Archivio mensile:ottobre 2015

UNA TANA EN ARGENTINA: CAP.5° DE VUELTA EN BS AS

Il volo è in ritardo di mezz’ora (aridaje)!

Atterrando si vede Buenos Aires dall’alto come se fosse un mare di lucciole..
Come arrivo a Buenos Aires vado dal mio amico Gus, ordiniamo riso cinese e parliamo un sacco.

MERCOLEDì


Il giorno dopo mi risveglio con Buenos Aires sotto di me, sinceramente alle 6:45 ero già sveglia.
Avverto tutti i miei amici che sono arrivata un giorno prima del dovuto, poi torno in albergo, al BA Sohotel.
Quando entro tutti mi fanno festa, mi rende felice vedere che lascio comunque un ricordo positivo nelle persone.
Mi portano in camera e..non è la stessa.
La cosa mi intristisce, come chiudo la porta mi metto a piangere, ma non una lacrimera, proprio un bel pianto, però ovviamente non era solo il fatto che mi avessero spostato alla 54..
Era che la stanza numero 14, con la sua luce, con quella disposizione ecc.. era stata per me come una casa nei primi 12 giorni, ci avevo costruito dei ricordi, e la riassociavo comunque sia a quel soleggiato lunedì in cui sono arrivata, all’energia con cui ho messo piede a Buenos Aires.
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Il tempo di sistemarmi ed esco.
Vado verso El Ateneo Gran Splendid in avenida Santa Fe, ovviamente a piedi.
Questa libreria è in uno dei più lussuosi teatri di Buenos Aires, il teatro Gran Splendid, costruito nel 1919, restaurato poi nel 2000 dal gruppo Yenny-El Ateneo e convertito nella seconda libreria più bella al mondo (secondo il The Guardian).

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Rimango un po’ lì dentro, anche per cercare qualche libro di Diritto che mi serve per l’esame di maggio.
Giro i palchetti e quella che prima era una platea..mi riempio gli occhi di tutto quel velluto rosso porpora e di quegli angeli dipinti nel soffitto, compro un paio di libri ed esco.
Mi sono resa conto che di lì ci sono passata tantissime volte, il primo giorno quando Franco mi ha portato a cambiare gli Euro, la sera del secondo giorno ho cenato proprio lì, sempre con lui , mi sembrava infatti di riconoscere qualcosa, uscendo dalla libreria sulla destra Avenida Santa Fe fa angolo con Callao, la via del Notorious.
Faccio due passi per lì.

Dopo torno in albergo, a piedi, perché ormai ho Buenos Aires in pugno..ahahah.
La sera esco al volo per fare una chiacchierata con un fotografo, che poi non sarebbe proprio un fotografo, ma un grafico, la fotografia è la sua passione..scatta foto con il suo vecchio iPhone e poi le modifica dandogli un mood tutto suo…seguitelo su instagram, si chiama Agustin Piluso.
Ci accordiamo su come fare le foto, cosa portare, quando, come e perché.
E poi parliamo del più e del meno.
Agus ha avi calabresi e mi chiede molte cose sull’Italia, è molto incuriosito dalla nostra cultura, dalla lingua, mi chiede se ascoltiamo Toto Cutugno, mi metto a ridere..gli dico che poi gli consiglierò cose un attimino più attuali da ascoltare!
La serata è veramente fredda e rientro presto in hotel.
Pronta per l’indomani.
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GIOVEDì

Questa è la playlist del giorno

Non è un semplice giovedì, bensì è il 17!
Mio numero in tutto e per tutto, parto positiva..non può che essere una bella giornata.
A dir la verità mi sento la febbre, ma non importa.
Esco dopo aver fatto colazione e vado con un taxi a ritirare i miei documenti tradotti dalla traduttrice, amabilissima come sempre, aspetta con me anche che mi mettano la legalizzazione.
Da lì vado camminando verso la zona dei tribunali, lì non posso non trovare librerie giuridiche..e infatti compro i libri di civile e commerciale, amministrativo e diritto di famiglia.
Cinque chili a tomo, gli venisse sonno!
E poi mi metto al sole lì nella piazza, seduta nel prato, sola come al mio solito.


Ci sto un bel po’ di tempo fino a che la vescica non mi dice: vai in bagno Mari, vai in bagno..allora prendo un altro taxi e vado al centro commerciale Abasto, corro in bagno, pranzo e compro un regalo a Gustavo per i suoi 40 anni.
Esco di lì e di nuovo un altro taxi fino all’albergo.
Rientro e sento Gus che mi dice di accompagnarlo all’Alto Palermo a scegliere qualcosa da mettersi per la sua festa.
Cazzo..volevo dormire..però gli dico di sì..non solo perché lui è un genio veramente, qualsiasi cosa abbia avuto bisogno c’è stato, ma poi sono a Buenos Aires, non è tempo per dormire!!!
Vado fino a Scalabrini Ortiz, lo aspetto, parcheggiamo ed entriamo nel centro commerciale..si era fissato con una camicia che a quanto pare è introvabile.
Allora, a mani vuote, optiamo per un caffè.
Usciamo di lì e io raggiungo un vecchio amico di mio marito e sua moglie..Alejo e Marisol.
Son due tipi troppo cari, senza nemmeno mai avermi conosciuta, quando hanno saputo che mi trovavo da sola a Buenos Aires mi hanno sempre scritto per sapere se avevo bisogno di qualcosa, allora li ho voluti salutare ed incontrare.
Facciamo una sorta di merenda in Plaza Serrano, ci siamo visti alle 19 circa e siamo stati insieme fino alle 21:30..parlando di tutto un po’.
Lei aspetta un bimbo e ha gli occhi azzurri pieni di gioia.
Sono gentilissimi e amorevoli.
Per la sera non ho programmi, o meglio li avrei ma non lo voglio dire due volte, visto che li ho fatti con il tirasòle del mio amico F.


Metto a posto un po’ la valigia, poi si fanno le 23:30 e ancora non si palesa, mi ci scappa da ridere..gli scrivo che vado a letto, anche perché il giorno dopo sarei dovuta andare all’università.

Mi dice di aspettarlo…sapete a che ore si degna di passarmi a  prendere? Alle 2:30 della notte!!!
Certo che gli Argentini sono proprio strani..loro, il calcio e l’asado.
Ovviamente tutti i posti carini del giovedì lì a Palermo stanno per chiudere, finiamo in una squallidissima sottospecie di discoteca accanto al Recoleta Mall, nemmeno mi sono cambiata le scarpe.
Lì è pieno di papponi e coccole, però che ridere.
Chiacchieriamo per quello che è possibile, dato il volume della musica, commentiamo tutte quelle “belle” facce intorno a noi, prendiamo un cuba libre a testa (ovviamente questo drink non l’ho scelto io), che poi non si sa come né perché li ho bevuti entrambi io.
E non si sa ne’ il come ne’ il perché nemmeno del fatto che abbiamo fatto le 5:30.

VENERDì

Non so ne’ come ne’ perché io alle 8:30 sia già con gli occhi sbarrati, ho dormito solo 3 ore, non so se mi sento stanca o meno, ma poco importa, scendo a fare colazione e corro via al laboratorio de idiomas.
C’è un sole bellissimo, però è il mio penultimo giorno qui in questa città e sono malinconica.
Già i miei saluti sono iniziati a inizio settimana, con mio suocero, la Sole, la Vale.. ieri è toccato a Franco, domani toccherà a Gus, etc etc..
Ritiro il mio certificato CEI..wow…un traguardo raggiunto!
Sono soddisfatta, orgogliosa di me stessa, ho fatto tutto con le mie mani, con il mio cervello, con le mie gambe.
Inserisco il foglio nella ventiquattrore e mi dirigo verso Puerto Madero, mi fermo in una panchina e faccio qualche foto,,mi mancherà passeggiare per queste strade e respirare quest’aria.


Dopo un po’ riprendo un taxi e vado verso Palermo Soho, mi faccio lasciare in piazza Serrano, faccio due passi in cerca di un biglietto di auguri per Gustavo (ma non lo trovo) e poi mi fermo a pranzare alla Panadera Rosa, era da luglio che volevo fermarmi a mangiare una crepe lì, e ne ho presa una salata, con TUTTO dentro.


Meta del pomeriggio sarà..LO ZOO.
Allora il mio entusiasmo deriva dal fatto che io non ho mai visto quegli animali, mai in vita mia, però mi sento mortificata nel vederli in gabbia, vediamo un po’ come è questo zoo di Buenos Aires.

Entro alle 16:30 e il parco chiude alle 18, quindi il ragazzo mi dice di fare abbastanza veloce. Tanti animali non ci sono, comunque sono tutti mosci e tristi, il leone è magrissimo, regge l’anima coi denti, quelli più agili che ho visto sono una specie di orsi e le tigri bianche, ma in uno spazio ristretto troppo ristretto per quello che dovrebber avere. Povere bestioline. L’elefante mi ha fatto una pena immensa, dondolava quella proboscide e non si muoveva di un passo. Le più simpatiche le scimmie. I più brutti i serpenti. I gatti selvatici poverini rinchiusi in una gabbia minuscola a fare avanti e indietro nel giro di un metro e mezzo.
Insomma contenta di aver visto animali che non avevo mai visto, ma claustrofobica per loro.

Il tempo di tornare in albergo, farmi la doccia e vado da Gustavo, ha organizzato una gigliata con amici stretti e i figli giù alla parrilla della torre caballito dove abita. Un freddo roba da urlo. Un vento incredibile. Però i ragazzi simpatici, ci mangiamo degli hamburger, i bimbi meravigliosi.Alle 23:30 prendo un taxi e torno in albergo stanca morta.

SABATO

Mi sveglio, mi preparo, faccio l’ultima colazione in questo hotel – ultima per questo mio viaggio, lascio le valigie in deposito e con un taxi vado alla Floralis Generica.
Oggi è giornata di foto con Agustin. Poverino l’ho fatto aspettare quasi 40 minuti li, ma la città era totalmente bloccata per degli eventi!!! Lui è un ragazzo di 33 anni, ma per la sua statura (scusa Agus ahahah) e il suo modo d’essere sembra più piccolo.

Facciamo le foto alla Floralis, bellissima come al suo solito e soprattutto tutta aperta!!!

Da lì passiamo alla Facultad de derecho, poi camminando (IO, lui in bici.. Il signorino), passiamo a Puerto Madero, un caldo impressionante e io che mi ero vestita a cipolla!!!

Dopo qualche scatto ci mangiamo delle patatine con una Coca poi andiamo all’obelisco.

Finite le foto mi accompagna a cercare un CD e a comprare una valigia a mano, poi a prendere un taxi che mi porta all’hotel a riprendere le mie valige e da lì a casa di Gustavo.

Da Gus ci sono i bimbi che giocano nel campetto, Gus e Esteban, che poi sale a casa sua e noi a casa di Gus, verso le 18 lo accompagno a portare i bimbi dalle loro mamme, li saluto (altro arrivederci) e andiamo a ritirare i dolci per il compleanno della sera.

Nel frattempo chiacchieriamo, è una persona umile, determinata, un ragazzo affettuoso che sa dare valore alle cose, pieno di energia, ne ha da vendere.
Non dimenticare mai le proprie origini dovrebbe essere fondamentale oggi come oggi.

Arriviamo a casa, Gus si riposa in vista della sua festa e io mi metto a sistemare le valige e poi a guardare le luci di Buenos Aires accendersi man mano che il cielo si fa oscuro..meraviglioso.

