallo scambio di email, però molto più economica di tutti gli altri.

È una donna di circa 50 anni, con gli occhi vispi e dei denti un po’ sporgenti che le fanno muovere in modo grazioso la bocca quando parla, capelli scuri a caschetto e incarnato olivastro.. però un po’ emaciato.
E’ molto simpatica, dolce nel modo di porsi, mi chiede incuriosita chi sono, da dove vengo e a cosa mi occorrono quei documenti, contraccambia anche lei raccontandomi la sua storia.
Guardiamo i documenti e alla fine le chiedo cosa ci fosse lì vicino da vedere da poter raggiungere a piedi..lei mi guarda e mi dice: ma perché non in metropolitana?
Le spiego che mi sono state fatte mille raccomandazioni sulla metro di Buenos Aires, come se discendessi negli inferi e in fondo alle scale ti aspettasse Caronte.

Ha un appuntamento vicino alla Casa Rosada e mi dice di andare con lei.
Credevo che uscendo dalla metro ci salutassimo, invece mi porta al Cabildo e me ne racconta la storia, parliamo del fatto di quanto Buenos Aires ricordi le nostre città europee, anche se con minor storia (lungi dall’ avere monumenti antichi come il nostro colosseo per esempio), ma con edifici molto simili come stile.


Andiamo oltre il Cabildo e prendiamo Calle Bolivar, dove all’angolo con Calle Alsina c’è una libreria di fine ‘800/inizi del ‘900, che era un caffè letterario, siamo entrate affascinate da quelle vecchie insegne, da quel bancone di legno dove prima venivano serviti caffè e tè caldi e che adesso altro non è che uno scaffale.


Usciamo e ci incamminiamo verso San Telmo, ma non lo raggiungiamo, arriviamo fino a Av. Belgrano e torniamo indietro per Calle Defensa.
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All’angolo tra Defensa e Alsina c’è da un lato una chiesa francescana, dall’altro un’antica farmacia, bellissima.


La saluto dopo un po’, mi dice di proseguire per il Paseo de Las Historietas, vado e lo trovo, ma la giornata grigia e l’essere sola non mi hanno permesso di godermelo molto, quindi torno indietro e vado a pranzare alla Galerìa Pacifico.

Dopo torno in albergo, mi faccio la doccia, mi cambio e verso le 18 raggiungo la mia amica Vane, che mi aspettava a Palermo – Las Cañitas, zona in cui io avevo l’appuntamento all’agenzia di moda.
Erano una donna e un uomo.
Un V I S C I D O.
Voleva parlare a tutti i costi italiano, parlava a 2 (nel senso lento più della messa cantata), già dopo due minuti avevo il latte ai coglioni (oggi in francese parlo), gli rispondevo in castellano..come per dire ciccio, parlo la tua lingua, datti una mossa, sennò se per ogni parola ci metti 5 minuti qui ci si fa notte!
Insomma mi ha detto di tornare a far due foto che metteva su un set lì in quel buco di stanza 2×2, gli ho detto “CEEEERTO, COME NO!”, tempo zero come sono uscita di lì l’ho bloccato in ognidove.

Da lì con Vanessa siamo andate verso casa sua,  con la macchina siamo passate per Belgrano, una zona residenziale, dove ci sono delle ville mozzafiato, che sogno sarebbe!
Arriviamo e portiamo fuori il suo cane, nel parco vicino casa sua c’era un sacco di gente a fare sport, crossfit all’aria aperta, jogging, rientriamo e chiacchieriamo, ordiniamo empanadas e poi vengono Gus e Esteban, ascoltiamo musica da youtube, spariamo un po’ di cazzate e poi alle 23 i ragazzi mi riaccompagnano verso l’albergo, divertendosi a farmi dire una filastrocca “erre con erre guitarra, erre con erre carril, que rapido ruedan las ruedas del ferrocarril”.

MARTEDì

 


Me la dormo un po’ di più ed esco dalle 10:45 alle 13, faccio un giro per Palermo, la giornata è caldissima, un sole splendido, sembra maggio.
Mi guardo tutte le vetrine e percorro ogni via di questo quartiere, c’è una pace, come se fosse un altro mondo inserito tra Avenida Santa Fe, Av. Cordoba e Scalabrini Ortiz.
Mi fermo allo Starbucks in Calle Malabia, vicino Plaza Armenia e ripasso un po’ di castellano per l’esame con il mio Latte con Dulce de Leche, poi proseguo e cammino altri 4 chilometri – che come ho fatto a camminare tanto così solo per Palermo Soho, Dio solo lo sa.
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Torno in albergo per le 13:15 e per le 14 già mi viene a prendere Vane.
Andiamo al Giardino Giapponese e pranzo con un sushi carissimo, ogni roll un pezzo di rene praticamente.


Facciamo tutto il percorso, che poi non è gradissimo, però è dalla prima volta che sono andata a Buenos Aires che dico di volerlo visitare.
Ci sono laghetti e ruscelli pieni di pesci di ogni dimensione, alcuni fanno un po’ impressione perché sono i classici pesci rossi che vinci al Luna Park però in scala 10000:1!!!


In poco tempo finiamo il giro e decidiamo di andare al Rosedal, purtroppo non ci sono le rose in fiore, perché chiaramente è inverno, però è un luogo incantevole con 18000 piante di rose, 26 Busti di scrittori e poeti, un lago coi cigni, un patio con delle mattonelle di ceramica dipinte a mano e un ponte greco tutto bianco che fa contrasto con tutto quel verde.

Da lì ci spostiamo alla Recoleta, precisamente a fare un giro al Buenos Aires Design.
Stanche morte poi rientriamo alla base..io in albergo e lei a casa sua.

MERCOLEDì

“MI AMOR PROHIBIDO” – LOS TOTORA

Piove come Dio la manda.
Mal di ovaie come pochi…10 giorni prima però?
Ok rimango a letto, dormo, studio, guardo la tv, dormo, studio, guardo la tv, questo fino alle 16 fino a che non mi decido dolorante di scendere in farmacia e poi mi faccio un toast lì al RIETTI. Torno in camera e la solita tiritera, poi mi riprendo, preparo i biglietti aerei per il venerdì e alle 20:30 esco, vado al The Steve un pub americano poco distante dal mio hotel.
Arrivo bagnata come un pulcino e ad aspettarmi c’è Alessio, un ragazzo di Roma, un ragazzo con cui mi ha messo in contatto il mio amico d’infanzia Manfredi.
Alessio vive a Buenos Aires da 5 anni ed è fidanzato con una ragazza di lì da ben 10 anni: Agustina.
Sono un amore questi due ragazzi, divertenti, simpatici, parliamo un mix di italiano, castellano, romano, toscano.
Ci raccontiamo aneddoti vari e non sembra proprio che ci fossimo conosciuti solo in quel momento.
Dopo birre (acqua per lui e il suo fioretto), alette di pollo piccanti e patatine, a mezzanotte passata andiamo via.

“CANTA” – VI EM

GIOVEDì

Ecco arrivato il giorno dell’esame del CEI.
Colazione, taxi e università.


Da lì mi mandano alla banca su Av. Corrientes, vado veloce, una fila di mezz’ora.
In fila non sapendo che cavolo fare mi sono messa a cancellare foto nel cel per liberare la memoria, si avvicina quella specie di guardia giurata, che aveva solo un occhio, e mi dice: “Eu, NO!” indicando il cellulare…io lo guardo con gli occhi come per dire “ca**o vuoi?”, e  mi indica un cartello accanto al divieto di fumo con un bel cellulari sbarrato… nella mia testa è comparso un bel: MAH!
Zitta e mosca arriva il mio turno.
Pago e corro in facoltà.
Consegno il bollettino, firmo la scheda e salgo al quarto piano.


