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Dieci buoni motivi per bere acqua tiepida e limone

Bere acqua tiepida e limone al mattino appena svegli magari non è così piacevole ma vi assicuro che è una buona e semplice abitudine che aiuta in tante cose.

L’importante è berlo a stomaco vuoto, aspettare almeno 5 minuti prima di fare colazione (l’ideale sarebbe un quarto d’ora ma si sà, al mattino abbiamo tutti i minuti contati!) e soprattutto essere costanti.

Basta riscaldare mezzo bicchiere d’acqua e aggiungere il succo di un limone, mescolare e… Bere!

acqua e limone

Ecco a voi dieci buoni motivi per iniziare la giornata bevendo acqua tiepida e limone:

1. Rafforza il sistema immunitario: I limoni sono ricchi di vitamina C e di potassio, che stimola le funzioni cerebrali e nervose. Il potassio aiuta anche il controllo della pressione arteriosa.
2. Bilancia il PH: Bere acqua di limone ogni giorno riduce l’acidità totale del vostro corpo. Il limone è uno degli alimenti più alcalini. Sì, il limone ha acido citrico, ma non crea acidità nel corpo una volta metabolizzato.
3. Aiuta la perdita di peso: I limoni sono ricchi di fibre di pectina, che aiutano a combattere la fame. È stato anche dimostrato che le persone che hanno una dieta più alcalina perdono peso più velocemente.
4. Aiuta la digestione: Incoraggia il fegato a produrre la bile, che è un acido che è richiesto per la digestione. La digestione risulta efficiente e si riducono il bruciore di stomaco e la costipazione.
5. È un diuretico: limoni aumentano il tasso di minzione nel corpo, che aiuta a purificare. Le tossine sono, pertanto, rilasciate in modo più veloce per aiutare a mantenere la salute del tratto urinario.
6. Pulisce la pelle: Il componente di vitamina C aiuta a diminuire le rughe e imperfezioni. Acqua di limone elimina le tossine dal sangue e aiuta a mantenere la pelle chiara. In realtà, può essere applicato direttamente sulle cicatrici per ridurre il loro aspetto.
7. Rinfresca l’alito: Non solo questo, ma può aiutare ad alleviare il dolore e gengiviti. L’acido citrico può erodere lo smalto dei denti, quindi questo deve essere controllato molto bene. Consigliamo quindi di risciacquare a fondo con acqua dopo averlo bevuto o di lavare i denti.
8. Allevia i problemi respiratori: acqua calda limone aiuta a sbarazzarsi di infezioni polmonari e fermare la fastidiosa tosse.
9. Aiuta contro la disidratazione: Una tazza di acqua e limone al mattino previene la disidratazione e la cosiddetta fatica cronica o fatica surrenale. Quando il corpo è disidratato, o profondamente disidratato (fatica surrenale) non può svolgere tutte le sue funzioni in modo appropriato, e questo porta ad accumuli di tossine, stress, costipazione, e tutta una serie di altri disturbi.
10. Aiuta a eliminare il caffè: Dopo aver preso un bicchiere di acqua calda limone, la maggior parte delle persone suggeriscono che non hanno alcun desiderio di caffè al mattino.

GINGERBREAD alias Pan Di Zenero! (ricetta per bimby)

Sono ritornata in possesso del mio Bimby.
Ogni giorno è lì in quell’ angolo che mi chiama, mi chiama, mi chiama…nel giro di poco ho ceduto!
Stamani dovevo uscire a fare delle commissioni, ma sono rimasta in casa a fare i biscotti allo zenzero.
Buonissimi e profumatissimi, il loro odore che esce dal forno caldo inebria tutta la casa di un’ atmosfera natalizia.
Sono biscotti originari dei paesi anglosassoni.
I tipici sono quelli a forma di omino col contorno di glassa di zucchero e il viso sorridente stilizzato, proprio come l’omino di Pan di zenzero del cartone animato Shrek, di nome Zenzy…a quelli di oggi ho preferito la forma a cuore.

Questa è la ricetta che ho seguito con il Bimby:

Ingredienti:

350g Farina
150g Miele
2 cucchiaini di Cannella
2 cucchiaini di Zenzero in polvere
1/4 cucchiaino di Noce Moscata
1 cucchiaino di Bicarbonato (non è indispensabile secondo me, è solo per dare un pò più di colore)
1 Uovo
100g Zucchero
150g Burro

Preparazione:

Inserire nel boccale il burro, a temperatura ambiente, e lo zucchero. 50 sec. Vel 3.