Arrivano gli invitati, inizia la festa, avevo chiesto a Gus se le ragazze si sarebbero messe i tacchi così mi regolavo ed è andata a finire che ero l’unico mignottone ahahahah, scherzo.. ma finalmente mi sono messa il famoso vestitino di kosiuko comprato la prima settimana e dei sandali neri di Jeffrey Campbell, dei sandali da battaglia che mi hanno accompagnato in tutte le serate estive, ci posso fare anche i 100 metri volendo.

Alla festa mi sentivo un po spaesata, non perché straniera, più che altro perché conoscevo 3 persone su 40, ma comunque i pochi ragazzi che conoscevo mi sono stati di aiuto, non mi hanno lasciata lì sola fine a me stessa.

Il buffet è medio orientale per richiamare le origine di Gus. Ad animare il tutto Los Peluca.. dei matti vestiti di fucsia con delle parrucche in capo che nemmeno caparezza, molto molto simpaTici.

A fine serata rientriamo in casa (praticamente nello stesso pianerottolo del SUM)…volevo stare sveglia fino a salire sull’aereo, invece non ce l’ho fatta..sono crollata..tre ore nulla più.

DOMENICA

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Ci siamo.
E’ arrivato il giorno della partenza.
Oggi il cielo è grigio, potrebbe piovere da un momento all’altro.
Il mio taxi arriva, scendo..mi accompagna giù Gustavo.
Mi dà un abbraccio forte forte e mi infila nella macchina.
Ecco..dovevo avere un angelo custode, che è stato tutto tranne che questo, e ne ho avuto un altro, che invece è stato eccellente.
Sul taxi non riesco a trattenere le lacrime.
Perché sono così sentimentale.
Arrivo in aeroporto, mi scrivono i miei amici, le mie cognate, mentre faccio colazione da Starbucks – si sono fissata con Starbucks lo so, lo so.
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Salgo in aereo, la wi-fi va via, parto..

A presto Buenos Aires. Ci vediamo.

CASTELLANO

 

El vuelo tiene una demora de una hora – que raro che..
Aterrizando se ve Buenos Aires como fuese una mar de luciérnagas.
Cómo llego me voy a lo de Gus, pedimos comida china y charlamos muuuucho.

MIÉRCOLES

 

Me despierto con la ciudad a mis pies.
A las 6:45 estaba ya despierta.
Aviso todos mis amigos que llegue un día antes y después me voy al hotel.
Los chicos del hotel estaban todos re contentos de verme, me pone feliz ver que dejo un lindo recuerdo en la gente!
Me llevan a mi habitacion y… No es la misma de la otra vez.


Eso me pone triste y como cierro la puerta comenzo a llorar, pero no llorar como una lagrimita que me cae, sino un llanto Llanto!
Obvio no sólo por la habitación.
Pero es como si la 14, con su luz, su disposición, etc hubiese sido para mí como una casa en los primeros 12 días, ya había construido recuerdos y la seguía asociando a aquel lindo y calientito lunes en que llegue y a la energía con que pisé Buenos Aires.

El tiempo para arreglarme y voy saliendo.
Me voy – caminando – a la librería El Ateneo Gran Splendid en Avenida Santa Fe.
Antes era un teatro, uno de los más sugestivo de Buenos Aires, construido en el 1919 y restaurado en el 2000 por el grupo YENNY – El Ateneo y convertido en la segunda librería más bella en el mundo (según el The Guardian).
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Me quedo un rato largo adentro, también porque tengo que comprar unos libros de derecho.
Me lleno los ojos con todo aquel terciopelo rojo y con los angelitos pintados en el techo.
Me cobran y salgo.
Me doy cuenta que ya pase por ahí muchas veces, una el primer día cuando F. me estaba llevando a la cassa de cambio – que le pregunte lo que era un edificio y me dijo que no sabía (que linda guía, no cierto?)- y otra vez la noche del segundo día cuando nos fuimos a cenar atrás de la tienda de discos… Me parecía de conocer algo, como doblas a la derecha saliendo de la librería ya estás en Callao, donde queda la tienda esa: Notorious.
Doy una vuelta en el parque.


Después vuelvo al hotel, en pata como siempre, porque la cuidad ya está en mis manos!!! Jajaja!
A la noche me veo con un fotógrafo, que sería un gráfico pero Fotografo por pasión, saca foto con su viejo iPhone y después las edita con su propia onda, siguenlo en el instagram.. @aguspiluso – Agustin Piluso.
Nos hacemos una charla acerca de cómo hacer la sesión fotográfica y todo eso, y él me pregunta también cosas de la Italia, de la música que escuchamos – me pregunta también por Toto Cutugno y yo me quedo como “ehhhhh???” – el tiene los abuelos que son de Calabria, así que es muy curioso y quiere saber todo de lo que es nuestra cultura.
Hace un frío impresionante así que regreso temprano al hotel.
Lista para el día después.

JUEVES

Esta es la playlist de ese día

No es un jueves cualquiera, sino es el 17!
Diecisiete es mi número, siempre fue, así que estoy positiva de entrada.
Si tengo que decir la verdad me siento como con fiebre, pero no me importa un carajo! Vamos!
Desayuno y voy al colegio de los traductores con un taxi.
Me veo con la amable traductora, que espera conmigo hasta que no me entregan los papeles legalizados.
De ahí me voy a tribunales, porque me faltan algunos libros.
Antes de llegar pero entro en una iglesia, muy sugestiva, tomo asiento y empiezo a ruegar, ahí nomas el cura comenza a decir la misa y me quedo hasta el final. No conozco la misa en español, yo la decía en italiano, pero eso no importa, al Señor le da igual.. También aca empiezo a llorar, me caen lagrimas gota a gota, tengo muchos pensamiento uno arriba del otro..

Bueno volvemos a lo de los libros..
Prácticamente me saco un riñón para comprar cuatro libros y también son re pesados.. 5 kilogramos por volumen (la concha de la lora – lo puedo decir no?).
Después me siento en el césped de la plaza, con el sol que me asombra.


Me quedo allí hasta que no puedo aguantar más mi pis y una voz al oído me dice: Mari andá al baño, andá al baño.
Tomo un taxi y me voy al shopping abasto.
Compro el regalo a Gus que festeja su 40 años.
Un whisky, larga historia esta del whisky ese!
Vuelvo al hotel y como entro en mi habitación Gus me manda un audio “nena que haces, me queres acompañar a comprar una camisa para mi cumple en Alto Palermo?”
Mierda che, quería acostarme un ratito..ahahaah.. Bueno le digo que si, estoy en Buenos Aires y ya tengo que irme así que me paro, me visto y me voy hasta Scalabrini Ortiz (y Santa Fe), lo espero, estacionamos y bajamos.
Se hizo la cabeza con una camisa que no puede encontrar, así que damos una vuelta para ver si hay algo parecido pero no, entonces nos tomamos un cafecito.
Salimos y yo alcanzo un viejo amigo de mi marido y su esposa.. Alejo y Marisol.
Son dos chicos queridos, sin conocerme cuando supieron que estaba en Bs As sola siempre me escribieron para saber si necesitaba algo, así que quise conocerlos y saludarlos.
Hacemos una merienda – a las 19:30 – en Plaza Serrano y nos quedamos hasta las 21:30 hs hablando de un poco de todo.
Ella está embarazada y tiene dos ojos azules repletos de felicidad.
Son muy gentiles y amables.

Por la noche no estoy organizada, o mejor dicho lo sería pero no lo quiero decir dos veces, dado que mi amigo F. es un bocón.

Arreglo la valija y son las 23:30 y todavía no lo sentí, jaja me quiero reír… Le digo que me acuesto, también porque el día después tenía que irme a la facultad.
Me dice que lo espere… Saben a qué horas me pasó a buscar? A las 2:30 de la madrugada!!! Aaaah bueeeeeno… Los argentinos son medio raros… Ellos, el fútbol y el asado.
Obviamente todos los lugares copados del jueves en Palermo ya van cerrando, así que terminamos en un boliche re feo al lado del cementerio de la Recoleta, ni me cambio las zapas, me dejo puestas las converse..(si èl entra con esas medias blanca yo puedo entrar también con una bolsa de la basura en la cabeza).
Adentro es repleto de viejos verdes y gatos, pero que manera de reír.
Charlamos por lo que sea posible, dado el volumen de la música, hacemos comentarios acerca de todas aquellas caripelas, nos tomamos un Cuba libre (claro que ese trago no lo elegí yo), y bueno..”tomamos”.. TOMO, no sé cómo, ní porque.. YO tomè los dos.
Y no se sabe cómo ni porqué tampoco del hecho que hacemos las 5:30.

VIERNES

No se ni cómo ni porqué (otra vez) yo a las 8:30 hs de la mañana estoy ya con los ojos mirando el techo, dormí solo tres horas.
No sé si me siento cansada, pero no importa, bajo a desayunar y me voy al laboratorio de idiomas.
Hay un sol magnífico, pero ya es mi penúltimo día en esa ciudad y ando melancólica.
Cómo empezó la semana empezaron las despedidas.. Mi suegro, mis sobrinos, cuñados, la Vale, la Sole.. Ayer tocó a F., mañana tocará a Gus etc etc..
Retiro mi certificado CEI.. Wow.. Estoy un pasito más cerca!
Estoy satisfecha, orgullosa de mí misma, hice todo sola, con mis manos, mi cerebro, mis piernas.
De ahí me voy a Puerto Madero, tomó asiento en un banco enfrente del puente de la mujer y saco unas fotos, extrañaré pasear por estas calles y respirar este aire.

Luego me tomo un taxi y regreso a Palermo Soho, en Plaza Serrano, camino un poco buscando una tarjeta para el cumpleaños de Gus, pero no la encuentro.
Me paro a almorzar en la Panadera Rosa, era de julio que quería comer algo ahí..me encantò verlo todo rosado y blanco, una super linda bakery . Pedí una crepé salada, con adentro… DE TODO!

A la tarde.. JARDÍN ZOOLÓGICO se ha dicho!
Este entusiasmo deriva del hecho que nunca en mi vida vi estos animales, pero me duele verlos encerrados.. vamos a ver qué onda.
Llego a las 16:30 hs y el parque cierra a las 18, así que el chico me dice apúrate porque dentro de poco va a cerrar.
No hay muchísimos animales, de todas manera los que están ahí son todo medió tristes, el león está re contra re flaco, los más ágiles que vi son los tigres blancos, pero en un espacio así chiquitito por lo que tendrían que tener!!!
El elefante me dio mucha lastima, paradito, no se movía ni de un milímetro. Los más simpáticos los moños. Las más feas las serpientes.
Los gatos selváticos pobrecitos encerrados en un espacio de 1 metro y medio haciendo adelante/atras/adelante/atras.
Entonces contenta de haber visto animales que nunca vi, pero claustrofobica por ellos.

Vuelvo al hotel, me ducho y voy a lo de Gus.


Está haciendo una parrilla con amigos íntimos y los hijos.
Hace un frío de la puta madre.
Pero los chicos divinos, los nenes ni hablar.
Comemos hamburguesas y a las 23 ya vuelvo al hotel porque estoy hecha bosta.

SÁBADO

Me despierto, me preparo, desayuno por última vez – última por este viaje – dejo las valijas en depósito y con un taxi alcanzo la floralis genérica dónde está el fotógrafo, Agustin, esperándome.
Pobre.. llegue 40 minutos más tarde, pero había muchisimo tránsito!!!
El tiene 33 años, pero por su altura (es peticito – perdóname Agussss) y su manera de ser parece más chico, no en el sentido que tiene actitud de nene.. Eso no! Pero tiene el rostro de uno de 27 años, ponele… Es piola, bueno y divertido. Estoy feliz de que se me cruzò en mi viaje.