Mi accomodo nella seggiolina piena di schegge, una di quelle con il banchino sul bracciolo.Tiro fuori il libro e ripasso qualcosa..ma cosa? oramai quello che so so, le parole che conosco le conosco e l’accento che ho già ce l’ho.
Entra un ragazzo riccioluto con la fidanzata, che si nota subito essere sudamericana.
Luis sfodera un “da qui non vedo una mazza” con accento clamorosamente nordico.
IO: << Italiano eh? >> LUI: <<Si, di Treviso! >> mi*chia se si sente!!!Mi racconta delle sue vicissitudini, della sua laurea italiana in scienze della comunicazione e del casino per convalidarla, del casino per fare il DNI (il documento di riconoscimento argentino), dei soldi spesi per tradurre i documenti ecc ecc..
Insomma constatiamo di essere pressoché sulla stessa barca.
Per ultimo entra un altro ragazzo con un riconoscibile accento romano.
La prova scritta consisteva nella comprensione di tre testi, e nello scrivere una lettera formale e una informale sulla base di uno schema o delle informazioni scritte lì.
Finito lo scritto, mi metto a chiacchiera con il romano nell’attesa del nostro turno per l’orale, è abbastanza alto e molto magro, vestito come un buon pariolino Doc, ha la mamma argentina e il babbo italiano, con i nonni che vivono a Buenos Aires, è un giovane chirurgo plastico, che per convalidare la sua laurea deve fare ben 10 esami! Mio Dio, che tiritera..e menomale che tra Italia e Argentina ci sono le convenzioni!
Ecco il mio turno, saluto il mio nuovo amico ed entro, mi faccio una chiacchierata con la prof. e qui finisce il mio orale.
Esco più leggera e con un peso in meno, la sera prima dell’esame sono intrattabile e invece Alessio e Agustina me ne hanno fatto completamente dimenticare e tutta l’ansia accumulata durante il giorno è svanita.
Vado a pranzo da Starbucks nella Galerìa Pacifico (fattelo un giro lì quando hai un minuto Mari!)
K
..poi ritorno in albergo.
La sera: cena di sushi a casa di Gus, con Vane e Javi..all’insegna del YO NO COMPARTO!
(questa è lunga ci vorrebbe un capitolo solo per questo…magari in fondo vi spiego)
Poi nanne nella mia camera numero 14 per l’undicesima notte.

“ADIOS” – ROMBAI

ESP

LUNES

“Decidiste Dejarme” – Agapornis

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Va empezando la segunda semana de mi presencia en Buenos Aires..el día esta gris y por ese lunes tengo solo una cita por el tema de la universidad, otra mas, en cambio, en un agencia de modelos.

Desayuno en RIETTI y salgo, me abrigo bien y me voy en taxi al colegio de traductores en Av.corrientes.

Después de tanto buscar y de muchos presupuestos, encuentro una traductora que me hace un precio más barato de los demás.
Es una mujer cerca de los 59 años, con los ojos vivos y unos dientes que le salen un poquito para afuera y le hacen mover la boca en manera graciosa cuando habla.
Es muy simpática, se llama Nora, es dulce cuando habla y esta curiosa de saber quien soy, de donde vengo y para que tengo que traducir estos papeles, ella también me cuenta un poco de su historia.
Revisamos los documentos y al final le pregunto que cosa podría ir a visitar que me dejara cerca.. Ella me mira y me dice: “porque no te tomas el subterráneo?”
Le explico me dijeron de no tomar el subte en Bs As, como si descendiese al infierno con Caronte esperándome (para quien no sabe estoy mencionando DANTE ALIGHIERI)
Ella tiene una cita cerca de la Casa Rosada y me dice que la siga.
Yo creía que como íbamos a salir del subte íbamos a saludarnos y no es así.
Ella se queda un rato mas conmigo y me lleva al Cabildo y me cuenta la historia.
Hablamos de como Buenos Aires sea parecida a las ciudades de Europa, aunque tenga menos historia (lejos de tener monumentos antiguos como el coliseo por ejemplo).

Vamos mas allá y tomamos Calle Bolívar, donde, en la esquina con calle Alsina, hay una librería de fin ‘800, que era un café literario, entramos fascinadas de los carteles antiguos, de aquella barra de madera donde antes servían café y té calientes y que ahora hace de estante para colgar libros..
Salimos y vamos para San Telmo, pero no lo alcanzamos, llegamos hasta Av. Belgrano y regresamos atrás por calle Defensa.

En la esquina Defensa y Alsina hay una iglesia Franciscana, y por el otro lado una farmacia antigua, bellísima.

Saludo a Nora, me aconseja de proseguir por el Paseo de las Historieta, pero el día esta así gris que no me da para disfrutar de ese lugar, y mas..sola! Así que vuelvo atrás y me voy a almorzar en Galería Pacífico.

Después voy al hotel, me ducho, me visto y a las 18 hs alcanzo Vanessa que me estaba esperando en Palermo – Las cañitas, donde tengo la cita con la agencia de modelos.

Subimos y ahí estaban una mujer y un hombre.
El un ASQUEROSO.
Quería hablar o si o si en italiano, lento (más lento de una misa gregoriana), yo después de dos minutos ya tenía las bolas hinchadas (hablo francés hoy se nota?), le contestaba en castellano.. Como para decir: che, boludo! Dejá de pavear.. Hablo yo mejor tu idioma que vos el mío, así que bajá un cambio.
Me dice que vuelva para sacar unas fotos y que iba a armar un set ahí en aquel cuarto… Queeee? Si mide 2 metros por 2!!! Jajajaja… Y yo “claaaarooooo!!! Ya voy!”, como salgo de ahí lo bloqueo en todos lados!

Enseguida con Vane vamos a su casa, para llegar pasamos por Belgarno donde hay unas villas hermosas enormes… Un sueño seria vivir allí.
Llegamos y sacamos el perro.
En el parque abajo de su casa hay mucha gente haciendo deportes.
Volvemos en casa y charlamos esperando a Gus y Esteban… Y sobretodo a las empanadas, escuchamos música, hablamos y a las 23 hs los chicos me llevan a mi hotel, divertiendose mucho mientras me hacen decir un trabalenguas que dice:” erre con erre guitarra, erre con erre carril, que rápido ruedan las ruedas del ferrocarril”.
Si yo soy una capa se la decía ahí nomas jajajajaja!!!

MARTES

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Me despierto y me quedo un rato mas en la cama, salgo a las 10:45 y doy una vuelta por Palermo Soho, hace un lindo calorcito, hay un sol hermoso, parece noviembre.
Miro todas las vidrieras y voy recorriendo cada calle, parece otro mundo encerrado entre Av. Santa Fe, Av. Córdoba y Scalabrini Ortiz.
Paro en El Starbucks de calle Malabia, cerca de la plaza Armenia y repaso un poco de castellano con mis Leche con Dulce de Leche, después camino por otros 4 kilómetros mas -como hice para caminar todos esos kilómetros solamente ahí en Palermo Soho solo Dios sabe.
Vuelvo al hotel para las 13:15 y ya a las 14 estaba Vane esperándome abajo.
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Vamos al Jardín Japonés y almuerzo con sushi – carísimo, cada roll que me comia un pedazo de riñón que me salía !!!
Recorremos todo el jardín, es chiquitito, pero era de la primera vez que fui a buenos aires que quería ir!
Hay lagos, ríos, puentes japoneses de madera roja. Hay muchos peces ..algunos re feo, parecen aquello que pones en la bola de vidrio pero 1000 veces mas grandes!
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Tardamos poco en terminar de ver el Jardín y vamos de ahí al Rosedal.
Lastima que no hay rosas en este periodo, porque estamos todavía en invierno, pero es un lugar hermoso con 18000 plantas de rosas, 26 monumentos de poetas y escritores, un lago donde poder ir con los barquitos, un patio bellísimo y un puente griego.
Luego vamos a la Recoleta, exactamente al Buenos Aires Design y damos una vuelta adentro.
Hechas trapos regresamos yo al hotel y ella a su casa.