Aggiungere l’ uovo e il miele. 15 sec. Vel 4.

Aggiungere gradualmente la farina, la cannella, la noce moscata, lo zenzero e mescolare. 10 sec. Vel 5.

Impastare. 1 min. vel. Spiga.

 

Togliere l’ impasto dal boccale e stenderlo, dare la forma che si vuole.

Infornare 20 min a 180°.

 

Il sacchettino fiorito con cui li ho confezionati che vedete nella foto, l’ ho preso su www.decochic.it. Nel sito c’ è tanto altro e tutto veramente molto carino!

Lunga vita alle bacche di Goji

Niente “Ode al tempo”, niente “Che rumore fa la felicità?”, niente di tutto questo. Solo “Lunga vita alle bacche di Goji” che, non a caso, sono definite “il frutto della longevità”. Ma cosa sono le bacche di Goji? E soprattutto cosa hanno di così speciale?

Ultimamente questo frutto è diventato la nuova frontiera della moda. Famoso non solo tra le star ma anche tra tutte noi che non siamo stelline dello spettacolo ma magari andiamo a fare la spesa con un vestito di paillettes, ecco! Leggevo un’intervista in cui qualcuno se ne usciva con: “La mia colazione preferita? Un tazza di caffè bollente, yogurt magro e bacche di Goji”; andavo al supermercato e la signora in fila al pane con me parlava con la sua vicina “Una mia amica mi ha regalato una busta di bacche di Goji, dice che fanno miracoli”. La mia curiosità cresceva: non solo dovevo sapere cosa fossero queste bacche, dovevo averle! Più o meno come si desidera che lo stiletto di Gucci appaia magicamente sotto il tuo albero di Natale. (Ma questa è un’altra storia…)

Mi sono documentata, devo dire non poco visto il mio naturale scetticismo e, dulcis in fundo, le ho provate in prima persona. Dopo una settimana posso ammettere che sono effettivamente fantastiche, anche se ho provveduto ad inserirle nella lista delle cose più sgradevoli da ingurgitare (almeno per me, ma quelli sono gusti).

Voglio quindi spiegarvi cosa sono. Proveniente dalla Mongolia, il Goji, è un arbusto della stessa famiglia dei pomodori che si è guadagnato il nome di “frutto della longevità” grazie alle sue qualità benefiche per l’organismo. Queste bacche sono infatti un concentrato di vitamina C, vitamina E, zinco e cromo (che attivano il metabolismo). Ma quali sono i loro benefici principali? Non solo aiutano a rinforzare il sistema immunitario e a disintossicare il fegato, migliorano la resistenza muscolare, sostengono l’organismo nei periodi di stress e soprattutto, cosa che interessa di più alle donne, sono utili per l’idratazione e l’elasticità della pelle.

Io ne assumo 30 grammi al giorno in genere nello yogurt, ma i loro usi sono molteplici: a bagnomaria, semplicemente come frutto, nelle insalate, nella macedonia…insomma come volete voi! Come vi ho detto io ne sono letteralmente entusiasta, soprattutto per gli ottimi risultati. Detto questo è chiaro che non sono un medico e che questo è solo un post sull’argomento con relativo punto di vista. Vi consiglio quindi di informarvi prima di assumerle se avete allergie o patologie particolari.

SUSHI MANIA!!!

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Descrizione e storia:

Con il termine “sushi” in Giappone si definisce un insieme di preparazioni a base di riso, acidulato con aceto di riso, che viene accompagnato con altri ingredienti, solitamente pesce, verdure o alghe.

La parola “sushi” infatti significa letteralmente “acido” e si riferisce ad una vasta gamma di cibi preparati con riso.

Al di fuori del Giappone viene spesso inteso come pesce crudo o come riferimento ad un ristretto genere di cibi giapponesi, come il maki o anche il nigiri e il sashimi (che in Giappone non è considerato sushi perché composto di solo pesce fresco).

Il ripieno del sushi può essere crudo, cotto o marinato e può essere servito appoggiato sul riso, arrotolato in una striscia di alga, disposto in rotoli di riso o inserito in una piccola tasca di tofu.

I pesci e i crostacei comunemente usati sono tonno, salmone, branzino, polpo, gamberetti, anguilla, granchio, uova di pesce, riccio di mare e vari tipi di conchiglie. Questi sono spesso abbinati a verdura, frutta e ortaggi come rafano, semi di soia fermentati, avocado, cetrioli, tofu e prugne sottaceto.