– si les dije que Gus es una amistad normal que se volvió en Amistad, Agus es una de aquellas nuevas  que quiero cultivar –

Sacamos fotos a la flor, bellísima como siempre y ahora… Abierta!!!
Después pasamos a la Facultad de Derecho y luego – caminando (YO , porque él señorito Piluso en bici), vamos a Puerto Madero.
Un calor impresionante y yo que me vestí “a cebolla”.
Después de algunas fotos comemos papas fritas con una Coca y enseguida vamos al Obelisco.

Terminada la sesión de foto me acompaña a comprar un CD y una maleta, re bueno el pibe,  después tomo un taxi y voy a buscar mis valijas al hotel y luego a lo de Gus.

Están sus hijos y a las 18 los llevamos a lo de las mamás, los saludos (otras despedidas) y vamos a retirar las tortas para la fiesta.

Mientras charlamos.
Es un chico humilde, determinado, cariñoso, sabe valorar las cosas que la vida le da, tiene energía para vender.
No olvidarse de las propias raíces tendría que ser fundamental en el día de hoy.

Llegamos, Gus descansa y yo arreglo las maletas y después me paro mirando encantada las luces de Buenos Aires prendiéndose mientras el cielo se hace oscuro.. Maravilloso!

Llegan los primeros invitados, empieza la fiesta.
-Antes pregunto a Gus si las chicas se arreglaban mucho para venir así me daba cuenta de cómo vestirme yo.. Termine siendo la única puta ahí!!! Nada mentira!!!
Finalmente me pude poner el vestido de Kosiuko que compre la primera semana!!!-

Me siento un poco un pez afuera del agua, no porque soy extranjera, sino porque conozco solo tres personas, pero esas tres no me dejaron sola…!!!

La comida es medio oriental para llamar las origenes del festejado.
Para animar la noche están Los Peluca, unos locos en traje rosa fluorescente con unas pelucas enorme, muy pero muy simpáticos.

Como termina el cumpleaños vamos a casa (bueno no tenemos que hacer mucha ruta si el SUM queda en el mismo piso que el departamento)… Quería estar despierta hasta que no subía en el avión pero no pude…
Duermo tres horas nomás.

DOMINGO

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Aca estamos.
Llego el día.
Hoy el cielo está gris, quiere como llover.
Llega mi taxi, bajo, Gus me ayuda, me abraza fuerte y me saluda, subo en el auto y Chau.
Tenía que haber un ángel de la guarda que estuvo todo excepto que esto y en cambio tuve otro que estuvo excelente!
En el taxi me largo a llorar.
Por qué soy sentimental asi?
Llego en aeropuerto, me escriben todos para saludarme, mis amigos, mis cuñadas, desayuno – en STARBUCKS, abre el gate, me meto en fila, subo en avión, se me desengancha el celular del wifi, parto….
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Hasta Luego Buenos Aires.
Nos Vemos!

Foto Copertina: Agustin Piluso 

 

Una tana en Argentina: CAP. 4° << La Pampa>>

VENERDÌ

“Cool Kids” – Echosmith

 

 

Ansia da volo il quale un anno e mezzo prima ha rischiato di cascare ne hai?
Si, chiaro.. Ne ho.
Lascio la valigia nel deposito dell’albergo e vado verso l’aeroparque con un chofer.
Sensazioni strane ne hai?
Si, chiaro.. Ne ho.
Andare a casa di Luis senza Luis, in primis.
Inoltre anche prendere un volo sul quale ho sempre avuto problemi e poi altre cose che non posso stare qui a dire.
Arrivo prestissimo e il volo ha un ritardo di un’ora (strano), trovo comunque il modo di temporeggiare. Scarico spotyfi e mi ascolto Marama/ Rombai / Los Totora ecc… -Prima di partire per l’Argentina in macchina tenevo questa musica a tutto volume e cantavo come una scema. Devo dire però che mi ha caricato a pallettoni!-
Salgo sull’aereo. Parte e dal finestrino si vede così bene Buenos Aires, l’obelisco, la luminaria con Evita Peron, la casa rosada, il puente de la mujer.. Io ho appena fatto km in quelle strade, vederle così piccole ma anche così vicine dall’alto è stupendo.
Il volo procederebbe anche bene, peccato però che come ci avviciniamo a Neuquen il vento sia spaventoso e la fase di atterraggio sia stata un’agonia, come mi giravo a guardare gli occhi degli altri vedevo sguardi a tratti preoccupati a tratti terrorizzati.
Dopo tanto tribolare atterriamo. Mi aspetta Federico, il fidanzato di mia cognata Valentina.

Andiamo a casa, sistemo alcune cose e scendiamo poi a prendere la Vale all’università. Che bello rivederla, ci sentiamo tutti i giorni, le voglio bene come fosse mia sorella.
Inizio a raccontar loro tutte le mie vicissitudini in Buenos Aires, come parlo ridono.. mi chiedo se è perché:
A. Parlo con un accento strano
B. Sono simpatica
C. Penso di dire una cosa e invece ne dico un’altra. – fatemelo sapere semmai

Andiamo a fare merenda e, con la solita fortuna che ho io quando ordino da mangiare, mi sbagliano i toast..invece che col prosciutto crudo e il pane integrale me li portano col prosciutto cotto e il pane normale. Non è che sono stata a protestare tanto, lì i toast (o tramezzini) sono fini fini quindi li metto uno sopra l’altro a due a due e me li ingurgito manco fossi un serpente..Roba che Federico manco si è accorto che me li avevano portati.
O dopo 10 minuti non ti vedo i miei toast col crudo passare e essere lasciati su un altro tavolo!!! Ecco: lei invece che aspettava quelli che avevano portato a me protesta e li vuole rendere al cameriere.
Io i miei di certo non glieli posso più rendere..al massimo rimettere!!!


Tra una cavolata e l’altra, ripassiamo da casa prendiamo la roba, andiamo a prendere Rocio – la sorella di Federico – a Cipoletti e poi andiamo a 25 de Mayo. A casa ad aspettarci c’è mio suocero da solo. Mia cognata Soledad è con il marito, il figlio e la suocera a sciare e torna domenica notte. Che peccato, sarei stata volentieri anche con quell’urlatrice matta e il rompipalle di mio nipote (scherzo con questi epiteti eh.. Loro lo sanno), ho molta confidenza con Vale e Sole ci prendiamo sempre in giro, le adoro.
A cena siamo noi 4 e ci facciamo dei choripan, che sarebbero panini con la salsiccia. Ci infiliamo di tutto dentro.


Dopo stramazziamo a letto.

SABATO

“Ginza” – J Balvin

Il sabato giornata tranquilla.. (Giornata dico) .


Pranziamo io la Vale, Fede, Rocìo e Armando.
Vengono a salutarmi tutti, mia cognata Lorena che sarebbe la più grande con i ragazzi, Vanina con mia nipote Florencia, il Ruso e Jeronimos e gli altri nipoti Lucas e Nicolas..(sono mancate due all’appello…vabbè ).


Nel pomeriggio andiamo a fare un giretto e io mi prendo un top da Chocolate, un negozio lì a 25 de Mayo.


Con la Vale decidiamo di uscire la sera.
Lì si esce tardi, è che prima della discoteca non c’è nulla da fare, quindi dovevamo trovare il modo di temporeggiare fino alle 2/3 di notte. Allora l’abbiamo presa con molta calma. Verso mezzanotte sono passati degli amici a salutarmi..Lucas, Rocìo e loro bimba Naia. Abbiamo fatto due chiacchiere e convinto la Ro a uscire con noi. Ci salutiamo, ci prepariamo, la Vale passa a prendere l’altra Rocio, la sorella di Federico, tornano, ci facciamo una birra e due risate.. Poi passiamo a prendere la Rocio (ok da ora la sorella di Fede sarà Rocio O. e l’altra Rocio P.) e andiamo a Otra historia.


Lo scherzo del giorno era che se mi mettevano cuarteto e non cumbia il giorno dopo al posto del pub c’avrei fatto un parcheggio. (E quella che si era fissata con Marama???)
Arriviamo alle 2:40 ed era pressoché vuoto.
Facciamo un brindisi con uno shottino di tequila. Giuro.. Lo shottino meno shot che abbia mai bevuto, un vaso praticamente!!!


Le ragazze mi hanno odiato, ho messo a fuoco e fiammo il loro esofago e stomaco!
La serata ha promesso bene fin da subito: c’era un tipo di un’età indefinita (ma non meno di 45 anni) che ballava un misto tra Celentano col crociato rotto e Michael Jackson in botta.
Era in mezzo alla pista, ci credeva, se la sentiva.. Ad un certo punto prende la sua compagna e ballano, ballano..scoordinati come quando Pinocchio inizia a camminare.. Ma non è quello che mi ha fatto ridere, è il fatto che a un certo punto il tizio abbia preso la tizia di peso e le abbia fatto fare un salto mortale carpiato spalmandola a terra, un tonfo di schiena..così, perché si sentiva molto da rock n’ roll acrobatico.
Ecco prima ho detto ridere, ho sbagliato..non mi sono limitata ad una risata, sono rimasta proprio senza fiato, in apnea, mi sono inginocchiata, non riuscivo più a smettere, mi giravo..vedevo lei incazzata come una mina che gliene diceva di tutti i colori e io ridevo in faccia a loro. Che poi la signora poverina era strabica, ma non la sto deridendo per il suo handicap, però la sua faccia arrabbiata perdeva di ogni credibilità con quello sguardo.
Abbiamo ballato tutta la sera, tutta tutta tutta, come se ci avessero dato la carica, sono uscita appositamente in sneakers, leggins che avevo su dalla mattina e il top che mi ero comprata.
Così potevo stare libera di muovermi senza che mi facessero male i tacchi.
Cumbia, Reggaeton e pedalare!!!


Abbiamo passato una bellissima serata, senza tanti pensieri, noi 4, tutte donne, ma poi di compagnia, con la battuta pronta, predisposte alla risata, questo è divertirsi, questo è uscire.
Non importa se sei nel priveè del Twiga a Forte dei Marmi con un mini vestito e delle Louboutin, basta stare con il gruppo giusto anche in un piccolo pub, in un piccolo paese, nel deserto pampeano!
Siamo andate via alle 6:45, dopo una tequila, un mojito, due bayleis – IO – e una tequila, 3 litri di mojito e 6 di vodka e speed – LORO -; dopo tre lunghe file al bagno dove le ragazze mi chiedevano di poter toccare la panica; dopo aver sentito diecimila volte chiamarmi: tana tana tana tana tana tana e mia cognata che mi faceva da guardia del corpo allontanando tutti..le hanno pure detto: scusa, ma ti piace lei? sei lesbica?  e lei no cretino però è sposata con mio fratello VEDI D’ANNà (proprio così…in romano ahahah no non è vero); dopo aver asciugato le lacrime della Rocìo O. che quando beve un pochino inizia a farsi i film mentali, che non sono commedie evidentemente, dopo aver retto la fronte alla Vale e dopo aver ballato, ballato, ballato, ballato, ballato……
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DOMENICA

“LOCURAS CONTIGO” – ROMBAI

Cazzarola la stanza non gira, ma dal letto non riesco ad alzarmi.
Quando sono tornata a casa (da sola perché la Vale è voluta andare a dormire dai suoceri), mi sono mangiata un pacchetto di Saladix e ho chiuso subito gli occhi..avevo un sonno micidiale.
Alle 10 non si sa perché già stavo con gli occhi sbarrati..non avevo la nausea, ero solo svarionata..in effetti ero rientrata solo tre ore prima.
Sento l’inconfondibile voce di mia cognata Lorena, ma come mi alzo ricado nel letto tempo zero. Scrivo subito alla Vale di venire a casa..così mal comune mezzo gaudio.
Poi arriva pure mia nipote Florencia, una matta scatenata, tra tutte e due abbiamo due facce di prima mattina..subito da documentare – come potete vedere dalla foto qui sopra.

