Caro amico ti scrivo..

Lo avevate anche voi un amico di penna, quello a cui scrivere le letterine nella carta di Hello Spank?
Mi ricordo di averne avuto più d’ uno, maschi e femmine.
Già, anche maschi.
Sì, perchè fondamentalmente ho sempre creduto -o voluto credere- alle amicizie con l’ altro sesso.
Avevo un amico di Arezzo di cui adesso non ricordo nemmeno il nome, poi un’ amichetta spagnola che ho perso di “vista” dopo tre anni di corrispondenza, avevo una mia bis cugina che vedevo solo in estate e durante i restanti 9 mesi le mandavo qualche riga scritta e nella busta ci mettevo una penna con i brillantini, per scrivere sul diario di scuola.
Anche quel diario di scuola era una sorta di raccolta della posta, ce lo passavamo durante la ricreazione, o sottobanco nell ‘ora di inglese, e io scrivevo nel suo, lei nel mio, lui in quello dell’altra e via dicendo (a volte in una pagina trovavi anche una dichiarazione d’amore: “ti vuoi mettere con me? SI o NO” automaticamente sbarravo la casella no).
Al mio primo fidanzatino, che vedevo ogni santo giorno, scrivevo una lettera al dì…dopo 3 anni e mezzo avevo esaurito sia le parole che l’ amore.
Dopo i vent’anni, le lettere già non esistevano più, ormai eravamo già da tempo monopolizzati dal buon vecchio Startac o l’ ericson giallo, poi da quel mattone grigio che era il primo telefono della Tre e adesso siamo lobotomizzati dagli iPhone.
L’ amico di penna non si sa cosa sia.
Tanto meno “l’amico”.
Sono tre gli amici di cui mi sono fidata ciecamente e con i quali ho dormito anche insieme per svariato tempo e che non mi hanno mai sfiorata nemmeno con un dito, amici che vedevo come fratelli e se pensavo ad un risvolto amoroso rabbrividivo.
Dopo un po’ di tempo però, quando magari ti fidanzi o ti sposi, quelle determinate amicizie coi maschi, con cui ti confidavi senza riserve e consideravi asessuati, decidi di cambiarle (ovviamente).
E ti fermi a pensare, anche alla luce della società di oggigiorno: “sei sicura che se tu avessi fatto capire qualcosa a quei tre amici, anche nolendo, loro si sarebbero poi tirati indietro? ”
E qui casca l’ asino.
“No, non sono poi così sicura”.
Questa è la risposta che mi sono data.
Viviamo in un mondo dove tutti fanno sesso con tutte, dove c’è poco rispetto anche per la persona amata, dove dopo anni di amicizia arriva Tizio e ci prova con Caia, alla quale casca il mondo addosso perchè il suo migliore amico si è trasformato in “peppoPIG”; arriviamo ad avere amiche che senza ritegno ti puntano il ragazzo con cui esci e amici di lui che invece mandano una raffica di messaggi a te.
Dal vecchio amico di penna, siamo letteralmente passati all’ amica del pene e all’ amico pene. (Oops sono forse scurrile o si può usare questa parola ? )
Ci sono le famose Milf, divorziate che si sentono giovani “inside”, ma più che giovani mi sembrano delle scappate di casa; ci sono “tardoni” che si fanno lampade a più non posso e comprano felpe con il cappuccio e occhiali da sole specchiati (di ogni colore, basta che non sia sobrio) e ti si presentano a sbocciare la domenica sera al Tocqueville e ti postano la foto su ig con hashtag #toctoc -“Avanti! Chi è?” “Sono il Lupo Mangia Frutta” “Che frutta vuoi?” “La patata” “Benone, non è frutta è verdura, domani alle 6:30 la prima via a sinistra c’è il fruttivendolo”)


Mi piace l’ epoca che mi è toccata, ma vedo tanta gente vivere superficialmente, abbandonarsi nelle braccia di ogni finto principe azzurro, che si scolorisce dopo un…lavaggio; tante conoscenze e poche amicizie; tanto volume fuori e un gran silenzio dentro.
Mi piacerebbe invece che la maggior parte dei miei simili riscoprisse i vecchi valori, anche quelli di due righe su un pezzo di carta, il tempo speso nello scrivere due parole non sarà mai tempo perso, bensì investito.

http://www.grazia.it/Stile-di-vitaletteradamore

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