Ovviamente il pesce deve essere di ottima qualità e soprattutto “abbattuto”, ovvero congelato alla temperatura corretta (mantenuto tra i -20 e i -30 gradi anche per una settimana). Questo trattamento consente di uccidere l’anisakis ovvero il parassita che può annidarsi nelle carni di tutti i tipi di pesce e che, se ingerito dall’uomo, può provocare disturbi gravi all’intestino.

In Giappone è un cibo quotidiano servito, in tantissime varianti, nei numerosi sushi bar, da quelli più eleganti ai banchetti che si trovano ai lati della strada.
I sushi bar e i ristoranti giapponesi si sono diffusi ovunque nel mondo e si sono specializzati soprattutto nel sushi fatto con il pesce crudo, che è il più richiesto e apprezzato.

La varietà del piatto nasce dalla scelta dei ripieni e guarnizioni, nella scelta degli altri condimenti e nella maniera in cui vengono combinati. Gli stessi ingredienti possono essere assemblati in maniere completamente differenti per ottenere effetti differenti.

Vi elenco le più famose maniere di costruire il sushi indipendentemente dal tipo di ripieni e guarnizioni.

  • Makizushi (sushi arrotolato): conosciuto nei ristoranti come “Roll”. In base alla forma e struttura prende il nome di:

    • Futomaki (rotoli larghi).

    • Hosomaki (rotoli sottili).

    • Temaki (rotoli mano).

    • Uramaki (rotoli interno-esterno):hanno l’alga all’interno e il riso all’esterno, spesso guarnito con semi di sesamo tostati

    • Nigiri (sushi modellato a mano): è la forma di sushi più semplice che consiste nell’appoggiare sopra una piccola polpettina di riso la guarnizione desiderata (come salmone, tonno, branzino, gamberetto)

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Preparare il sushi è un arte che viene insegnata da uno “shokunin” anziano, maestro di sushi, a un aspirante “shokunin”, che con grande sacrificio impara tutte le tecniche.

Le origini del sushi sono molto incerte quanto all’epoca, Fu soltanto intorno al 1820 che comparve ad Edo (l’odierna Tokyo) la ricetta più vicina al sushi quando grazie a Yohei Hanaya si iniziarono a servire sul banco bocconcini di riso aromatizzati all’aceto con sopra fettine di pesce crudo. Da allora la vendita del sushi per strada diventò un uso diffuso. Ogni bancarella era dotata di una tenda bianca sulla quale i clienti si pulivano le mani dopo aver consumato il sushi. Un sistema infallibile per individuare il miglior rivenditore era quello di guardare la tenda: più era sporca, più il posto era frequentato e quindi, probabilmente, migliore era il sushi.

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Da allora, il sushi si è diffuso in tutto il Giappone e in tutto il mondo dando vita a tantissime varianti.

infatti il Sushi ha dovuto adattarsi ai gusti alimentari dei paesi in cui si è diffuso, per cui oggi si trovano, in giro per il mondo, tipi di sushi sconosciuti in Giappone, composti con capasanta, tonno e salmone piccante, carne di manzo o di pollo, verdure varie, prosciutto ed anche formaggi e salse come maionese.

Ad esempio, il California Roll, nato negli Stati Uniti per far accettare l’idea del pesce crudo; si tratta di un maki con avocado, surimi (o gambero/aragosta, varia da ristorante a ristorante) e cetriolo, nel quale lo strato esterno di riso è cosparso di semi di sesamo tostati oppure tobiko, uova di pesce di colore rosso-arancione, molto croccanti.

Sushi e dieta:

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Da un punto di vista nutrizionale l’abbinamento di pesce crudo (ricchissimo di acidi grassi omega 3 e 6 e di proteine), riso (con gli amidi necessari ad assimilare le proteine) e alghe (fonte di fibre, vitamine, ferro, magnesio e zinco) è estremamente corretto.Oltre ad essere un piatto stuzzicante, originale e invitante, è innegabilmente leggero dal punto di vista calorico, perfetto per quelle donne che sono costantemente a dieta, o che ci tengono alla loro forma fisica.Pur considerando alcune varietà di pesce grasso come il salmone e l’anguilla, il sushi ed il sashimi sono alimenti a basso contenuto calorico, digeribili e buoni per la linea.
Quindi mangiare sushi non costituisce un peccato di gola, ma un valido aiuto a smaltire i chili di troppo: è infatti, il segreto della dieta di molte star, come la sottilissima Victoria Beckham, che tutto gli si può dire, ma non che sia grossa!