Mi porta una medicina che si chiama Alikal, che praticamente è una bustina divisa in due: da una parte una polvere effervescente per l’acidità di stomaco e dall’altra una pasticca per il mal di testa.
E’ palesemente per chi la sera prima era briaho..eheh..popolo di alcolizzati, vi siete organizzati bene! ahahahah!
(me la canto e me la suono)

Volano rumors su pipì a letto, vomitate varie e tonfi in terra…non posso associare il nome al fatto specifico per ovvi motivi, però che risate!!!ahahahahhahahahah!

E’una giornata splendida, un caldeggio, un sole bellissimo, ci mettiamo in giardino a chiacchierare io la Vale e la Flor, poi andiamo a fare una gratina, poi di nuovo giardino.


Prima di cena la Vanina ci porta i cornetti fatti da lei, li riempiamo di Nutella (che ho portato io dall’Italia) e li divoriamo.

Andiamo ovviamente a letto presto, cotte.

LUNEDì

“LINDA” – MARKA AKME

Mi sveglio e c’è il nano di mio nipote Tomàs, il figlio della Sole.
Mi riconosce subito, mi fa un sorrisone e mi guarda con quegli occhioni celesti.


Alle 10:30 con la Vale andiamo a salutare Omar, Analia e la loro splendida Evangelina.
Ci raccontiamo un po’ di cose poi già dobbiamo andare, pranziamo a casa e poi dobbiamo partire per Neuquén.
A pranzo ci sono anche la Sole e Edgardo, che sono tornati di notte da sciare. Edgardo ha gli occhiali incorporati praticamente, un panda all’incontrario.
Peccato aver visto la Sole per così poco tempo.
Partiamo io, Vale, Fede e Rocìo, andiamo a Neuquén a casa, facciamo merenda poi usciamo e andiamo al Jumbo, tappa fissa quando vado lì per prendere dei profuma ambienti a mio fratello.


Da lì portiamo la Rocìo a Cipoletti, poi torniamo e andiamo a mangiare all’ Alto Comahue, fanno una pizza buonissima, l’unica veramente buona che abbia mai mangiato in Argentina.
Che amori che sono la Vale e Fede, me li porterei via con me a vivere in Italia.

 

MARTEDì

“WE WANNA” – Alexandra Sten y INNA ft. Daddy Yankee

E’arrivato il giorno in cui mi tocca salutarli, da qui inizia la mia sensazione di angoscia, una sensazione strana, sento che sta volgendo al termine la mia permanenza in questo paese, sento che queste tre settimane stanno finendo troppo in fretta, mi mancheranno tantissime cose e questa settimana è la settimana dei saluti, degli arrivederci sì, ma pur sempre saluti e  mi sento dispiaciuta.
La Vale va a lezione presto e io e federico andiamo a fare una commissione e poi a fare colazione e la aspettiamo.
Fino alle 16 che siamo scappati in aeroporto ne facciamo mille: estetista, parrucchiere, stampare biglietto aereo e poi via.
Loro mi accompagnano fino a dentro e aspettano con me che aprano i controlli.
Qui si conclude il capitolo Pampeano..

..e questa volta sì: “Noche Loca” e sì “Bailecitos”!

CASTELLANO:

VIERNES

“Cool Kids” – Echosmith

 

 

Ansiedad por el vuelo que hace un año y medio atrás estaba por caer?
Si, claro…la tenía.
Dejé mi valija en el depósito del hotel y me fui hacia areoparque con un chofer.
Sensaciones raras?
Si, claro…tenía.
Primero la de irme para la Pampa sin Luis..
Segundo tomar el avión ese que siempre me dio problemas y otras cosas mas que no puedo ponerme a contar acá.
Llegué re temprano y el vuelo llevaba una hora de demora (que raro eh), de alguna manera tenía que pasar el tiempo, bajé Spotify y escuché Marama / Rombai / Los Totora etcétera…
Antes de venir a Argentina escuchaba en la camioneta todos estos temas con el volumen altísimo y cantaba cantaba como una loca… Tengo que decir que me dio la repila!!!
Subí en el avión.
De la ventanilla se veia así de bien Buenos Aires, el obelisco, Evita Perón, la casa rosada, el Puente de la Mujer… Yo recorrí recién todas estas calles y verlas chiquititas así estuvo hermoso.
El vuelo estuvo bueno hasta que nos acercamos a Neuquén, porque hacia un viento espantoso y el aterrizaje fue muy muy feo, me daba vuelta a mirar los demás y todos estaban asustados.


Me estaba esperando Federico, el novio de mi cuñada Valentina, fuimos para la casa, arreglamos un par de cosas y después pasamos a buscar la Vale que estaba en la facultad.

Qué lindo verla!!! Cuanto la quiero, es como si fuese mi hermana.
Empezé a contarles lo que hice en Buenos Aires y se cagaban de risas ellos.
Las opciones son:
A. Hablo con un acento raro
B. Soy simpática (pero muy muy se ve..)
C. Creo que diga una cosa y evidentemente digo otra.

Fuimos a merendar y con la suerte que tengo cada vez que pido comida, se equivocan y me traen sándwiches de pan de miga normal con jamón cocido en lugar de sándwiches de pan de miga de salvado y jamón crudo.
Bueno, no me importò mucho, los puse uno arriba del otro y me los comí ahí nomas, el Fede ni se diò cuenta que me los trajeron!!!
Lo que paso es que trajeron MIS sadwichitos de pan de miga de salvados con jamón CRUDO a la chica sentada afuera.. Que, en cambio, se quejó y se los quería devolver.
Ahhh bueno, yo no podía devolvérselos supuestamente.. Eventualmente repetirlos!
Después pasamos por casa, fuimos a Cipoletti a buscar la Rocio (la hermana del Fede) y enseguida partimos para 25 de Mayo.
En casa esperándonos estaba mi suegrito Armando.
Mi cuñada Soledad se fue a Bariloche unos días con su marido Edgardo y el hijo Tomás.
Qué lástima che! Y bueno son hincha pelotas pero, la verdad, lo extrañe!!! Ahahahah! -Sole, por si acaso estas leyendo.. Ya sabes que yo te jodo y los amo ❤️-
Cenamos nosotros 4: Armando, la Vale, el Fede y yo… CHORIPAN se ha dicho!!!


Mi suegro sabe bien como hacerme engordar me parece!!! 😀
Enseguida rellenos como pollos nos acostamos.

SÁBADO

“Ginza” – J Balvin

 

Fue un día tranquilo – DIA dije.
Me vinieron a saludar todos: mi cuñada Lorena con el Santi y Ismael, mi cuñado Ruso y la Vanina con mis sobrinos Florencia y Jeronimos, mis otros sobrinos Lucas y Nicolas (bueno faltaban algunos pero… Otro tema esto).

A la tardecita fuimos a dar una vuelta con la Vale, y yo me compre un topecito en Chocolate.
Decidimos salir a la noche.
Ahí se sale tarde, y mas no hay nada para hacer antes del boliche, no hay lugares donde hacer una previa.
A las 12 vinieron el Lucas, la Rocío y la Naia a saludarme y convencí la Ro a salir con nosotras!!!
Se fueron, nos arreglamos, la Vale paso a buscar la otra Rocio (de acá la hermana del Fede será Rocio y la esposa del Lucas Ro) y después de unas charlas y una Quilmes compartida, las 4 juntas fuimos a Otra Historia.

La joda del día era que si no ponian ni cumbia ni reggaeton y iban a poner solo cuarteto, el día siguiente en lugar del pub encontraban un estacionamiento.
(Como me pegò Marama ehhh!!!)
Llegamos a las 2:40 y estaba casi vacío.
Hicimos un brindis con un chupito de tequila. El chupito menos chupito que tomé en mi vida!
Las chicas me odiaron, se les quemò todo.. Garganta, estomago.. Todo!!!
La noche prometió bien de entrada.
Había un tipo, uno de aquellos a los que no le podes dar una edad, que bailaba como fuese una mezcla entre Michael Jackson mamado y Joaquín Cortés con el cruzado roto.
Estaba ahí en el medio, se la creía.. Tomò su mujer por la mano, empezaron a bailar juntos.. Bailaban y bailaban..sin coordinación como Pinocchio aprendiendo a caminar..pero no me reí tanto por eso, si no por el hecho que de repente la agarra y le da la vuelta….después de un segundo ella estaba planchada en el piso, puta madre si cayó!!! El se quiso hacer el que se la maneja con el rock n roll y casi matò a su mujer.
Dije “reír” antes, no cierto?
Me equivoque!
Me quede sin respiración, no podía parar de reír, me arrodille directamente en piso, no tenía la fuerza de estar parada de pies por tanto que me reía!
Veia ella enojada que le decía de todo.. Pelotudo de mierda, soretero..y yo seguía riendole en la cara!
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Bailamos toda la noche, sin pensamientos, las cuatros, todas mujeres.. Ellas son macanudas, tienen las re pilas, les gusta reír y divertirse, eso es salir!!!
No importa si estas en un boliche copado de Palermo, re arreglada con zapatos de louboutin y un vestido de Balmain..o si te encontras en un pub en el medio del desierto pampeano con calzas y zapatillas.
Si estas con las personas justas todo se re pone!
Nos fuimos de ahí a las 6:45 de la madrugada.. Después de una tequila, un mojito, tres beyleis -YO- y una tequila, un mojito y tres vodka/speed -ELLAS- ; después de tres largas filas en baño – donde había chicas esperabando que me preguntaban si me podían tocar la panza – ; después de oír chicos llamándome TANA TANA TANA y la capa de mi cuñada que los alejaba todos!!!; después de haber secado las lagrimas de la maricona de la Rocío O. Y tener la Vale por la cabeza, dado que tomó como un camelo y sobretodo después de tanto bailar, bailar, reír y bailar…
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DOMINGO

“LOCURAS CONTIGO” – ROMBAI

 

 

Bueno, la habitación no gira pero no me puedo levantar…
Cuando llegue en casa me comí un paquete de saladix pensando que me iban a absorber lo que me tomé.
La Vale, no sabemos porque – ni ella lo sabe, se fue a dormir a lo de su suegros.
Yo me desperté a las 10, dormí como tres horas, no tenía náuseas, estaba solo media mareada.. Y bueno me acosté solo tres horas antes!
Escuché la inconfundible voz de mi cuñada Lorena, me levante y caí en la cama ahí nomas.
Escribi a la Flor para que me ayudara y a la Vale para que regresara.. Así estábamos en dos en aquel estado y no yo sola!
Llegò la Flor, mi sobrina, loquita de mi corazon cuanto la quiero!!!
Me trajo un Alikal, que es un remedio dividido en dos partes, de un lado viene un polvo por el acidez y del otro lado una pastilla por el dolor de cabeza… Es, por cierto, un remedio para quien la noche antes estaba borracho… Jeje que vivos los argentinos… Pueblo de alcolicos se organizaron bien eh!!!(es bromaaaaaa)!!!

Me contaron historias de alguien que se meò en la cama, que se cayò, que vomitò..bueno no puedo asociar los nombres a los hechos…pero que manera de reirme!!! jajajaja son unas geniassss!!!

Era un día hermoso, hacia calor, nos metimos en el jardín, charlando y tomando sol.. Dimos una vueltita..
Antes de cenar vino la Vani y nos trajo unas medialunas caseras riquísima, hecha por ella.. Las llenamos de Nutella (se la traje yo de Italia) y las comimos todas.

Nos acostamos temprano, cansadisimas.

