Ringraziamenti di Laurea

Di solito nella tesi di laurea ci si mette una citazione o una pagina dedicata ai ringraziamenti.. io, sbadata, non l’ho messa.
10592841_847688278631074_4674040270285539232_n

Ma rimedio con questo post..
Anche perché in una paginetta come si fa a ringraziare chi merita di essere ringraziato?!
Vorrei iniziare coi miei genitori che mi hanno consentito questo percorso, lo hanno finanziato anche.. Tra tasse, case in affitto, bollette e quant’altro.
Poi ci sono i compagni di corso all’universitas senarum, in particolar modo Chantal, Letizia,  Francesco, Alessandro e gli altri amici siciliani.
Con loro ho ripassato, mi sono confrontata, con alcuni mi lanciavo le palline di carta in biblioteca al terzo piano.. E chi più ne ha più ne metta!
Davide di Reggio “Caraibi”, come diceva lui, due anni avanti a me e suo cugino Otello, il “lucignolo” della situazione (in senso buono caro Otello se mai leggerai queste due righe).
I miei primi coinquilini Samuele e Federico (e Willy perché tanto era sempre a casa nostra) e Baby.. Che risate!
Ringrazio Giacomo, anche grazie al quale ho conosciuto una delle mie migliori amiche Giusy.
Lei studentessa esemplare di giurisprudenza, ma tutta matta nel suo genere. Adorata da sempre.
Vorrei ringraziare Firenze e i ricordi fantastici che racchiude.. La mia gemella Federica (che si faceva gli schemi logici in cartelloni immensi) e le mie meravigliose amiche Michela e Martina Orrù e Rossella Le Voci.
I gelati di Badiani su viale de’Mille tra appunti e chiacchiere.
Veronica, mia coinquilina (nonché amica, nonché compagna di banco del liceo) in quel di via Guelfa 17.
Con lei ho condiviso risate e anche scleri per il puzzo di fumo cosa che non tolleravo e tuttora non tollero, ma le cucinavo comunque sempre volentieri le sue zuppe, ahah!
Vorrei ringraziare anche la famiglia della mia gemella Orzati, per essere stata punto di riferimento in una città lontana dalla mia di famiglia.
Dopodiché quelle due aretine matte delle mia coinquiline in via Ghibellina.. Clarindius e La Marta.
Grazie alla persona speciale di Leonardo per aver irradiato la mia permanenza a Firenze della sua simpatia contagiosa e per avermi sempre ricordato di studiare, che in famiglia un laureato e ci vole!
Grazie a Pitti Immagine Uomo che ogni sei mesi faceva si che mi potessi pagare qualche sfizio e lo YaB (Armando, Niccolò e Lorenzo) per tenermi al freddo e gelo di quel portone 5 sere su 6.
Grazie a Trenitalia che è stata come una biblioteca per me, ho studiato più sui treni che seduta ad una scrivania.
Ad Irini ed Evita, koukles mou, che mi portavano a prendere i caffè più lunghi della storia e io imperterrita che credevo di poter studiare mi portavo dietro fogli e libri.
Grazie a Milano, allo zio Pito Fabio Lucarelli che me l’ha fatta conoscere e alla mia balia Giacomo Crocini che accoglieva me e i miei evidenziatori ogni settimana per 6 mesi, che come ho fatto io a dare gli esami se ero sempre in giro Dio solo lo sa.
Grazie a Elenina e i nostri figli: costu e proce.
A Letizia Pemoni e le nostre avventure, nonché le corse nei corridoi degli alberghi, dove i libri venivano messi da parte.
Alla mia socia Gab che mi accompagnava a lezione di procedura penale, sorbendosela.
A mio marito.
Ad Andrea Pasini, che mi ha dato la spinta per ricominciare.
Ai miei nonni che stavano aspettando con ansia questo momento.
A mio zio Marco.
A chi si è sorbito le mie angosce pre-esame e i miei “non so un cazzo” da quando ho ricominciato, cioè Justyna, Fabiana e Nicolas, Gianfilippo e Valentina, Mattia, Martina; grazie a chi ha avuto il coraggio di accompagnarmi e quindi sopportarmi la mattina stessa dell’esame Giulia prima e Emanuela e Rosa  poi.
Grazie a chi ha creduto in me e mi ha sempre spronato anche nei momenti di sconforto.
Grazie anche a chi non ha creduto in me ma comunque mi ha spronato perché alla faccia loro dovevo dimostrare che si sbagliavano.
A mio suocero Armando che ci tiene tanto.
Ai gruppi Facebook campus live e Fifa da esami dove mi sono potuta confrontare con gli altri studenti.
Ai compagni della Niccolò Cusano con cui ho stretto Maria Giulia, Riccardo, Pasquale e il simpaticissimo Simone del polo di Rieti.
E ancora grazie alla mia famiglia e a mio marito Luis.
E poi ancora grazie alla Verofedo, Niccolò e Cinzia, Cristina, Ketty e Tano…
Ps: ringrazio anche il professor Baccari di procedura penale, dell’Università degli studi di Siena, che mi ha fatto appassionare a tale materia, in cui poi ho scritto la tesi.
Spero vivamente di non aver dimenticato nessuno che mi è stato vicino in un modo o nell’altro nel mio percorso di studi. Se non vi ho nominato è perché magari avete fatto parte della mia vita sotto altri aspetti.
GRAZIE.

Rispondi