MIÉRCOLES

“MI AMOR PROHIBIDO” – LOS TOTORA

Llueve un montón.
Me despierto con mareo, como si hubiese tomado 10 quilmes.
A veces me pasa, así que me parece que sueño de caerme y no es sueño, abro los ojos y veo la habitación que gira gira gira…
Bueno calma Mari calma… Ya se te va a pasar.
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Mi día empieza así… Duermo, miro tele, duermo, miro tele, estudio, duermo… Hasta las 16:30.
Bajo a la farmacia y entro de vuelta en el hotel y me como unos tostados en RIETTI… Despacito.. No se porque no me dá para comer.
Subo y sigo como antes, hasta que no decido de arreglarme para salir.
A las 20:30 me voy para The Steve que queda a un toque de mi hotel. Me voy caminando… Lo encuentro y no puedo abrir la puerta de hierro… Puta madre, tampoco tengo señal en el celular para llamar quien me esta esperando. Sigo intentando… Después me doy cuenta que hay un timbre… Ahhhh bueno… Que tarada!
Entro mojada como un pollito, ya esta Alessio a la barra esperándome.
Es un chico de Roma con el que me puso en contacto mi amigo de infancia Manfredi.
Alessio vive en Buenos Aires desde hace 5 años, y esta de novio con una chica argentina Agustina desde 10.
Son un amor los dos! Simpáticos, divertidos, macanudos.. Hablamos una mezcla de italiano, uno con acento Toscano y uno Romano y castellano.
Nos contamos varias anécdotas y nos reímos mucho, no parece que nos conocimos recién.
Después de cervezas, micheladas, buffalo wings picantes y papas…vamos a dormir, ya pasaron la 12.

JUEVES

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Llego el día del examen CEI.
Desayuno – taxi – facu.
De la secretaria me mandan al banco para pagar la cuota de 500 pesos.
Corro al banco en Av. Corrientes, hago una fila de media hora.
Esperando no sabia que hacer y me puse a borrar fotos en el celular, se me acerca el policía y me dice: “Eu!NO!” Lo mire como para decir “bueeeena que te pasa negro, pará un poco!” El me indica con el dedo un cartel que dice que no se puede usar el teléfono… Baaaahhhhh!
Me quedo callada, llega mi turno, pago y corro hacia la facultad.
Lleno la ficha y subo al 4º piso.
Tomo asiento en una sillita de madera media torcida y espero.
Entra un chico con la novia, ella se notaba que era latina; el como entró dijo un “Non vedo una mazza” y no se que mas y yo: «ITALIANO?»El: «de Treviso» le quería decir “y si bóludo me di cuenta” tenía un acento del Norte que ahí nomas se lo saqué !!!
Me cuenta de su situación, de su título italiano, del turno para revalidar el título de la secundaria, del quilombo para hacer el DNI..etc… Por suerte hay alguien más que se puso en ese quilombo, pensé!
Por ultimo entra un chico que ahí nomas noté que era italiano y de Roma.
La prueba escrita era de comprensión de tres textos, una carta informal y un mail formal.
Terminado el escrito me meto a hablar con el chico de Roma, es medico y para revalidar su título tiene que hacer… 10 exámenes.
Tiene mama Argentina y papa italiano y los abuelos todavía viven ahí en recoleta.
Llega mi turno, mi oral es una charla con la profesora.
Termino y salgo de ahí mas livianita, que peso que me quité!!!
Como salgo voy a la galería Pacífico a comer (Mari andas ahí cuando tenes un minuto!).

Vuelvo al hotel.

A la noche sushi a lo de Gus, con Vane y Javi.
La oración de la noche es: YO NO COMPARTO (esa es larga pero les explicaré).
Después a dormir se ha dicho!
En mi habitación numero 14!

“ADIOS” – ROMBAI

Una tana en argentina: Cap. 2°

Nel secondo capitolo vi racconto del mio primo fine settimana a Buenos Aires.
Quello che doveva essere in un modo e invece è stato in un altro.
Sapete il mini abito che mi sono presa da Kosiuko il giovedì?
È rimasto attaccato alla gruccia.

VENERDì
Mi sveglio e vengo “abbandonata” dal mio “angelo custode”.
-metto le virgolette sia mai che qualcuno se la prenda per qualcosa ahahah-
Amareggiata vado verso la Facoltà, dove mi stava aspettando Nilda Ukota che si occupa delle convalide.
La Facultad de Derecho è una specie di Partenone, all’interno è grandissima con mille aule e uffici e mi sono persa sia nell’entrare che nell’uscire.
È anche vero che ero un po’ scombussolata.


Da lì sono passata nuovamente alla floralis generica che sta a 300 metri e mi sono messa su una panchina al sole.
Mi è scesa qualche lacrima di sconforto devo essere sincera e mi sono mangiata un alfajor, mi sono goduta il calore del sole, quasi primaverile…però mi mancava qualcosa, avevo come il respiro tagliato.


Sono andata via malinconica ho attraversato Av. Figueroa Alcorta e ho preso un taxi. Dovevo tornare in albergo ad appoggiare la ventiquattr’ore.


Mi sono riposata e poi ho deciso di arrivare a piedi al centro commerciale Abasto.
Sono uscita e a passo svelto ho percorso quei 4 km circa.
Ho fatto un giro, mi sono fermata a COMPLOT e mi sono presa una tutina rosa. Mi sono detta che comunque mancavano altre due settimane e quindi altri due fine settimana..povera llusa, Ahahahahah!
Mi sono ordinata sushi da asporto e poi ho preso un taxi per tornare a cenare tristemente in camera: io, il sushi, la TV, un libro e la mia socia Giada sempre in collegamento tramite whatsapp!
Come sono arrivata in camera mi arrivano messaggi vocali… Voce amica per le mie orecchie… Era Gus.. Che mi dice “dai sono coi miei figli ti passo a prendere e vieni a cena da noi”.
Non ho cenato, ormai mi ero rifocillata con il
Giappogiappo, però sono andata ben volentieri a fare due chiacchiere.
Oltretutto i suoi figli sono meravigliosi, simpatici, affettuosi.. E lui una persona con cui poter parlare di qualsiasi cosa.
Era una di quelle conoscenze trasformate in amicizia di cui parlavo nell’introduzione a questa rubrica.
Quindi quel malinconico venerdì si è concluso con una buona birra, quattro chiacchiere, risate con i bimbi e Buenos Aires ai miei piedi.
Poi nanne nel mio lettone, della mia camera numero 14.

SABATO


Sveglia!!!
La giornata è bellissima!!!
Apro le tende, esco in terrazza per vedere la situazione climatica, mi vesto, scendo a fare colazione e vado a piedi verso il Cimitero della Recoleta.
Penso di essere stata li…due ore? Forse di più?
I cimiteri dovrebbero mettere tristezza, o incutere timore, invece tutte quelle statue, quei templi costruiti per loro che altro non sono che cenere oramai ma il cui ricordo è vivo… Erano uno spettacolo a cielo aperto, marmo, bronzo e poesie.
Vicino al cimitero c’è una chiesa bellissima per quanto semplice, finita nel 1732, è una delle chiese più antiche della città.


Esco di lì mi metto a sedere sul prato lì di fronte per un’ora intera al sole, prima di andare in giro per il mercatino.


Era un pullulare di persone, non solo turisti.
Poi mi sono avviata verso avenida Alvear, sono tornata indietro e ho pranzato alle 16:30 al Mc Donald del Recoleta Mall.. Io, me, il panino e Ricardo Arjona in sottofondo.
Ho temporeggiato e poi ho deciso di tornare all’albergo a piedi.
Passo svelto e in 40 minuti ho fatto marcia indietro verso Palermo.
Ero stanca, ma comunque sono andata a casa di Gus e c’era anche Vane, cenetta, chiacchiere e di nuovo nanna..
Ho provato in verità a buttarla lì a…Qualcuno.. di uscire e andare a ballare, ma evidentemente impegnato in cose migliori…

DOMENICA
Sole Cuore Amore
No per nulla!
Solo sole!
Mi sono svegliata presto però ho bivaccato un po’ nel letto.
Questa è stata la vera ed unica giornata di tristezza/incazzatura/malinconia/solitudine.
Palermo è un quartiere vivo, ogni giorno ad ogni ora..si, però il fine settimana ovviamente ancora di più e la domenica, con il bel tempo poi, che ve lo dico a fare!
Ogni ristorante era pieno stracolmo di coppie e gruppi di amici… E io? Sola?
Cammino cammino cammino.
Mi dava quasi fastidio essere sola in mezzo a tante persone che ridevano tra di loro e si godevano quella domenica.
Quindi vago per le vie cercando un locale dove pranzare o speluzziccare qualcosa…ma nulla. Ho lasciato perdere. Dopo un paio di ore sono tornata in albergo e li sono rimasta. Ho studiato, guardato film.. Tanti che nemmeno me li ricordo più e stop.