LUNES

“LINDA” – MARKA AKME

12047302_964249990308235_1422761849_nMe desperté y estaba el enano de mi sobrino Tomas, me conoció y me hizo una sonrisa grandísima y me miraba con estos ojos enormes y azules.. Hermoso mi cacheton!
A las 10:30 hs me fui con la Vale a lo del Omar a saludarlos a el, Analia y Evangelina.
Volvimos a casa para almorzar con la Soledad, Edgardo – que se dejò los anteojos puestos…todavìa no porque…jajajajajaja -quien-sabe-sabe- y la mamà, Armando yo y la Vale y depues nos fuimos a Neuquén..
Qué lástima que no estuve un poco mas con la Sole también.
Bueno, llegamos a Neuquén, merendamos y después hicimos una vuelta en el Jumbo, siempre me voy ahí ora comprar un perfume a mi hermano.
Antes de cenar llevamos la Rocío a su casa en Cipoletti y regresamos a Neuquén a cenar en Alto Comahue.
El único lugar donde fui a comer pizza (en Argentina) en lo cual me re gusta la pizza que hacen!!!
Y así se termino el día.

 

MARTES

“WE WANNA” – Alexandra Sten y INNA ft. Daddy Yankee

Ya llego el día en que me fui, el dia de la despedidas.
De ese día empiezò la sensación de angustia, una sensación rara, sentía que esta por terminar mi permanencia en este país, que aquellas tres semanas pasaron rapidísimas, que iba a extrañar muchísimas cosas y la semana que empezó era la de los saludos, y a mi nunca me gustaron!
La Vale se fue a la facultad porque tenía clase, yo y el Fede fuimos a desayunar y la esperamos, hasta las 16 hs hicimos todo: esteticista/peluquero/pen drive con temitos nuevos..etc.
Me llevaron al aeropuerto y esperaron conmigo hasta que no abrieron el gate.


Cada vez que tengo que saludarlos pienso siempre que me los llevaría conmigo a Italia.

Acá termina el capítulo “pampeano”.
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Y esta vez puedo decir:
Si.. “Noche loca de los mil tequilas”.. Y.. Si.. “Bailecitos”!!!

 

Una tana en argentina: CAP. 3 <> (ITA/ESP)

LUNEDì

“Decidiste Dejarme” – Agapornis

Siamo all’inizio della seconda settimana dall’altra parte del mondo..il tempo è grigio e per questo lunedì ho solo un appuntamento per quanto riguarda l’università, un altro invece in un’agenzia di moda.

Esco dopo aver fatto colazione li al ristorante RIETTI, mi imbacucco un po’ e, con il taxi, vado ad Av. Corrientes al Colegio de Traductores.

Mi vedo con la traduttrice.

Dopo una lunga ricerca e dopo aver fatto fare diecimila preventivi, trovo lei, sembrava molto puntigliosa dallo scambio di email, però molto più economica di tutti gli altri.

È una donna di circa 50 anni, con gli occhi vispi e dei denti un po’ sporgenti che le fanno muovere in modo grazioso la bocca quando parla, capelli scuri a caschetto e incarnato olivastro.. però un po’ emaciato.
E’ molto simpatica, dolce nel modo di porsi, mi chiede incuriosita chi sono, da dove vengo e a cosa mi occorrono quei documenti, contraccambia anche lei raccontandomi la sua storia.
Guardiamo i documenti e alla fine le chiedo cosa ci fosse lì vicino da vedere da poter raggiungere a piedi..lei mi guarda e mi dice: ma perché non in metropolitana?
Le spiego che mi sono state fatte mille raccomandazioni sulla metro di Buenos Aires, come se discendessi negli inferi e in fondo alle scale ti aspettasse Caronte.

Ha un appuntamento vicino alla Casa Rosada e mi dice di andare con lei.
Credevo che uscendo dalla metro ci salutassimo, invece mi porta al Cabildo e me ne racconta la storia, parliamo del fatto di quanto Buenos Aires ricordi le nostre città europee, anche se con minor storia (lungi dall’ avere monumenti antichi come il nostro colosseo per esempio), ma con edifici molto simili come stile.


Andiamo oltre il Cabildo e prendiamo Calle Bolivar, dove all’angolo con Calle Alsina c’è una libreria di fine ‘800/inizi del ‘900, che era un caffè letterario, siamo entrate affascinate da quelle vecchie insegne, da quel bancone di legno dove prima venivano serviti caffè e tè caldi e che adesso altro non è che uno scaffale.


Usciamo e ci incamminiamo verso San Telmo, ma non lo raggiungiamo, arriviamo fino a Av. Belgrano e torniamo indietro per Calle Defensa.
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All’angolo tra Defensa e Alsina c’è da un lato una chiesa francescana, dall’altro un’antica farmacia, bellissima.


La saluto dopo un po’, mi dice di proseguire per il Paseo de Las Historietas, vado e lo trovo, ma la giornata grigia e l’essere sola non mi hanno permesso di godermelo molto, quindi torno indietro e vado a pranzare alla Galerìa Pacifico.

Dopo torno in albergo, mi faccio la doccia, mi cambio e verso le 18 raggiungo la mia amica Vane, che mi aspettava a Palermo – Las Cañitas, zona in cui io avevo l’appuntamento all’agenzia di moda.
Erano una donna e un uomo.
Un V I S C I D O.
Voleva parlare a tutti i costi italiano, parlava a 2 (nel senso lento più della messa cantata), già dopo due minuti avevo il latte ai coglioni (oggi in francese parlo), gli rispondevo in castellano..come per dire ciccio, parlo la tua lingua, datti una mossa, sennò se per ogni parola ci metti 5 minuti qui ci si fa notte!
Insomma mi ha detto di tornare a far due foto che metteva su un set lì in quel buco di stanza 2×2, gli ho detto “CEEEERTO, COME NO!”, tempo zero come sono uscita di lì l’ho bloccato in ognidove.

Da lì con Vanessa siamo andate verso casa sua,  con la macchina siamo passate per Belgrano, una zona residenziale, dove ci sono delle ville mozzafiato, che sogno sarebbe!
Arriviamo e portiamo fuori il suo cane, nel parco vicino casa sua c’era un sacco di gente a fare sport, crossfit all’aria aperta, jogging, rientriamo e chiacchieriamo, ordiniamo empanadas e poi vengono Gus e Esteban, ascoltiamo musica da youtube, spariamo un po’ di cazzate e poi alle 23 i ragazzi mi riaccompagnano verso l’albergo, divertendosi a farmi dire una filastrocca “erre con erre guitarra, erre con erre carril, que rapido ruedan las ruedas del ferrocarril”.

MARTEDì

 


Me la dormo un po’ di più ed esco dalle 10:45 alle 13, faccio un giro per Palermo, la giornata è caldissima, un sole splendido, sembra maggio.
Mi guardo tutte le vetrine e percorro ogni via di questo quartiere, c’è una pace, come se fosse un altro mondo inserito tra Avenida Santa Fe, Av. Cordoba e Scalabrini Ortiz.
Mi fermo allo Starbucks in Calle Malabia, vicino Plaza Armenia e ripasso un po’ di castellano per l’esame con il mio Latte con Dulce de Leche, poi proseguo e cammino altri 4 chilometri – che come ho fatto a camminare tanto così solo per Palermo Soho, Dio solo lo sa.
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Torno in albergo per le 13:15 e per le 14 già mi viene a prendere Vane.
Andiamo al Giardino Giapponese e pranzo con un sushi carissimo, ogni roll un pezzo di rene praticamente.


Facciamo tutto il percorso, che poi non è gradissimo, però è dalla prima volta che sono andata a Buenos Aires che dico di volerlo visitare.
Ci sono laghetti e ruscelli pieni di pesci di ogni dimensione, alcuni fanno un po’ impressione perché sono i classici pesci rossi che vinci al Luna Park però in scala 10000:1!!!


In poco tempo finiamo il giro e decidiamo di andare al Rosedal, purtroppo non ci sono le rose in fiore, perché chiaramente è inverno, però è un luogo incantevole con 18000 piante di rose, 26 Busti di scrittori e poeti, un lago coi cigni, un patio con delle mattonelle di ceramica dipinte a mano e un ponte greco tutto bianco che fa contrasto con tutto quel verde.

Da lì ci spostiamo alla Recoleta, precisamente a fare un giro al Buenos Aires Design.
Stanche morte poi rientriamo alla base..io in albergo e lei a casa sua.

MERCOLEDì

“MI AMOR PROHIBIDO” – LOS TOTORA

Piove come Dio la manda.
Mal di ovaie come pochi…10 giorni prima però?
Ok rimango a letto, dormo, studio, guardo la tv, dormo, studio, guardo la tv, questo fino alle 16 fino a che non mi decido dolorante di scendere in farmacia e poi mi faccio un toast lì al RIETTI. Torno in camera e la solita tiritera, poi mi riprendo, preparo i biglietti aerei per il venerdì e alle 20:30 esco, vado al The Steve un pub americano poco distante dal mio hotel.
Arrivo bagnata come un pulcino e ad aspettarmi c’è Alessio, un ragazzo di Roma, un ragazzo con cui mi ha messo in contatto il mio amico d’infanzia Manfredi.
Alessio vive a Buenos Aires da 5 anni ed è fidanzato con una ragazza di lì da ben 10 anni: Agustina.
Sono un amore questi due ragazzi, divertenti, simpatici, parliamo un mix di italiano, castellano, romano, toscano.
Ci raccontiamo aneddoti vari e non sembra proprio che ci fossimo conosciuti solo in quel momento.
Dopo birre (acqua per lui e il suo fioretto), alette di pollo piccanti e patatine, a mezzanotte passata andiamo via.

“CANTA” – VI EM

GIOVEDì

Ecco arrivato il giorno dell’esame del CEI.
Colazione, taxi e università.


Da lì mi mandano alla banca su Av. Corrientes, vado veloce, una fila di mezz’ora.
In fila non sapendo che cavolo fare mi sono messa a cancellare foto nel cel per liberare la memoria, si avvicina quella specie di guardia giurata, che aveva solo un occhio, e mi dice: “Eu, NO!” indicando il cellulare…io lo guardo con gli occhi come per dire “ca**o vuoi?”, e  mi indica un cartello accanto al divieto di fumo con un bel cellulari sbarrato… nella mia testa è comparso un bel: MAH!
Zitta e mosca arriva il mio turno.
Pago e corro in facoltà.
Consegno il bollettino, firmo la scheda e salgo al quarto piano.


Mi accomodo nella seggiolina piena di schegge, una di quelle con il banchino sul bracciolo.Tiro fuori il libro e ripasso qualcosa..ma cosa? oramai quello che so so, le parole che conosco le conosco e l’accento che ho già ce l’ho.
Entra un ragazzo riccioluto con la fidanzata, che si nota subito essere sudamericana.
Luis sfodera un “da qui non vedo una mazza” con accento clamorosamente nordico.
IO: << Italiano eh? >> LUI: <<Si, di Treviso! >> mi*chia se si sente!!!Mi racconta delle sue vicissitudini, della sua laurea italiana in scienze della comunicazione e del casino per convalidarla, del casino per fare il DNI (il documento di riconoscimento argentino), dei soldi spesi per tradurre i documenti ecc ecc..
Insomma constatiamo di essere pressoché sulla stessa barca.
Per ultimo entra un altro ragazzo con un riconoscibile accento romano.
La prova scritta consisteva nella comprensione di tre testi, e nello scrivere una lettera formale e una informale sulla base di uno schema o delle informazioni scritte lì.
Finito lo scritto, mi metto a chiacchiera con il romano nell’attesa del nostro turno per l’orale, è abbastanza alto e molto magro, vestito come un buon pariolino Doc, ha la mamma argentina e il babbo italiano, con i nonni che vivono a Buenos Aires, è un giovane chirurgo plastico, che per convalidare la sua laurea deve fare ben 10 esami! Mio Dio, che tiritera..e menomale che tra Italia e Argentina ci sono le convenzioni!
Ecco il mio turno, saluto il mio nuovo amico ed entro, mi faccio una chiacchierata con la prof. e qui finisce il mio orale.
Esco più leggera e con un peso in meno, la sera prima dell’esame sono intrattabile e invece Alessio e Agustina me ne hanno fatto completamente dimenticare e tutta l’ansia accumulata durante il giorno è svanita.
Vado a pranzo da Starbucks nella Galerìa Pacifico (fattelo un giro lì quando hai un minuto Mari!)
K
..poi ritorno in albergo.
La sera: cena di sushi a casa di Gus, con Vane e Javi..all’insegna del YO NO COMPARTO!
(questa è lunga ci vorrebbe un capitolo solo per questo…magari in fondo vi spiego)
Poi nanne nella mia camera numero 14 per l’undicesima notte.

