Diario di una Wags…Part XV: appunti argentini, secondo capitolo.

Ora facciamo i seri, visto che la prima parte dei miei appunti erano sarcastici e per farci su una risata, magari posso essere risultata snob e con poche capacità di adattamento.

Ragazzi dopo il gelo che ho patito a Benevento quest’anno di passare altre sei settimane con le mele al ghiaccio non avevo voglia, tutti mi capite e tutti mi compatite credo 🙂 .
Però c’è da vedere l’altra campana, cioè mio marito che non vedeva da precisamente 1anno e 4 mesi il suo babbo, suo fratello, le 4 sorelle, i 9 nipoti di cui ancora uno da conoscere e un bisnipote anch’egli ignaro della nostra esistenza (e non vi dico nemmeno quanti zii e cugini).

Io impazzirei (sto impazzendo adesso dopo 5 settimane).
È la prima volta che sto così tanto, il massimo é stato 20 giorni ed è la verità che qui è tutto differente, ma noi siamo venuti principalmente per stare con la famiglia e quindi zitti tutti e dedichiamoci alla full immersion. Immersion in che? Nella vita di paese, non il paesello italiano col bar con il borgo ecc, ma il paesello nel deserto pampeano (e se vi ricordate che diceva Carmencita..La Pampa è sconfinata). Non c’è cinema, non c’è il bar dove si riuniscono i vecchietti o i ragazzi a fare aperitivo (“cosa è l’aperitivo?”), non c’è il ristorantino dove si mangia da leccarsi i baffi che vengono dalla città – come accade da noi. Quindi vai e ti adegui e accetti le abitudini che hanno dall’altra parte del mondo.

Perché?
Perché è la sua famiglia si… Ma adesso anche la MIA e in questa famiglia ci sono persone che ADORO e di cui sento la mancanza quando non le vedo.
Tutti mi dicono che per me è molto più semplice rapportarmi con la famiglia di mio marito perché vive lontana, così non ho “rotture” (ormai è un cliché che la nuora/cognata si sopporti poco con gli “acquisiti”) e invece per me è molto più difficile così, perché vorrei che i miei genitori passassero del tempo con mio suocero -e non solo per le grandi occasioni che ti “impongono”di viaggiare, vorrei poter fare una cena con i miei fratelli e i miei cognati tutti insieme almeno una volta ogni 30/40 giorni.

Vorrei che potessero toccare con mano e godersi con gli occhi tutte quelle bellezze che l’Italia ci regala, perché ragazzi i paesaggi qui sono incomparabili {e purtroppo -e non per scelta- non li ho potuti vedere tutti (e nemmeno una gran parte)..come il perito Moreno, San Martin de los Andes, Mendosa, Cordoba, Bariloche, Tucuman e via discorrendo..} ma come l’Europa -l’Italia- non ce n’è.
La storia che custodiamo, se penso a Roma, Firenze, Venezia….
E poi qua ci sono gli amici di una vita di Luis, che mi hanno accolto a braccia aperte sempre, anche se mi vedono ogni anno e mezzo.
Per il mio compleanno non hanno avuto titubanza a venire alla festa a sorpresa che Luis aveva organizzato, anche se il giorno dopo alle 6 entravano a lavorare.

E questo è bello, dar valore alle piccole cose, continuare a dare importanza ai vecchi amici.
E con ciò concludo il secondo capitolo! 😉

 

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