Se non ho fatto foto – IO – un motivo c’è.

Ancora una volta niente “noche loca de los mil tequilas” e niente “bailecitos”.

ESP

En ese capítulo les voy a contar de mi primero fin de semana en Buenos Aires.
El que tenía que ser en una manera y no… Nada que ver!
Se acuerdan de mi vestidito que compre en Kosiuko el jueves?
Quedó colgado en el armario.

VIERNES
Como me desperté fui “abandonada” de mi “ángel de la guarda”.
Puse todas esas “””” para que nadie tome mi palabras en manera equivocada, por las dudas.
Amargada me voy a la Facultad, donde me estaba esperando Nilda Ukota, la responsable de la oficina de Pases y reválidas.
La Facultad de Derecho es media parecida al Partenón, adentro es grandísima, con mil puertas, pasillos, oficinas.
Me perdí entrando y..saliendo también… Bueeeena pero estaba media media!


De ahí pasé otra vez por la Floralis Genérica -que queda lejos unos 300 metros de la facultad-y me senté en un banco, con la cara al sol.
Me salieron algunas lagrimas, tengo que decirlo, por el cansancio mental y físico.
Me comí un alfajor, disfruté un poco del sol.. Pero me faltaba algo, era como si tenía la respiración cortada.
Me fui de ahí con melancolía, cruzé la Av. Figueroa Alcorta y tomé un taxi.
Tuve que regresar al hotel para dejar la cartera con los papeles.
Descansé un ratito y decidí de alcanzar caminando el shopping Abasto.
Entonces salí de ahí y rápidamente hice como 4 kilómetros.
Di una vuelta, entré en Complot y me llevé un vestidito rosa.
Me dije: bueno todavía me faltan dos semanas..entonces dos fin de semana, así que…. Ilusa..jajajaja!!!
Pedí un sushi para llevar, tomé un taxi que me llevara al hotel y ahí cené en mi habitación: yo, el sushi ese, el Tele, un libro y mi socia Giada en directa a través del whatsapp.
Como termine de comer me llegaron unos audios… Voz amiga para mi oído!!! Era Gus.. Que me decía “dale nena yo estoy con mis hijos, te pasamos a buscar y te venís a cenar con nosotros a mi casa”.

No cené, ya me había llenado con el japonés, pero fui con gusto para hacer unas charlas.

Y mas sus hijos son un amor, cariñosos, simpáticos…y el es una de aquella conociencia que se hizo amistad!

Entonces aquel viernes de melancolía termino con una buena cerveza, unas charlas, risas con los nenes y Buenos Aires a mis pies!
Después a dormir en mi cama King size de mi habitación 14.

SÁBADO
Despertaaaa!
El día es hermoso!!!
Abrí las cortinas, salí en el balcón para ver como estaba el clima, me vestí, desayune ahí abajo y alcanzé el Cementerio de la Recoleta caminando.
Creo que me quedé ahí como… Dos horas? Mas?
Los cementerios deberían meter tristeza o dar miedo, en cambio todas aquellas esculturas, aquellos templos construidos para ellos que ya son cenizas y que pero su recuerdo aun esta vivo… Era uno espectáculo al aire libre… Mármol, Bronzo y poesías…
Cerca del cementerio hay una de las iglesias mas antiguas de la ciudad, la Basilica Nuestra seNora del Pilar, hermosa pero simple.


Salí de ahí y tomé asiento en el césped ahí en frente por una hora.. Luego di una vuelta por el mercado y por avenida Alvear.


Estaba repleto de gente, no solamente turistas.
Volví al recoleta Mall y almorzé a las 16:30 hs en el Mc ahí adentro.


Éramos yo, mi misma, mi sándwich y Ricardo Arjona.
Volví caminando al hotel, tardé unos 40 minutos.
Estaba cansada, pero igual me fui a lo de Gus y conocí a Vane.. Cenamos, hablamos y después regresé a dormir.
En verdad intenté decir a..Alguien.. Dale salimos etc.. pero nada.

DOMINGO

Sol Corazón Amor?
No, nada que ver!
Solamente Sol!

Me desperté y me quedé un rato largo en la cama.
Esto fue el único día verdadero de tristeza/rabia/bronca/soledad.
Palermo es un barrio con mucha vida, cada día en cada hora..claro, pero mucho mas en los fin de semana, ni hablar los domingos con el sol!!!
Cada restaurante estaba repleto de parejas y grupos de amigos… Y yo? Sola…
Caminé, caminé y caminé.
Casi me molestaba estar sola entre todas las personas que reían y disfrutaban de su domingo.
Así que estuve recorriendo aquellas callecitas, buscando un lugar donde poder comer o picar algo, pero nada.
Después de un par de horas regresé al hotel y ahí me quedé.
Estudié y miré películas… Así tantas que ni me acuerdo.
Y listo.
Si no saqué fotos – JUSTO YO – habrá una razón no?

Otra vez mas..nada de “noche loca de los mil tequilas”, ni “bailecitos”.

 

UNA TANA EN ARGENTINA: CAP. PRIMERO (ITA/ESP)

Nel primo capitolo potrei racchiudere i primi 4 giorni.
Voglio raggrupparli perché sono i giorni in cui ancora non avevo focalizzato bene come rigirarmi in questa immensa città e, per timore, mi ero affidata ad un amico.
Stavo quasi dipendendo dal -se lui mi potesse o meno portare da qualche parte in base ai suoi impegni- cosa terribile, perché passavo dalla palla al piede di turno.
Diciamo che prima di partire mi erano state fatte un sacco di raccomandazioni: togliti gli orologi, mi raccomando la borsa perché ti vedono lontano un miglio se vai con una givenchy, non rispondere a nessuno, prendi sempre taxi e che ti portino fino a dove devi arrivare… Ecc Ecc…

LUNEDÌ

Todo comenzò bailando

Sono atterrata lunedì 31 agosto, stanca ma elettrizzata, fortunatamente avevo chi mi aspettava e non mi è toccato prendere un remis (che sarebbe una specie di nostro NCC).
Clima spettacolare, ha toccato i 26 gradi.
È stato il giorno in cui sbrigare le prime cose, come hotel/cambiare gli euro e cose così.
E in un battibaleno già se ne era andata la giornata, conclusasi con un pessimo piatto di pasta al ristorante RIETTI in Paraguay y Borges, che poi sarebbe il ristorante dell’hotel dove stavo alloggiando – BA SOHOTEL – consigliatissimo.
Ma procediamo per gradi.
Il mio amico (da qui in poi F.) mi aveva fatto la gentilezza di prenotarmi nel suddetto albergo, bello ma a buon prezzo, perché di un suo conoscente.
Per me, che sono fissata con gli hotel, andare a scatola chiusa non era il massimo.
La zona era Palermo Soho, quindi almeno per quello ero contenta.
Faccio il check-in e mi fanno subito trovare la camera pronta alle 10:30, perfetto.
Salgo e la stanza è E N O R M E, finalmente una signora stanza di albergo dove mi ci posso rigirare, con una TV degna di questo nome.
Di solito trovi stanze che stando seduta sul letto, con una mano riesci ad aprire la cannella in bagno, con l’altra cambi i canali della TV -non dal telecomando, ma dalla stessa TV che però comunque ti serve il binocolo per vederla- e col piede apri la finestra.
Letto king size con tre morbidissimi cuscini -solo per me-, balcone e…udite udite LA CAMERA ERA PERFETTAMENTE PULITA E SENZA LA TERRIBILE MOQUETTE!
A pranzo ho mangiato dei sorrentini, che altro non sono che tortelli, al nero di seppia e ripieni di salmone..con qualche totano preso e messo lì sopra..così, al caso.
Quando ho ordinato mi hanno pure detto che erano specialisti della pasta italiana..quindi la sera l’ho voluta provare..gli ho voluto dare fiducia diciamo.
Scotta, sciapa, quelle povere penne che sguazzavano assieme a dei pezzetti di salmone in una brodaglia al vago sapore di pesce. L’ho pienata di sale, ma nulla da fare…e il cameriere che mi diceva “tutto ok?” E io che gli dicevo di si, ma i miei occhi dicevano “avete ucciso la pastasciutta”!
Dopo “cena” per togliermi quel sapore di bocca è stato un lavorone!