“ADIOS” – ROMBAI

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LUNES

“Decidiste Dejarme” – Agapornis

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Va empezando la segunda semana de mi presencia en Buenos Aires..el día esta gris y por ese lunes tengo solo una cita por el tema de la universidad, otra mas, en cambio, en un agencia de modelos.

Desayuno en RIETTI y salgo, me abrigo bien y me voy en taxi al colegio de traductores en Av.corrientes.

Después de tanto buscar y de muchos presupuestos, encuentro una traductora que me hace un precio más barato de los demás.
Es una mujer cerca de los 59 años, con los ojos vivos y unos dientes que le salen un poquito para afuera y le hacen mover la boca en manera graciosa cuando habla.
Es muy simpática, se llama Nora, es dulce cuando habla y esta curiosa de saber quien soy, de donde vengo y para que tengo que traducir estos papeles, ella también me cuenta un poco de su historia.
Revisamos los documentos y al final le pregunto que cosa podría ir a visitar que me dejara cerca.. Ella me mira y me dice: “porque no te tomas el subterráneo?”
Le explico me dijeron de no tomar el subte en Bs As, como si descendiese al infierno con Caronte esperándome (para quien no sabe estoy mencionando DANTE ALIGHIERI)
Ella tiene una cita cerca de la Casa Rosada y me dice que la siga.
Yo creía que como íbamos a salir del subte íbamos a saludarnos y no es así.
Ella se queda un rato mas conmigo y me lleva al Cabildo y me cuenta la historia.
Hablamos de como Buenos Aires sea parecida a las ciudades de Europa, aunque tenga menos historia (lejos de tener monumentos antiguos como el coliseo por ejemplo).

Vamos mas allá y tomamos Calle Bolívar, donde, en la esquina con calle Alsina, hay una librería de fin ‘800, que era un café literario, entramos fascinadas de los carteles antiguos, de aquella barra de madera donde antes servían café y té calientes y que ahora hace de estante para colgar libros..
Salimos y vamos para San Telmo, pero no lo alcanzamos, llegamos hasta Av. Belgrano y regresamos atrás por calle Defensa.

En la esquina Defensa y Alsina hay una iglesia Franciscana, y por el otro lado una farmacia antigua, bellísima.

Saludo a Nora, me aconseja de proseguir por el Paseo de las Historieta, pero el día esta así gris que no me da para disfrutar de ese lugar, y mas..sola! Así que vuelvo atrás y me voy a almorzar en Galería Pacífico.

Después voy al hotel, me ducho, me visto y a las 18 hs alcanzo Vanessa que me estaba esperando en Palermo – Las cañitas, donde tengo la cita con la agencia de modelos.

Subimos y ahí estaban una mujer y un hombre.
El un ASQUEROSO.
Quería hablar o si o si en italiano, lento (más lento de una misa gregoriana), yo después de dos minutos ya tenía las bolas hinchadas (hablo francés hoy se nota?), le contestaba en castellano.. Como para decir: che, boludo! Dejá de pavear.. Hablo yo mejor tu idioma que vos el mío, así que bajá un cambio.
Me dice que vuelva para sacar unas fotos y que iba a armar un set ahí en aquel cuarto… Queeee? Si mide 2 metros por 2!!! Jajajaja… Y yo “claaaarooooo!!! Ya voy!”, como salgo de ahí lo bloqueo en todos lados!

Enseguida con Vane vamos a su casa, para llegar pasamos por Belgarno donde hay unas villas hermosas enormes… Un sueño seria vivir allí.
Llegamos y sacamos el perro.
En el parque abajo de su casa hay mucha gente haciendo deportes.
Volvemos en casa y charlamos esperando a Gus y Esteban… Y sobretodo a las empanadas, escuchamos música, hablamos y a las 23 hs los chicos me llevan a mi hotel, divertiendose mucho mientras me hacen decir un trabalenguas que dice:” erre con erre guitarra, erre con erre carril, que rápido ruedan las ruedas del ferrocarril”.
Si yo soy una capa se la decía ahí nomas jajajajaja!!!

MARTES

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Me despierto y me quedo un rato mas en la cama, salgo a las 10:45 y doy una vuelta por Palermo Soho, hace un lindo calorcito, hay un sol hermoso, parece noviembre.
Miro todas las vidrieras y voy recorriendo cada calle, parece otro mundo encerrado entre Av. Santa Fe, Av. Córdoba y Scalabrini Ortiz.
Paro en El Starbucks de calle Malabia, cerca de la plaza Armenia y repaso un poco de castellano con mis Leche con Dulce de Leche, después camino por otros 4 kilómetros mas -como hice para caminar todos esos kilómetros solamente ahí en Palermo Soho solo Dios sabe.
Vuelvo al hotel para las 13:15 y ya a las 14 estaba Vane esperándome abajo.
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Vamos al Jardín Japonés y almuerzo con sushi – carísimo, cada roll que me comia un pedazo de riñón que me salía !!!
Recorremos todo el jardín, es chiquitito, pero era de la primera vez que fui a buenos aires que quería ir!
Hay lagos, ríos, puentes japoneses de madera roja. Hay muchos peces ..algunos re feo, parecen aquello que pones en la bola de vidrio pero 1000 veces mas grandes!
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Tardamos poco en terminar de ver el Jardín y vamos de ahí al Rosedal.
Lastima que no hay rosas en este periodo, porque estamos todavía en invierno, pero es un lugar hermoso con 18000 plantas de rosas, 26 monumentos de poetas y escritores, un lago donde poder ir con los barquitos, un patio bellísimo y un puente griego.
Luego vamos a la Recoleta, exactamente al Buenos Aires Design y damos una vuelta adentro.
Hechas trapos regresamos yo al hotel y ella a su casa.

MIÉRCOLES

“MI AMOR PROHIBIDO” – LOS TOTORA

Llueve un montón.
Me despierto con mareo, como si hubiese tomado 10 quilmes.
A veces me pasa, así que me parece que sueño de caerme y no es sueño, abro los ojos y veo la habitación que gira gira gira…
Bueno calma Mari calma… Ya se te va a pasar.
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Mi día empieza así… Duermo, miro tele, duermo, miro tele, estudio, duermo… Hasta las 16:30.
Bajo a la farmacia y entro de vuelta en el hotel y me como unos tostados en RIETTI… Despacito.. No se porque no me dá para comer.
Subo y sigo como antes, hasta que no decido de arreglarme para salir.
A las 20:30 me voy para The Steve que queda a un toque de mi hotel. Me voy caminando… Lo encuentro y no puedo abrir la puerta de hierro… Puta madre, tampoco tengo señal en el celular para llamar quien me esta esperando. Sigo intentando… Después me doy cuenta que hay un timbre… Ahhhh bueno… Que tarada!
Entro mojada como un pollito, ya esta Alessio a la barra esperándome.
Es un chico de Roma con el que me puso en contacto mi amigo de infancia Manfredi.
Alessio vive en Buenos Aires desde hace 5 años, y esta de novio con una chica argentina Agustina desde 10.
Son un amor los dos! Simpáticos, divertidos, macanudos.. Hablamos una mezcla de italiano, uno con acento Toscano y uno Romano y castellano.
Nos contamos varias anécdotas y nos reímos mucho, no parece que nos conocimos recién.
Después de cervezas, micheladas, buffalo wings picantes y papas…vamos a dormir, ya pasaron la 12.

JUEVES

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Llego el día del examen CEI.
Desayuno – taxi – facu.
De la secretaria me mandan al banco para pagar la cuota de 500 pesos.
Corro al banco en Av. Corrientes, hago una fila de media hora.
Esperando no sabia que hacer y me puse a borrar fotos en el celular, se me acerca el policía y me dice: “Eu!NO!” Lo mire como para decir “bueeeena que te pasa negro, pará un poco!” El me indica con el dedo un cartel que dice que no se puede usar el teléfono… Baaaahhhhh!
Me quedo callada, llega mi turno, pago y corro hacia la facultad.
Lleno la ficha y subo al 4º piso.
Tomo asiento en una sillita de madera media torcida y espero.
Entra un chico con la novia, ella se notaba que era latina; el como entró dijo un “Non vedo una mazza” y no se que mas y yo: «ITALIANO?»El: «de Treviso» le quería decir “y si bóludo me di cuenta” tenía un acento del Norte que ahí nomas se lo saqué !!!
Me cuenta de su situación, de su título italiano, del turno para revalidar el título de la secundaria, del quilombo para hacer el DNI..etc… Por suerte hay alguien más que se puso en ese quilombo, pensé!
Por ultimo entra un chico que ahí nomas noté que era italiano y de Roma.
La prueba escrita era de comprensión de tres textos, una carta informal y un mail formal.
Terminado el escrito me meto a hablar con el chico de Roma, es medico y para revalidar su título tiene que hacer… 10 exámenes.
Tiene mama Argentina y papa italiano y los abuelos todavía viven ahí en recoleta.
Llega mi turno, mi oral es una charla con la profesora.
Termino y salgo de ahí mas livianita, que peso que me quité!!!
Como salgo voy a la galería Pacífico a comer (Mari andas ahí cuando tenes un minuto!).

Vuelvo al hotel.

A la noche sushi a lo de Gus, con Vane y Javi.
La oración de la noche es: YO NO COMPARTO (esa es larga pero les explicaré).
Después a dormir se ha dicho!
En mi habitación numero 14!

“ADIOS” – ROMBAI

Una tana en argentina: Cap. 2°

Nel secondo capitolo vi racconto del mio primo fine settimana a Buenos Aires.
Quello che doveva essere in un modo e invece è stato in un altro.
Sapete il mini abito che mi sono presa da Kosiuko il giovedì?
È rimasto attaccato alla gruccia.

VENERDì
Mi sveglio e vengo “abbandonata” dal mio “angelo custode”.
-metto le virgolette sia mai che qualcuno se la prenda per qualcosa ahahah-
Amareggiata vado verso la Facoltà, dove mi stava aspettando Nilda Ukota che si occupa delle convalide.
La Facultad de Derecho è una specie di Partenone, all’interno è grandissima con mille aule e uffici e mi sono persa sia nell’entrare che nell’uscire.
È anche vero che ero un po’ scombussolata.


Da lì sono passata nuovamente alla floralis generica che sta a 300 metri e mi sono messa su una panchina al sole.
Mi è scesa qualche lacrima di sconforto devo essere sincera e mi sono mangiata un alfajor, mi sono goduta il calore del sole, quasi primaverile…però mi mancava qualcosa, avevo come il respiro tagliato.


