Nonni miei

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I nonni sono quelle persone in cui un nipote trova una sorta di rifugio, una scappatoia dai genitori.

I nonni ti educano viziandoti.
Dopo aver cresciuto i loro figli, si ritrovano noi tra le mani, altri marmocchietti a cui dare tutto l’amore che si può.. Perché se con un figlio devi essere, oltre che amorevole, autorevole, con i nipoti la maschera di severità se la tolgono.
Sono un’ala sotto cui riscaldarsi.
Sono saggi, perché ne hanno vissute tante. E quelli che abbiamo noi della mia generazione hanno passato ostacoli come… la guerra mondiale.
Adesso io ne ho tre, il babbo di mamma è scomparso nel 2003… Era del 20, come Papa Wojtyla; ci raccontava sempre un sacco di barzellette ma il bello è che mentre le raccontava rideva rideva di gusto, perché già sapeva come andava a finire… E noi anche se a volte nemmeno si capiva ci si sganasciava solo per il modo in cui ce la diceva; ci chiamava “palle” a mio fratello e “bella” a me e mi ha insegnato a giocare a carte.
Adesso ho nonna Memi (Noemi), nonna Emilietta (Emilia) e nonno Beppe (Giuseppe).
A maggio, il 18, nonna Emilietta compie 90 anni.
Ha l’ alzaimer e si dimentica le cose.
Ma solo alcune.
La vita le ha regalato tante gioie ma anche sofferenze.
Lei però è una donna forte seppur esile e longilinea.
Oggi sono andata a trovarla casa, dopo essersi fatta 15 giorni in ospedale, piano piano si consuma.
Il ciclo della vita dicesi.
Ha il peso di una piuma, ma la sua persona è sempre così significante.
Mi ci sono sempre rispecchiata tanto.
È sempre stata un’esteta.
Elegante, di classe.
Ha degli occhi di ghiaccio che però ti scaldano il cuore.
Oggi le hanno detto “vede Emilietta ha i suoi nipoti e suo figlio qui, le vogliono bene, è sempre piena di visite” e lei ha risposto “SONO MIEI”… Con la sicurezza e il tono di chi è consapevole che tutto l’amore che ha dispensato verso la famiglia gli è sempre stato riconosciuto e ricambiato.
Ho tanti bei ricordi con lei, che custodisco.
Al mare a Castiglione, in quella splendida casa in cima al colle da cui si poteva vedere tutto il golfo, la colazione in terrazza a picco sul castello..posso ancora sentir il sapore di quel latte con un goccio di caffè e gli spicchi di sole… E poi via giù al mare io e lei e dopo la spesa alla Vegeè per poi tornare a pranzo con nonno.
Il pomeriggio lo passavamo con lui a guardare sotto di noi e ancor più in là, con il binocolo e nonna che si rilassava in terrazza.
Chiudo gli occhi e sento anche gli odori di quei momenti, del sole, del mare, delle agavi in giardino.
Aveva un libro di fiabe enorme – o perlomeno così sembrava a me – mi ricordo mi leggeva Hansel & Gretel, altrimenti in mancanza di quello, guardavamo i quadri appesi al muro e da quelli ci tirava fuori la storia più bella che nemmeno Walt Disney avrebbe potuto ricreare.
I nonni sono un patrimonio.
Ringrazio il signore che mi ha dato la fortuna di conoscerli tutti e che mi ha dato le orecchie per ascoltare le loro storie.
Ma soprattutto la volontà di farlo.
Alcuni le persone anziane le lasciano fine a se stesse, altri si ricordano dei nonni solo quando c’è da battere cassa o avere un regalo.
Non sanno cosa si perdono.
In questi giorni che sono stata con lei, anche con quel filo di voce mi ha detto tanto, perché appena entro in stanza gli occhi le brillano di gioia; “amore” mi dice e mi stringe forte la mano senza lasciarmela più.
La cosa che le preme di più è che sia felice e me lo chiede e richiede: “sei felice amore? Questo è quello che conta!”.
Si fissa nel vuoto e mi dice “penso a te piccina”…
Ma soprattutto il suo pensiero fisso in questi giorni è: “il 17 mi raccomando chiamami subito”.
Il 17 mi laureo e poteva essere benissimo un’informazione che il suo Alzheimer avrebbe cancellato nel giro di uno o due minuti, invece no… Il diciassette!
Vorrebbe tanto star bene e riuscire ad alzarsi, smettere di tossire e poter dormire.
A mio nonno se lo abbraccia tutto e ride delle sue battute, sorride quando nonno racconta di loro da giovani, quando dice che era bellissima e aveva tanti pretendenti.
Anche nonna Memi è venuta con me a trovarla.. Nonna Memi ha l’apparecchio acustico e nonna Emilietta parla con un filo di voce… Io ero l’interprete!!! Si tenevano per mano raccontandosi delle loro passeggiate.
Mi hanno fatto ridere quando parlavano di mio marito: nonna Memi le dice di quanto fosse carino quando arriva e dice “nonna nonna” e nonna Emilietta con tutta la voce possibile “no dice: nona nona”.
Questo sono i nonni, sono l’amore.
Questo post l’ho scritto lo scorso fine settimana.
Mia nonna ci ha lasciati il 16.
Il giorno prima della mia laurea e dopo la discussione quando siamo saliti in macchina la prima cosa che avrei fatto sarebbe stata chiamare per dare la tanto aspettata notizia “mi sono laureata”.
E invece la notizia è stata data a me, la più brutta che potessi ricevere.
Ho chiamato nonno.
La sera ho chiamato nonna Memi, dovevo calmare il pianto prima di sentire lei, che ancora non lo sa.
Le mie preghiere erano e sono sempre per i miei nonni in primis, per la loro salute, per la loro mente, per la loro gioia e forza.
Non vi arrabbiate se non si muovono più come prima, se non sentono bene e dovete ripetere le cose o se addirittura non se le ricordano.

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