MARTEDÌ

Loquita

Eccoci al mio primo appuntamento all’università, in pieno microcentro: 25 de Mayo 221 – laboratorio de idiomas – UBA.
L’edificio quando entri è tutto bianco con dei soffitti infiniti e delle colonne imponenti. Bellissimo. Per andare al 4º piano decido di non prendere l’ascensore, ma risalgo l’immensa scalinata, antica, con gli scalini di marmo levigati da tutte le scarpe che li hanno scesi e saliti, più sali e più le pareti sono rovinate, ingiallite, le porte di legno sbilenche, le sedie mangiate dai tarli, ogni atrio è invaso da fogli di avvisi, post-it, orari di lezioni, volantini…
Arrivo, aspetto la professoressa, una donna gentilissima e simpatica che mi dà l’opportunità di dare l’esame di lingua già la settimana dopo.
Entusiasta esco e mi avvio a piedi verso Paseo Florida.
Prima fermata in libreria con la speranza di trovare il libro di Sancheri “La Pregunta De Sus Ojos” da cui è stato tratto il film Il segreto dei suoi occhi.
Lo trovo: MIO! (A luglio tutte le librerie che avevo girato lo avevano finito).
Dopodiché entro nella Galeria Pacifico, che è un centro commerciale con le grandi marche, e mi prendo un Cappuccino da Starbucks approfittando della Wireless.
Poi faccio un giro, pranzo e mi concedo anche una piega dal parrucchiere…360 pesos di piega… Che col cambio ufficiale sarebbero stati 36 euro…limortacci.
Esco da lì prendo un taxi e arrivo in hotel a riposare un po’…esco e vado fare una passeggiata per Palermo.
Ero intimorita a dire il vero, non sapevo se uscire o meno, poi mi son fatta coraggio.
La zona è incantevole, palazzi carini, ristorantini, negozi belli, strade pulite.
Dopo la mini passeggiata rientro e mi preparo per la sera.
F. mi porta a cena in un ristorante dove tutte le sere c’è uno show di musica Jazz a tema, quel Martedì 1 settembre era Il Jazz nel cinema. Il posto è situato dietro ad un negozio di dischi che si chiama Notorius, in Callao – Recoleta.
Iniziamo a cenare e dalle 21:30 alle 23 hanno suonato, al pianoforte -e voce- c’era un signore anziano simpaticissimo che ogni canzone la introduceva con un aneddoto, al violoncello un ragazzo in carne che aveva un sonno non si reggeva ma molto bravo e alla batteria non ricordo..Non ha richiamato molto la mia attenzione.
Ad un certo punto si è messo a suonare la tromba un attore famoso (a quanto mi ha detto F.) di lì.
Bravi, molto bello.. Sicuramente mi piaceva di più mentre cantava, rispetto a quando suonavano solo.
Finisce la serata e tutti a nanna.

MERCOLEDÌ

Linda

Il mercoledì mi sveglio con la voglia di vedere qualcosa, allora alle 11:30 il mio amico mi passa a prendere anche se devo dire che non è stato un vero e proprio giro turistico, piuttosto un -metti-la-testa-fuori-dal-finestrino-come-i-cani-che-io-non-parcheggio-nemmeno-se-mi-paghi.
Allora, dal finestrino, ho visto Piazza Italia/l’ingresso dello zoo/l’ingresso del giardino giapponese/la scultura di Botero-da me soprannominata il gordo ancho/ puerto Madero, unico posto dove ci siamo fermati è stata la Floralis Generica, che in quel momento era chiusa.
Si, perché questo fiore di acciaio alto 23 metri ha un meccanismo che lo fa aprire e chiudere in base all’orario.
Dopodiché a pranzo ad una parrilla in Palermo Hollywood, dove ho mangiato mooooolto lentamente un tipo di carne che si chiama entreña, che a detto di F. doveva essere morbidissima invece la mia mandibola claudicante (si dice per una mandibola?) ne ha risentito, e un flan buonissimo.
Alle 15 la mia “guida” mi riporta in albergo e li sono rimasta…addormentandomi. Sono uscita solo per andare a fare due passi verso le 19.

GIOVEDÌ

Como yo le doy

Questo è il giorno in cui ho detto, che si fottano tutti, sono dotata di piedi e polmoni, esco e cammino, che mi frega se sono da sola.
Mi avvio verso un centro commerciale li vicino che si chiama Alto Palermo (Av. Santa Fe), prima tappa colazione da Starbucks -più forte di me adoro i cappuccini loro- e subito dopo passo da cuspide (i due negozi sono comunicanti) per comprare un libro su cui dare una ripassata di spagnolo in vista dell’esame.
Da lì raggiungo il centro commerciale, volevo comprare qualcosa per il venerdì è il sabato, dato che mi avevano detto mi avrebbero portato a ballare.
Mi provo ogni cosa da kosiuko (ma che cavolo di prezzi ha!!!) e alla fine mi prendo un vestitino della collezione estiva, fa freddo ma se non altro non stono col colore della pelle, visto che sono arrivata nera come la pece.
Prendo un taxi e mi faccio portare a Puerto Madero..non mi posso accontentare così di vederlo dal finestrino.
Arrivo e cammino, osservo, respiro.
Il sole mi scalda. Mi sentivo felice.
Mangio al volo da Mostaza e proseguo a piedi verso la Casa Rosada e per la prima volta entro alla Catedral Metropolitana.
Una bellezza, quanta maestosità, poi nemmeno a farlo a posta c’è stato il cambio della guardia.
Ero emozionata, mi sentivo veramente fortunata a ammirare tutto ciò, sono stata lì dentro circa un’ora e mezzo, mi volevo godere ogni singolo dipinto, ogni scultura, ogni guglia dorata.
Esco di li e vado di nuovo verso la Galeria Pacifico, ma solo fino a dove mi prendeva wireless per avvertire tutti che ero viva e vegeta.
Torno in albergo, doccia e un grande punto interrogativo nella testa… Che faccio stasera?
Finché non mi scrive F.
Andiamo a cena in un locale molto bello, ben frequentato, una sorta di Colle Bereto che però fa anche cena, con una terrazza dove dopo cena mettono musica.
Ok…c’ero già stata li -si chiama Vita (che si trova sempre verso Palermo / Darwin) – e se devo essere sincera in gruppo è molto meglio che in due.
Non sapevo che mangiare e ordino un risotto…chi me l’ha fatto fare?
Sembrava il riso con le verdure che ti danno all’ospedale, buttato giù a forza con un cazzotto in petto.
Tra una chiacchiera e l’altra però la stanchezza dei 9 km fatti a piedi nel pomeriggio si fanno sentire e non so perché non sia voluta rimanere lì per un cocktail e quindi mi faccio portare in hotel.
Così si conclude il primo capitolo. Niente “noche loca de los mil tequilas”. Niente “bailecitos”. Solo risi scotti e nanne, ma con gli occhi stracolmi di luoghi nuovi e meravigliosi.