Un pezzo singolo di nigiri sushi ha infatti solo 40-50 calorie a seconda del tipo di pesce, e anche con dieci pezzi di nigiri sushi, avrai totalizzato solo 400 calorie circa, meno di un piatto di spaghetto al sugo… ed il senso di sazietà è assicurato!
Ancora più magro è il sashimi, tenendo presente che si tratta di pesce servito in fettine davvero sottili.

Dove mangiare il sushi?

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Io abito a Marina di Carrara e AMO IL SUSHI, almeno una volta a settimana cerco di mangiarlo.

Se voglio mangiarlo a pranzo e voglio spendere poco (13 euro circa comprese le bevande) lo trovo nel centro commerciale “Le terrazze” a La spezia: si chiama “Kikko”. La stessa catena di sushi si trova anche nel centro commerciale “I gigli” a Prato dove sono stata a mangiarci solo una volta in occasione di shopping sfrenato 🙂 .

Se invece posso spendere molto di più (per una coppia supera i 100 euro sicuramente) e voglio cenare a base di ottimo sushi ho molte possibilità nella mia zona: posso andare al “Mami” a Marina di Pietrasanta (locale veramente caratteristico tutto in legno e circondato da canne di bambù); “Kooka” sia a Sarzana che a Forte dei Marmi (puoi decidere se mangiare sul posto o portare il tutto a casa); “Doppio Modo” a Pietrasanta (fanno sia sushi che cibo italiano).

L’anno scorso sono stata in vacanza in Sardegna e a Porto Cervo abbiamo scoperto un ristorate sushi veramente molto buono: si chiama “Finger’s” e lo stesso ristorante si trova anche a Milano (sono stata anche li in occasione di una festa).

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Altri sushi restaurant rinomati sono:

Firenze: “Kome” (via de’ Benci); “Momoyama” (borgo San Frediano); “Niwa” (via del ponte alle mosse); “Wabi Sabi” (viale dei Mille e Porta Romana); “Eito” (via dei Neri, storico sushi nel cuore del centro storico fiorentino dietro agli Uffizi).

Roma: “Shinto” (via Ludovisi, frequentato da molti vip); “Zen” (via degli scipioni); “Soho” (trastevere e aperitivo nel fine settimana presso la terrazza Gianicolo).

Milano: “Kisho” (via Morosini); “Finger’s” (via San Gerolamo Emiliani).

BUON SUSHI A TUTTI!
V.

Torta di Pasqua al formaggio

pizza_al_formaggioLa mangerei tutto l’ anno, ma siamo soliti cucinarla nel periodo pasquale.
E’ tipica del centro Italia e per il mio palato è sempre stata una delizia.
Mia mamma la fa bassa con la forma a ciambellone, usualmente si presenta invece come un panettone.
E’ la torta di Pasqua (chiamata anche pizza o crescia di Pasqua)!
Buonissima con i salumi, io la prediligo con il capocollo.
Vi lascio la ricetta:

Ingredienti:

  • 500 gr di farina
  • 150 gr di pecorino
  • 100 gr di parmigiano
  • 250 gr di formaggi a piacere (Emmenthal, Provola, Fontina…)
  • 3 uova
  • 1 bicchiere di latte
  • 1 bicchiere di olio
  • 1 cubetto di lievito
  • 3 pizzichi di sale
 Preparazione:

Disponete la farina a fontana su una spianatoia e nel centro versate le uova sbattute, il sale, l’olio, il lievito sciolto nel latte tiepido, il pecorino e il parmigiano.
uova-e-farinaImpastate il tutto fino ad ottenere un impasto morbido e omogeneo.Coprite l’impasto con un canovaccio e lasciatelo lievitare per circa 2 ore.

Passate le due ore, aggiungete i formaggi a pezzetti e amalgamateli all’impasto, copritelo di nuovo e lasciate lievitare un’ altra ora.

Mettete l’ impasto in una teglia per ciambellone dai bordi molto alti. Infornate in forno caldo e lasciate cuocere a 200° per circa 45 minuti.

Un consiglio: mettetela nella parte bassa del forno, altrimenti rischiate che si bruci sopra e che il sotto non sia ben cotto!
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