Sono andata via malinconica ho attraversato Av. Figueroa Alcorta e ho preso un taxi. Dovevo tornare in albergo ad appoggiare la ventiquattr’ore.


Mi sono riposata e poi ho deciso di arrivare a piedi al centro commerciale Abasto.
Sono uscita e a passo svelto ho percorso quei 4 km circa.
Ho fatto un giro, mi sono fermata a COMPLOT e mi sono presa una tutina rosa. Mi sono detta che comunque mancavano altre due settimane e quindi altri due fine settimana..povera llusa, Ahahahahah!
Mi sono ordinata sushi da asporto e poi ho preso un taxi per tornare a cenare tristemente in camera: io, il sushi, la TV, un libro e la mia socia Giada sempre in collegamento tramite whatsapp!
Come sono arrivata in camera mi arrivano messaggi vocali… Voce amica per le mie orecchie… Era Gus.. Che mi dice “dai sono coi miei figli ti passo a prendere e vieni a cena da noi”.
Non ho cenato, ormai mi ero rifocillata con il
Giappogiappo, però sono andata ben volentieri a fare due chiacchiere.
Oltretutto i suoi figli sono meravigliosi, simpatici, affettuosi.. E lui una persona con cui poter parlare di qualsiasi cosa.
Era una di quelle conoscenze trasformate in amicizia di cui parlavo nell’introduzione a questa rubrica.
Quindi quel malinconico venerdì si è concluso con una buona birra, quattro chiacchiere, risate con i bimbi e Buenos Aires ai miei piedi.
Poi nanne nel mio lettone, della mia camera numero 14.

SABATO


Sveglia!!!
La giornata è bellissima!!!
Apro le tende, esco in terrazza per vedere la situazione climatica, mi vesto, scendo a fare colazione e vado a piedi verso il Cimitero della Recoleta.
Penso di essere stata li…due ore? Forse di più?
I cimiteri dovrebbero mettere tristezza, o incutere timore, invece tutte quelle statue, quei templi costruiti per loro che altro non sono che cenere oramai ma il cui ricordo è vivo… Erano uno spettacolo a cielo aperto, marmo, bronzo e poesie.
Vicino al cimitero c’è una chiesa bellissima per quanto semplice, finita nel 1732, è una delle chiese più antiche della città.


Esco di lì mi metto a sedere sul prato lì di fronte per un’ora intera al sole, prima di andare in giro per il mercatino.


Era un pullulare di persone, non solo turisti.
Poi mi sono avviata verso avenida Alvear, sono tornata indietro e ho pranzato alle 16:30 al Mc Donald del Recoleta Mall.. Io, me, il panino e Ricardo Arjona in sottofondo.
Ho temporeggiato e poi ho deciso di tornare all’albergo a piedi.
Passo svelto e in 40 minuti ho fatto marcia indietro verso Palermo.
Ero stanca, ma comunque sono andata a casa di Gus e c’era anche Vane, cenetta, chiacchiere e di nuovo nanna..
Ho provato in verità a buttarla lì a…Qualcuno.. di uscire e andare a ballare, ma evidentemente impegnato in cose migliori…

DOMENICA
Sole Cuore Amore
No per nulla!
Solo sole!
Mi sono svegliata presto però ho bivaccato un po’ nel letto.
Questa è stata la vera ed unica giornata di tristezza/incazzatura/malinconia/solitudine.
Palermo è un quartiere vivo, ogni giorno ad ogni ora..si, però il fine settimana ovviamente ancora di più e la domenica, con il bel tempo poi, che ve lo dico a fare!
Ogni ristorante era pieno stracolmo di coppie e gruppi di amici… E io? Sola?
Cammino cammino cammino.
Mi dava quasi fastidio essere sola in mezzo a tante persone che ridevano tra di loro e si godevano quella domenica.
Quindi vago per le vie cercando un locale dove pranzare o speluzziccare qualcosa…ma nulla. Ho lasciato perdere. Dopo un paio di ore sono tornata in albergo e li sono rimasta. Ho studiato, guardato film.. Tanti che nemmeno me li ricordo più e stop.

Se non ho fatto foto – IO – un motivo c’è.

Ancora una volta niente “noche loca de los mil tequilas” e niente “bailecitos”.

ESP

En ese capítulo les voy a contar de mi primero fin de semana en Buenos Aires.
El que tenía que ser en una manera y no… Nada que ver!
Se acuerdan de mi vestidito que compre en Kosiuko el jueves?
Quedó colgado en el armario.

VIERNES
Como me desperté fui “abandonada” de mi “ángel de la guarda”.
Puse todas esas “””” para que nadie tome mi palabras en manera equivocada, por las dudas.
Amargada me voy a la Facultad, donde me estaba esperando Nilda Ukota, la responsable de la oficina de Pases y reválidas.
La Facultad de Derecho es media parecida al Partenón, adentro es grandísima, con mil puertas, pasillos, oficinas.
Me perdí entrando y..saliendo también… Bueeeena pero estaba media media!


De ahí pasé otra vez por la Floralis Genérica -que queda lejos unos 300 metros de la facultad-y me senté en un banco, con la cara al sol.
Me salieron algunas lagrimas, tengo que decirlo, por el cansancio mental y físico.
Me comí un alfajor, disfruté un poco del sol.. Pero me faltaba algo, era como si tenía la respiración cortada.
Me fui de ahí con melancolía, cruzé la Av. Figueroa Alcorta y tomé un taxi.
Tuve que regresar al hotel para dejar la cartera con los papeles.
Descansé un ratito y decidí de alcanzar caminando el shopping Abasto.
Entonces salí de ahí y rápidamente hice como 4 kilómetros.
Di una vuelta, entré en Complot y me llevé un vestidito rosa.
Me dije: bueno todavía me faltan dos semanas..entonces dos fin de semana, así que…. Ilusa..jajajaja!!!
Pedí un sushi para llevar, tomé un taxi que me llevara al hotel y ahí cené en mi habitación: yo, el sushi ese, el Tele, un libro y mi socia Giada en directa a través del whatsapp.
Como termine de comer me llegaron unos audios… Voz amiga para mi oído!!! Era Gus.. Que me decía “dale nena yo estoy con mis hijos, te pasamos a buscar y te venís a cenar con nosotros a mi casa”.

No cené, ya me había llenado con el japonés, pero fui con gusto para hacer unas charlas.

Y mas sus hijos son un amor, cariñosos, simpáticos…y el es una de aquella conociencia que se hizo amistad!

Entonces aquel viernes de melancolía termino con una buena cerveza, unas charlas, risas con los nenes y Buenos Aires a mis pies!
Después a dormir en mi cama King size de mi habitación 14.

SÁBADO
Despertaaaa!
El día es hermoso!!!
Abrí las cortinas, salí en el balcón para ver como estaba el clima, me vestí, desayune ahí abajo y alcanzé el Cementerio de la Recoleta caminando.
Creo que me quedé ahí como… Dos horas? Mas?
Los cementerios deberían meter tristeza o dar miedo, en cambio todas aquellas esculturas, aquellos templos construidos para ellos que ya son cenizas y que pero su recuerdo aun esta vivo… Era uno espectáculo al aire libre… Mármol, Bronzo y poesías…
Cerca del cementerio hay una de las iglesias mas antiguas de la ciudad, la Basilica Nuestra seNora del Pilar, hermosa pero simple.


Salí de ahí y tomé asiento en el césped ahí en frente por una hora.. Luego di una vuelta por el mercado y por avenida Alvear.


Estaba repleto de gente, no solamente turistas.
Volví al recoleta Mall y almorzé a las 16:30 hs en el Mc ahí adentro.


Éramos yo, mi misma, mi sándwich y Ricardo Arjona.
Volví caminando al hotel, tardé unos 40 minutos.
Estaba cansada, pero igual me fui a lo de Gus y conocí a Vane.. Cenamos, hablamos y después regresé a dormir.
En verdad intenté decir a..Alguien.. Dale salimos etc.. pero nada.

DOMINGO

Sol Corazón Amor?
No, nada que ver!
Solamente Sol!

Me desperté y me quedé un rato largo en la cama.
Esto fue el único día verdadero de tristeza/rabia/bronca/soledad.
Palermo es un barrio con mucha vida, cada día en cada hora..claro, pero mucho mas en los fin de semana, ni hablar los domingos con el sol!!!
Cada restaurante estaba repleto de parejas y grupos de amigos… Y yo? Sola…
Caminé, caminé y caminé.
Casi me molestaba estar sola entre todas las personas que reían y disfrutaban de su domingo.
Así que estuve recorriendo aquellas callecitas, buscando un lugar donde poder comer o picar algo, pero nada.
Después de un par de horas regresé al hotel y ahí me quedé.
Estudié y miré películas… Así tantas que ni me acuerdo.
Y listo.
Si no saqué fotos – JUSTO YO – habrá una razón no?

Otra vez mas..nada de “noche loca de los mil tequilas”, ni “bailecitos”.

 

UNA TANA EN ARGENTINA: CAP. PRIMERO (ITA/ESP)

Nel primo capitolo potrei racchiudere i primi 4 giorni.
Voglio raggrupparli perché sono i giorni in cui ancora non avevo focalizzato bene come rigirarmi in questa immensa città e, per timore, mi ero affidata ad un amico.
Stavo quasi dipendendo dal -se lui mi potesse o meno portare da qualche parte in base ai suoi impegni- cosa terribile, perché passavo dalla palla al piede di turno.
Diciamo che prima di partire mi erano state fatte un sacco di raccomandazioni: togliti gli orologi, mi raccomando la borsa perché ti vedono lontano un miglio se vai con una givenchy, non rispondere a nessuno, prendi sempre taxi e che ti portino fino a dove devi arrivare… Ecc Ecc…

LUNEDÌ

Todo comenzò bailando

Sono atterrata lunedì 31 agosto, stanca ma elettrizzata, fortunatamente avevo chi mi aspettava e non mi è toccato prendere un remis (che sarebbe una specie di nostro NCC).
Clima spettacolare, ha toccato i 26 gradi.
È stato il giorno in cui sbrigare le prime cose, come hotel/cambiare gli euro e cose così.
E in un battibaleno già se ne era andata la giornata, conclusasi con un pessimo piatto di pasta al ristorante RIETTI in Paraguay y Borges, che poi sarebbe il ristorante dell’hotel dove stavo alloggiando – BA SOHOTEL – consigliatissimo.
Ma procediamo per gradi.
Il mio amico (da qui in poi F.) mi aveva fatto la gentilezza di prenotarmi nel suddetto albergo, bello ma a buon prezzo, perché di un suo conoscente.
Per me, che sono fissata con gli hotel, andare a scatola chiusa non era il massimo.
La zona era Palermo Soho, quindi almeno per quello ero contenta.
Faccio il check-in e mi fanno subito trovare la camera pronta alle 10:30, perfetto.
Salgo e la stanza è E N O R M E, finalmente una signora stanza di albergo dove mi ci posso rigirare, con una TV degna di questo nome.
Di solito trovi stanze che stando seduta sul letto, con una mano riesci ad aprire la cannella in bagno, con l’altra cambi i canali della TV -non dal telecomando, ma dalla stessa TV che però comunque ti serve il binocolo per vederla- e col piede apri la finestra.
Letto king size con tre morbidissimi cuscini -solo per me-, balcone e…udite udite LA CAMERA ERA PERFETTAMENTE PULITA E SENZA LA TERRIBILE MOQUETTE!
A pranzo ho mangiato dei sorrentini, che altro non sono che tortelli, al nero di seppia e ripieni di salmone..con qualche totano preso e messo lì sopra..così, al caso.
Quando ho ordinato mi hanno pure detto che erano specialisti della pasta italiana..quindi la sera l’ho voluta provare..gli ho voluto dare fiducia diciamo.
Scotta, sciapa, quelle povere penne che sguazzavano assieme a dei pezzetti di salmone in una brodaglia al vago sapore di pesce. L’ho pienata di sale, ma nulla da fare…e il cameriere che mi diceva “tutto ok?” E io che gli dicevo di si, ma i miei occhi dicevano “avete ucciso la pastasciutta”!
Dopo “cena” per togliermi quel sapore di bocca è stato un lavorone!