ESP

En el capítulo primero podría juntar los primeros 4 días. Quiero hacer así porque son los días en los cuales no había enfocado como manejarme en esta semejante ciudad y, por miedo, confíe en un amigo.
Era casi como si dependiera de -si el pudiera o no llevarme a algún lado en base a sus cosas- cosa terrible, porque parecía una hincha pelotas.
Digamos que antes de partir me hicieron un montón de recomendaciónes: quítate los relojes, guarda, no vaya con la cartera ginvenchy que te sacan la ficha ahí nomas que sos extranjera, no contestes a nadie, tomate siempre un taxi que te lleve hasta donde tenes que ir.. Etc etc…

LUNES

Todo comenzò bailando

Aterricé el lunes 31 agosto, cansada pero excitada, por suerte había quien me vino a buscar y no me toco tomarme un remis.
Traje el sol me parece..clima hermoso, toco los 26 grados.
Es el día en el cual hacer las primeras cosas como Hotel/desarmar las valijas/cambiar plata y cosas así.
La jornada pasó ahí nomas, terminada con una pasta seca feísima en e restaurante RIETTI en Paraguay y Borges, que sería el restaurante del hotel – BA SOHOTEL – se lo recomendo!!!
Vamos despacito:
Mi amigo (de acá F.) se ofreció prenotar en el hotel ese, bello y mas barato de los demás porque el dueño es su amigo.
Para mi, que estoy enferma con los hoteles, no me daba para ir sin saber nada de como podría ser.
El barrio per era Palermo Soho, por lo tanto estaba contenta por eso.
Llego al hotel y mi habitación ya esta lista, a las 10:30 de la mañana, perfecto.
Subo al primer piso, habitación 14, y… Es ENORME, con un tele digno de ser llamado tele.
Usualmente encontras habitaciones que quedándote sentada en la cama con una mano podes abrir la canilla en el baño, con la otra cambias los canales del tele -y no del control remoto, sino del tele mismo / que pero sirve el monóculo para verlo- y con el pie podes abrir la ventana.
Cama king size con tres suaves almohadas – solo para mi – balcón y … Todo estaba bien limpito y no había ni un pedacito de moquete!
Almorcé con mi “ángel de la guarda”, pedí sorrentinos al nero de seppia rellenos de salmón… Y algunos pescados tirados arriba.
Mientras comíamos me dijeron que hacían una pasta seca italiana riquísima y yo, por cena, la quise probar, confíe..digamos.
Estaba demasiado cocinada, sin sal, aquellas pennas pobrecitas nadando juntas a pedazo de salmón en un liquido con sabor medio parecido a pescado. La rellené de sal, pero no tenía chance de volverse en rica.
El mozo me preguntaba “todo bien, le gusta?” Y yo que queres que haga! Le respondía que si, pero mis ojos decían “la mataron a la pasta bóludo!”
Después de la cena para quitarme de la boca ese sabor horrible tuve que trabajar mucho!

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MARTES

Loquita

Llegó el día de la primera cita en la universidad, en pleno microcentro: 25 de Mayo 221 – laboratorio de idiomas – UBA.
La planta baja del edificio es toda blanca con unas columnas infinitas. Bellísimo.
Para ir al 4º piso quiero subir por la inmensa escalera y no con el ascensor, antigua, con los escalones alisados por todos los pies que los pisaron.
Mas que subo y mas que las paredes son arruinadas, amarillas, las puertas torcidas, las sillas comidas por las termitas, todo repleto de hojas con avisos, post-it, horarios de las clases..
Llego y espero a la profesora, una mujer amable y simpática que me dá la oportunidad de rendir el examen de idioma ya la semana que viene.
Entusiasmada salgo y voy hacia paseo Florida.
Primera parada: librería El Ateneo para comprar el libro de Sancheri “La Pregunta De Sus Ojos”.
Lo encuentro: MIO! (En julio todas las librerías donde fui lo habían terminado).
Después voy al shopping Galeria Pacifico y me tomo un Capuchino en Starbucks aprovechando del Wifi, doy una vuelta, almuerzo y me voy a la peluquería… 360 pesos para lavar y secar… La concha de su hermana!
Salgo de ahí me tomo un taxi y llego al hotel para descansar un poquito, pero prefiero salir de vuelta y pasear por Palermo.
Tenía miedo en verdad, no sabia si salir, pero me hice coraje.
La zona es hermosa, limpia, repletas de restaurantes copados y tiendas lindas.
Esco da lì prendo un taxi e arrivo in hotel a riposare un po’…esco e vado fare una passeggiata per Palermo.
A la noche me pasa a buscar F. y me lleva a comer a un restaurante en donde cada noche hay un show de Jazz, ese martes 1 septiembre el tema era El Jazz En El Cine,
Ese local queda atrás de una tienda de discos que se llama Notorius, en Callao – Recoleta.
Empezamos a cenar y de las 21:30 hs a las 23 tocaron, pianoforte y voz : un señor anciano muy simpático que para cada tema contaba una anécdota; violonchelo: un chico medio gordo que tenía un sueño que no se quedaba parado, pero muy bueno para tocar y a la batería…no se, no me llamo mucho la atención. En un momento empezó a tocar un actor famoso (o sea yo no lo conocía pero F. me dijo así).
Todo muy lindo, hermoso.. Seguro me gustaba más cuando cantaban de cuando tocaban solamente.
Ad un certo punto si è messo a suonare la tromba un attore famoso (a quanto mi ha detto F.) di lì.
Termina todo y todos a dormir…

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MIERCOLES

Linda

El miércoles me despierto con ganas de ir a conocer algo, entonces a las 11:30 hs mi amigo me pasa a buscar, aunque no fue una verdadera vuelta para una turista, sino un metes-la-cabezita-afuera-del-vidrio-como-los-perros-que-yo-no-estaciono-ni-en-pedo.
Así que de la ventanilla del auto vi Plaza Italia/el entrada del jardín zoologico/la del jardín japonés/la escultura de Botero a la que le di el apodo gordo ancho/ puerto madero; el solo lugar donde bajamos fue a la floralis genérica, que en aquel momento estaba cerrada.
Si porque esa flor de acero, que mide 23 metros en altura tiene un mecanismo que le permite abrirse o cerrarse en base al horario.
Después almorzamos a una parrilla en Palermo Hollywood, comi una entreña, muuuuuyyyyy despacio, F. Me dijo que era muy tierna como carne y nada que ver -preguntenlo a mi mandíbula- y un flan riquísimo.
A las 15 hs mi “guía” me lleva al hotel y ahí me quede…dormida.

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JUEVES

Como yo le doy

Ese es el día en el que me dije: que se jodan todos, tengo pies y pulmones..salgo caminando, no me importa un carajo si estoy sola!
Me voy hacia el Alto Palerno (Av. Santa Fe), primera parada: desayuno en Starbucks – es mas fuerte que yo me gustan los capuchinos..muchoooos- enseguida paso por la librería cúspide para comprar un libro para repasar castellano.
De ahí alcanzó el shopping, quería comprar algo para salir el viernes y el sábado, dado que tenía que ir a bailar y algo así (y no fue así…bueno ya esta).
Me probo toda Kosiuko (pero tiene precios carísimos lpm), al final me llevo un vestidito de verano re lindo que pega muy bien con mi bronceado, dado que llegue negra como no se que.
Tomo un taxi que me lleva a Puerto Madero… No podía contentar de verlo desde la ventanilla de un auto!
Llego, camino, observo, respiro.
El sol me calienta.
Me siento feliz.
Como rápido en Mostaza y voy para la Casa Rosada, plaza de Mayo, el Cabildo y entro por la primera vez en la Catedral Meteopolitana.
Una belleza, majestosa, y no a hacerlo a propósito vi el cambio de la guardias.
Me sentía emocionada, afortunada, admirando todo eso, me quede ahí adentro como una hora y media, quería disfrutar de cada pintura, cada escultura, todo.
Salgo y alcanzo la entrada de la Galería Pacífico solo para engancharme al wifi y dar señales a quien me estaba buscando.
Vuelvo, ducha y una pregunta en mi cabeza… Que voy hacer a la noche?
Hasta que no me escribe F.
Me lleva a un local re copado, con una terraza arriba que se pone después de la cena.
Ok, ya fui ahí -se llama Vita (que queda en Darwin) – y si tengo que decir la verdad es mucho mejor en grupo que en dos…
No sabia que comer y pido un risotto… Quien me lo hizo hacer?
Parecía comida del hospital!!! Lo comí, una patada en el pecho y listo!
Charla atrás charlas, llegó el cansancio por lo 9 km que hice caminando y no me daba para quedarme ahí, entonces pido a F. de llevarme a dormir.
Así termina el primer capítulo.
Nada de “noche loca de los mil tequilas”.
Nada de “bailecitos”.
Solamente risottos sin sabor y kilómetros atrás kilómetros, pero con los ojos repletos de lugares nuevos y hermosos.

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UNA TANA EN ARGENTINA: INCIPIT

Si può.
Si può smettere di dare quella sorta di continuità tra te e la moglie di.
Si può.
L’ho fatto.
È stato bellissimo, ero io, me, Mari, Maria Elena, la tana o in qualunque altro modo sia stata chiamata… Ma ero solamente IO!
È stata un’esperienza fantastica, ci sono stati alti e bassi, ma i “bassi” li ho sfruttati perché diventassero “alti”.
Non è importato se fossi da sola, se chi mi aveva promesso di portarmi a conoscere la città è ritornato improvvisamente sui suoi passi.. Io..da sola.. Ho conosciuto molto di più di ciò che mi avrebbero portato a conoscere.
Allora gambe in spalla e telefono in mano per fare foto.
Anche se le foto più belle sono quelle impresse nella mente.
Ho il brutto vizio di fissare, di incantarmi osservando, ma è solo che voglio racchiudere determinate immagini nella mia testa.
Sono stata padrona di ridere a squarciagola, di piangere, di camminare km, di stancarmi, di addormentarmi all’ora che più mi piaceva, di mangiare senza orari.. Senza che nessuno mi guardasse male, senza che nessuno mi dicesse così non si fa, senza che mi dicessero facciamo una sosta.
Da più piccola mi chiamavano trottola (oltre che Mary Poppins).. E questo spirito non l’ho perso e me ne compiaccio.
Trottola perché praticamente avevo il dono dell’ubiquità e mai mi fermavo, Mary Poppins per il mio diffondere sorrisi e semplicità..lo zucchero con cui la pillola va giù (banniamo i doppi sensi grazie, sempre stata sana e lucida).
Essere sola mi ha permesso di pensare, riflettere su tante cose, sembra una cavolata, ma un giorno da sola però con la tua rutine non ti permette di farlo.. L’ho potuto fare solo estraniandomi dal mio contesto.
Se mi sento più matura? No.. Non voglio dire questo, ma forse che ho maturato delle mie idee, il mio approccio con determinate situazioni.
Ecco..Questo sì.
Ho conosciuto luoghi, persone, ho ballato fino allo sfinimento, ho coltivato amicizie che prima erano solo conoscenze e ne ho iniziate di nuove.
Ho studiato e ottenuto ottimi esiti.
E sono molto orgogliosa di come ho gestito, da sola, i miei primi step nell’avventura della convalida della mia laurea a Buenos Aires.
Da qui partirà la mini rubrica di Una Tana En Argentina…

Ps: ecco ora rileggete il tutto con questa in sottofondo…poco prima di arrivare mi dissero che sarebbe stata la canzone per la mia presenza a Buenos Aires..la colonna sonora del mio viaggio. Da lì volente o nolente la sentivo in ogni angolo, in taxi, da una macchina ferma al semaforo, in discoteca…

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Se puede.
Se puede terminar de ser solo la esposa de.
Se puede.
Lo hice.
Fue hermoso, era yo, mi misma, Mari, María Elena, la tana o en cualquier otro apodo que me dieron.. Pero era YO!
Fue una experiencia fantástica, tuve altos momentos y también bajos, pero a los bajos los volví en altos.
No importo si estuve sola, si quien me prometio llevarme por todos lados me dejò plantada, porque yo..sola… Conocí mucho mas de lo habría podido conocer con una “guía” cualquiera.
Entonces caminar y con el teléfono en la mano para sacar fotos.
Aunque las fotografías más bellas son aquellas que te quedan imprimida en la cabeza.
Tengo el feo vicio de mirar fijo, pero es que quiero encerrar en mi determinadas imágenes.
Fui dueña de mi reír en voz alta, de llorar, caminar kilómetros, de cansarme, quedarme dormida a la hora que mas me gustaba, comer sin horarios algunos, sin que nadie me mirara feo, sin que nadie me estuviese diciendo “así no se hace” o “por favor paramonos”.
Cuando era mas chica me llamaban peonza (además que Mary Poppins)… Y yo esta onda nunca la perdí y me alegro por eso.
Peonza porque iba por todos lados y nunca me paraba, Mary Poppins por mi regalar sonrisas y simplicidad… El azúcar que endulza todas las purgas.
Estar sola me permitió pensar en muchas cosas, parece una boludes, pero aunque cuando este sola pero en tu rutina no te permite hacerlo… Pude solo cambiando mi contexto.
Si me siento mas madura?
No..no quiero decir eso, pero cambiaron algunas ideas, mi aproche con determinadas situaciones..
Eso si.
Conocí lugares, gente, bailé un montón, cultivé amistades que antes eran solamente conociencias y empezé nuevas.
Estudié con éxitos.
Estoy muy orgullosa de como maneje, sola, mis primeros pasos en esta aventura que es la reválida de mi titulo de abogacía en Buenos Aires.
De acá comienza “Una Tana En Buenos Aires”…

Pd: bueno, ahora lean de vuelta escuchando ESE TEMA: pocos días antes de partir me dijeron que iba a ser el tema por mi presencia en Buenos Aires, la “soundtrack” de mi viaje.
De ahí, queriendo o no, la escuchèpor todos lados, en taxi, de un auto parado en el semáforo, en un boliche…

Foto copertina: Agustin Piluso
Su instagram potrete seguire la gallery del mio viaggio con l’hashtag: #unatanaenargentina

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Foto copertina: Agustin Piluso
En instagram pueden seguir mis viaje con el hashtag : #unatanaenargentina

 

Diario di una wags…di serie B! Parte VII il matrimonio argentino

“Mogli e buoi dei paesi tuoi”.
Ho colto alla lettera il suddetto….detto!
Di simile c’è solo il buttero al gaucho.
Perché tra la Maremma e La Pampa c’è l’abisso dell’ Oceano.
Ebbene si, non contenta della mia monotona vita -ero soprannominata, insieme ad altre due mie amiche, la trottola- sono andata ad innamorarmi di un extracomunitario. (Badate bene che non sto dicendo in senso dispregiativo come ora siamo soliti indicare gli stranieri che vengono a fare i delinquentelli nel nostro paese-anche se effettivamente magari fanno parte dell’ Europa…-No no.. Dico perché è un dato di fatto: tra l’Europa e casa sua ci sono 15000 miglia circa di distanza)
Ma che ci importa.
Uno quando si innamora lo fa senza tanto pensarci e proprio perché non ci pensa!
Uno quando si innamora agisce col cuore e non con la mente.
Sono nata nell’anno in cui l’ Argentina vinse i mondiali, nella sera in cui l’ Italia giocava, ma mai e poi mai avrei pensato di andare in Argentina un domani -non perché non mi piacesse l’ idea del paese in se’, ma erano le 14 ore di aereo a lasciarmi perplessa.
Invece, damas y caballeros, due volte all’ anno con luis si raccoglie tutti i nostri coccini e andiamo “giù”, a casa.
In una realtà differente dalla mia, una realtà differente dallo stesso suo presente, ma quella in cui è cresciuto.
E poi… Quell’ argentino di cui mi sono innamorata, me lo sono pure sposato!
Abbiamo fatto una cerimonia bellissima qui a Grosseto, in centro, eravamo pochi intimi, un ottantina di selezionatissimi -quanto mi è dispiaciuto non avere tutti, potrei fare una sfilza di nomi che avrei voluto con me ma che non hanno potuto-, avevo un abito secondo me fantastico proprio come lo avevo sempre sognato, una conchiglia spumosa e sfumata, avevo il mio fidanzato alto, moro e muscoloso ad aspettarmi all’altare e mio babbo che mi accompagnava -i “maratoneti”ci chiamavano:in 19 secondi ero già arrivata-, tutti i miei nonni (solo nonno Umberto mancava, che ci ha lasciati 10 anni fa), mamma, i miei amici greci, le mie care e adorate amiche di sempre a farmi da damigelle, le mie fidate testimoni -la bionda e la mora- le mie sorelle della vita, i miei zii, i compagni di mio marito e le mie due stupende Ketty e Valeria – che ringrazio davvero il dio calciomercato per avermele fatte incontrare-, i miei amici del forte e quelli di Firenze, ecc ecc ecc; poi dall’ Argentina……… Mio suocero.
Ecco.. ora io dico, anche se il mio amore ha amici in Italia visto che ci abita da 14 anni (12 anni allora), come poteva sentirsi, povera stella, a sposarsi senza la sua numerosa famiglia – pur essendoci il pilastro portante, quale suo babbo, a rappresentarla.
Perciò abbiamo deciso di fare un secondo matrimonio.
Se era stato stressante organizzarne uno in presenza, figurati un secondo a distanza e in un’altra lingua.
Ma tanto ero la trottola, giusto?
Il 4 gennaio scorso quindi c’é stato il grande evento a Colonia 25 de Mayo, provincia della Pampa.
Della mia famiglia chi c’era? Nessuno.
Poggio e buca fa pari.
(Ce l’ho coi detti oggi mi sembra)
Eravamo 127, 10 ore consecutive di festa, brindisi, cumbia, bachata, cuarteto, chi più ne ha per favore ne metta; era un “chi la dura la vince” per tutte le età, dai tre mesi agli 80 anni, tutti in mezzo, treni, trenini, treni-merce, tocca l’occhio a quello davanti a te, toccagli l’orecchio, toccagli il ginocchio, toccagli la pancia, prendi-la-mano-di-quello-davanti-a-quello-davanti-a-te-dando-la-mano-libera-a-quello-dietro-a-quello-dietro-a-te il tutto sotto culo, sennò di fianco era troppo facile…invece no, meglio stare gobboni, che io dietro poi avevo mio marito e diciamo la verità.. Quando l’animatore diceva di toccare l’orecchio a quello davanti lui andava su una tetta e quando invece era la volta dei fianchi lui mi toccava “i’culo” -come si dice a Firenze- quindi eran più le volte che zompavo per aria o infilavo un dito nell’occhio a “quello-davanti” che quelle che seguivo i comandi.
Mi son mangiata due sandwich, tre pezzi di asado, due chorizo, due pezzi di matambre, un coscio di pollo, il tutto imbevuto di chimichurri, insalata, verdure grigliate, ancora asado, un panino e 5 grissini fatti in casa, insalata russa, qualcosa che non mi ricordo, ho bevuto quattro bicchieri di birra, una bottiglietta d’acqua, m’hanno fatto dire due cazzate al microfono perchè un’italiana che parla spagnolo era la novità, lo zio di Luis ha sfilato e ballato come uno dei centocelle col suo vestito..bianco.., ha raccontato
una barzelletta, bella bellissima, ma forse troppo lunga, dato che ho perso il filo un paio di volte, in fondo però ho riso. Dopo la cena, ma prima dei dolci, ho ballato con tutti gli invitati maschi il valz (da noi sarebbe il buon vecchio Valzer) e Luis con tutte le invitate femmine -poi se erano tutti/e non lo so di preciso, so solo che quel momento non finiva mai e ogni uomo guidava diversamente nel ballo- non appena cambiavo di cavaliere dovevo girarmi verso il fotografo a fare la foto.. Alla fine la musica è andata a scemare e miei piedi, nelle mie Jeffrey di cavallino rosa, hanno gioito!
Eccoci poi al taglio della torta, di cui io dopo nemmeno una briciola ho visto, ma sono riuscita ad accaparrarmi una fetta di selvanegra e una di una torta fatta con panna e gelatina di frutta. Poi giù di nuovo a ballare con Luis in mezzo al cerchio umano di invitati.
Ragazze l’avete visto il mio vestito? Bello vero?
Alle due e mezzo ero con un paio di shorts di jeans, canotta e golden Goose.. E chi s’é visto s’è visto!
Abbiamo continuato a ballare, poi sono usciti i cotillon, che io non volevo perché odio la spuma, mio cognato la prima cosa che ha visto bene di fare, appena preso il suo cappellino di plastica, è stato darmi una bella spruzzata negli occhi, occhi su cui avevo del ciglia finte doppio strato che pesavano almeno 6 etti l’una e in cui avevo le lenti a contatto, senza le quali andavo alla “ndo coio coio”!
Quindi diciamo che la parte “carnevalesca” ho preferito saltarla e mi sono messa a fare i grattini in testa a mio nipote che era crollato.
In tutto ciò mi sono accorta, anzi no.. ho avuto l’ennesima conferma che mio marito non é fatto per bere, al secondo brindisi era già a galline!
Ho cercato di riportarlo sulla retta via.
Poi ancora a ballare, consegnare le bomboniere, salutare chi non ce la faceva più a stare ritto quindi se ne andava, poi alle 4:30 è uscita la pizza, acqua, birra, loro si son bevuti un diluvio di fernet con cola (bleah) e tra trippole e trappole si son fatte le 6:30.
Questo è il sunto del sunto del sunto. Se c’è un po’ di intercalare toscano chiedo venia, ma ogni tanto non ci sta male.
Se mi sono divertita? Certo che si!!! Ve l’ho detto che è un sunto del sunto del sunto..!
Se lo rifarei? Altre mille volte.
Se gli ridirei quel si?… altre infinite volte.
Se mi chiedo “chi me l’ha fatto fare”? Altre mil…. Eheh no scherzo.. MAI.
Sono tanto contenta di avere una seconda casa dall’altra parte del mondo, che i miei anni solari abbiamo due estati e due inverni.
Che ci siano persone nell’emisfero australe che mi vogliono bene e che aspettano di 5 mesi in 5 mesi per riabbracciarci.
Vederli per Skype quando siamo lontani e godermeli in ogni attimo quei giorni in cui siamo là, per riportare in Italia il calore di ognuno a farci compagnia.
Mogli e buoi dei paesi tuoi é solo un vecchio e bigotto detto, basta avere una mente più aperta, una voglia di conoscere, basta non darsi dei limiti ottusi e allora ti puoi scegliere pure un eschimese e andare a sposarti in un igloo.
-beh con l’eschimese forse ho esagerato-!!!

Baci bellezze.

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ARGENTINA – parte I

Por qué lloras mi amor
Qué te fluye en la piel
Te despiertas en el llanto
Con espantos de dolorSon los monstruos del ayer
Son tus miedos corazón
Sabes bien que yo te amo
Y te pido que tengas feNo sufras más por mi bebé
Eres la mariposa
Que vuela hacia el huracán
Cuéntame de tu pesar
Suelta todo tu dolor, dímeloAaaaaaaaaa amor
Un huracán y una mariposa
Llegan se dan la cara
En medio de la marLluvia de esperanza
Lluvia al corazón
Siempre ahí estaré
No te fallaré
Desde el cielo lluvia al corazón
Sol que lanza la esperanza
La esperanza y la luz
No importa lo que pase
No importa jamás no no
Lluvia al corazónFluye la desilusión
Muda desesperación
Pero todo tiene alivio
Menos el decir adiósY si te vas así yo moriré
Y te amarras a tu piano
Y te vas al altamar
Y te quieres escapar
Y te quieres diluir
No mi amorAaaaaaaaaa amor
Un huracán y una mariposa
Llegan se dan la cara
En medio de la mar

Lluvia de esperanza
Lluvia al corazón
Siempre ahí estaré
No te fallaré
Desde el cielo lluvia al corazón
Sol que lanza la esperanza
La esperanza y la luz
No importa lo que pase
No importa jamás no no
Lluvia al corazón

La esperanza al corazón
La esperanza al corazón
Que te sane que te alivie el dolor
No importa lo que pase
No importa jamás no no

Lluvia al corazón

Questa è stata la colonna sonora del mio primo viaggio in Argentina, del nostro viaggio.
Tutti mi chiesero se mi fosse piaciuta l’ Argentina?
Non posso esprimere un giudizio dato che vidi una centesima parte di quello è.
Fui però in grado di esprimermi sui pochi posti che visitai, 25 de Mayo, Neuquen..una piccola parte di Buenos Aires..
ma fondamentalmente non andai per conoscere quei posti, andai per conoscere delle persone.
Queste persone adesso sono parte della mia famiglia, sono anche loro la mia famiglia.
Andai a “visitare” l’ infanzia del mio Amore..gli angoli di prato dove giocava con suo cugino Josè, gli angoli di strada dove passeggiava con Pete sognando il futuro.
E proprio in quei prati e in quelle strade adesso c’ è parte anche di me, del mio passato -prossimo- , del mio presente e ci sarà parte anche del mio futuro.
Tornai, il 29 dicembre, soddisfatta di quei pochi giorni passati là, perchè toccai con mano, ancor di più, la sostanza della mia metà

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