MARTEDÌ

Loquita

Eccoci al mio primo appuntamento all’università, in pieno microcentro: 25 de Mayo 221 – laboratorio de idiomas – UBA.
L’edificio quando entri è tutto bianco con dei soffitti infiniti e delle colonne imponenti. Bellissimo. Per andare al 4º piano decido di non prendere l’ascensore, ma risalgo l’immensa scalinata, antica, con gli scalini di marmo levigati da tutte le scarpe che li hanno scesi e saliti, più sali e più le pareti sono rovinate, ingiallite, le porte di legno sbilenche, le sedie mangiate dai tarli, ogni atrio è invaso da fogli di avvisi, post-it, orari di lezioni, volantini…
Arrivo, aspetto la professoressa, una donna gentilissima e simpatica che mi dà l’opportunità di dare l’esame di lingua già la settimana dopo.
Entusiasta esco e mi avvio a piedi verso Paseo Florida.
Prima fermata in libreria con la speranza di trovare il libro di Sancheri “La Pregunta De Sus Ojos” da cui è stato tratto il film Il segreto dei suoi occhi.
Lo trovo: MIO! (A luglio tutte le librerie che avevo girato lo avevano finito).
Dopodiché entro nella Galeria Pacifico, che è un centro commerciale con le grandi marche, e mi prendo un Cappuccino da Starbucks approfittando della Wireless.
Poi faccio un giro, pranzo e mi concedo anche una piega dal parrucchiere…360 pesos di piega… Che col cambio ufficiale sarebbero stati 36 euro…limortacci.
Esco da lì prendo un taxi e arrivo in hotel a riposare un po’…esco e vado fare una passeggiata per Palermo.
Ero intimorita a dire il vero, non sapevo se uscire o meno, poi mi son fatta coraggio.
La zona è incantevole, palazzi carini, ristorantini, negozi belli, strade pulite.
Dopo la mini passeggiata rientro e mi preparo per la sera.
F. mi porta a cena in un ristorante dove tutte le sere c’è uno show di musica Jazz a tema, quel Martedì 1 settembre era Il Jazz nel cinema. Il posto è situato dietro ad un negozio di dischi che si chiama Notorius, in Callao – Recoleta.
Iniziamo a cenare e dalle 21:30 alle 23 hanno suonato, al pianoforte -e voce- c’era un signore anziano simpaticissimo che ogni canzone la introduceva con un aneddoto, al violoncello un ragazzo in carne che aveva un sonno non si reggeva ma molto bravo e alla batteria non ricordo..Non ha richiamato molto la mia attenzione.
Ad un certo punto si è messo a suonare la tromba un attore famoso (a quanto mi ha detto F.) di lì.
Bravi, molto bello.. Sicuramente mi piaceva di più mentre cantava, rispetto a quando suonavano solo.
Finisce la serata e tutti a nanna.

MERCOLEDÌ

Linda

Il mercoledì mi sveglio con la voglia di vedere qualcosa, allora alle 11:30 il mio amico mi passa a prendere anche se devo dire che non è stato un vero e proprio giro turistico, piuttosto un -metti-la-testa-fuori-dal-finestrino-come-i-cani-che-io-non-parcheggio-nemmeno-se-mi-paghi.
Allora, dal finestrino, ho visto Piazza Italia/l’ingresso dello zoo/l’ingresso del giardino giapponese/la scultura di Botero-da me soprannominata il gordo ancho/ puerto Madero, unico posto dove ci siamo fermati è stata la Floralis Generica, che in quel momento era chiusa.
Si, perché questo fiore di acciaio alto 23 metri ha un meccanismo che lo fa aprire e chiudere in base all’orario.
Dopodiché a pranzo ad una parrilla in Palermo Hollywood, dove ho mangiato mooooolto lentamente un tipo di carne che si chiama entreña, che a detto di F. doveva essere morbidissima invece la mia mandibola claudicante (si dice per una mandibola?) ne ha risentito, e un flan buonissimo.
Alle 15 la mia “guida” mi riporta in albergo e li sono rimasta…addormentandomi. Sono uscita solo per andare a fare due passi verso le 19.

GIOVEDÌ

Como yo le doy

Questo è il giorno in cui ho detto, che si fottano tutti, sono dotata di piedi e polmoni, esco e cammino, che mi frega se sono da sola.
Mi avvio verso un centro commerciale li vicino che si chiama Alto Palermo (Av. Santa Fe), prima tappa colazione da Starbucks -più forte di me adoro i cappuccini loro- e subito dopo passo da cuspide (i due negozi sono comunicanti) per comprare un libro su cui dare una ripassata di spagnolo in vista dell’esame.
Da lì raggiungo il centro commerciale, volevo comprare qualcosa per il venerdì è il sabato, dato che mi avevano detto mi avrebbero portato a ballare.
Mi provo ogni cosa da kosiuko (ma che cavolo di prezzi ha!!!) e alla fine mi prendo un vestitino della collezione estiva, fa freddo ma se non altro non stono col colore della pelle, visto che sono arrivata nera come la pece.
Prendo un taxi e mi faccio portare a Puerto Madero..non mi posso accontentare così di vederlo dal finestrino.
Arrivo e cammino, osservo, respiro.
Il sole mi scalda. Mi sentivo felice.
Mangio al volo da Mostaza e proseguo a piedi verso la Casa Rosada e per la prima volta entro alla Catedral Metropolitana.
Una bellezza, quanta maestosità, poi nemmeno a farlo a posta c’è stato il cambio della guardia.
Ero emozionata, mi sentivo veramente fortunata a ammirare tutto ciò, sono stata lì dentro circa un’ora e mezzo, mi volevo godere ogni singolo dipinto, ogni scultura, ogni guglia dorata.
Esco di li e vado di nuovo verso la Galeria Pacifico, ma solo fino a dove mi prendeva wireless per avvertire tutti che ero viva e vegeta.
Torno in albergo, doccia e un grande punto interrogativo nella testa… Che faccio stasera?
Finché non mi scrive F.
Andiamo a cena in un locale molto bello, ben frequentato, una sorta di Colle Bereto che però fa anche cena, con una terrazza dove dopo cena mettono musica.
Ok…c’ero già stata li -si chiama Vita (che si trova sempre verso Palermo / Darwin) – e se devo essere sincera in gruppo è molto meglio che in due.
Non sapevo che mangiare e ordino un risotto…chi me l’ha fatto fare?
Sembrava il riso con le verdure che ti danno all’ospedale, buttato giù a forza con un cazzotto in petto.
Tra una chiacchiera e l’altra però la stanchezza dei 9 km fatti a piedi nel pomeriggio si fanno sentire e non so perché non sia voluta rimanere lì per un cocktail e quindi mi faccio portare in hotel.
Così si conclude il primo capitolo. Niente “noche loca de los mil tequilas”. Niente “bailecitos”. Solo risi scotti e nanne, ma con gli occhi stracolmi di luoghi nuovi e meravigliosi.

ESP

En el capítulo primero podría juntar los primeros 4 días. Quiero hacer así porque son los días en los cuales no había enfocado como manejarme en esta semejante ciudad y, por miedo, confíe en un amigo.
Era casi como si dependiera de -si el pudiera o no llevarme a algún lado en base a sus cosas- cosa terrible, porque parecía una hincha pelotas.
Digamos que antes de partir me hicieron un montón de recomendaciónes: quítate los relojes, guarda, no vaya con la cartera ginvenchy que te sacan la ficha ahí nomas que sos extranjera, no contestes a nadie, tomate siempre un taxi que te lleve hasta donde tenes que ir.. Etc etc…

LUNES

Todo comenzò bailando

Aterricé el lunes 31 agosto, cansada pero excitada, por suerte había quien me vino a buscar y no me toco tomarme un remis.
Traje el sol me parece..clima hermoso, toco los 26 grados.
Es el día en el cual hacer las primeras cosas como Hotel/desarmar las valijas/cambiar plata y cosas así.
La jornada pasó ahí nomas, terminada con una pasta seca feísima en e restaurante RIETTI en Paraguay y Borges, que sería el restaurante del hotel – BA SOHOTEL – se lo recomendo!!!
Vamos despacito:
Mi amigo (de acá F.) se ofreció prenotar en el hotel ese, bello y mas barato de los demás porque el dueño es su amigo.
Para mi, que estoy enferma con los hoteles, no me daba para ir sin saber nada de como podría ser.
El barrio per era Palermo Soho, por lo tanto estaba contenta por eso.
Llego al hotel y mi habitación ya esta lista, a las 10:30 de la mañana, perfecto.
Subo al primer piso, habitación 14, y… Es ENORME, con un tele digno de ser llamado tele.
Usualmente encontras habitaciones que quedándote sentada en la cama con una mano podes abrir la canilla en el baño, con la otra cambias los canales del tele -y no del control remoto, sino del tele mismo / que pero sirve el monóculo para verlo- y con el pie podes abrir la ventana.
Cama king size con tres suaves almohadas – solo para mi – balcón y … Todo estaba bien limpito y no había ni un pedacito de moquete!
Almorcé con mi “ángel de la guarda”, pedí sorrentinos al nero de seppia rellenos de salmón… Y algunos pescados tirados arriba.
Mientras comíamos me dijeron que hacían una pasta seca italiana riquísima y yo, por cena, la quise probar, confíe..digamos.
Estaba demasiado cocinada, sin sal, aquellas pennas pobrecitas nadando juntas a pedazo de salmón en un liquido con sabor medio parecido a pescado. La rellené de sal, pero no tenía chance de volverse en rica.
El mozo me preguntaba “todo bien, le gusta?” Y yo que queres que haga! Le respondía que si, pero mis ojos decían “la mataron a la pasta bóludo!”
Después de la cena para quitarme de la boca ese sabor horrible tuve que trabajar mucho!

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MARTES

Loquita

Llegó el día de la primera cita en la universidad, en pleno microcentro: 25 de Mayo 221 – laboratorio de idiomas – UBA.
La planta baja del edificio es toda blanca con unas columnas infinitas. Bellísimo.
Para ir al 4º piso quiero subir por la inmensa escalera y no con el ascensor, antigua, con los escalones alisados por todos los pies que los pisaron.
Mas que subo y mas que las paredes son arruinadas, amarillas, las puertas torcidas, las sillas comidas por las termitas, todo repleto de hojas con avisos, post-it, horarios de las clases..
Llego y espero a la profesora, una mujer amable y simpática que me dá la oportunidad de rendir el examen de idioma ya la semana que viene.
Entusiasmada salgo y voy hacia paseo Florida.
Primera parada: librería El Ateneo para comprar el libro de Sancheri “La Pregunta De Sus Ojos”.
Lo encuentro: MIO! (En julio todas las librerías donde fui lo habían terminado).
Después voy al shopping Galeria Pacifico y me tomo un Capuchino en Starbucks aprovechando del Wifi, doy una vuelta, almuerzo y me voy a la peluquería… 360 pesos para lavar y secar… La concha de su hermana!
Salgo de ahí me tomo un taxi y llego al hotel para descansar un poquito, pero prefiero salir de vuelta y pasear por Palermo.
Tenía miedo en verdad, no sabia si salir, pero me hice coraje.
La zona es hermosa, limpia, repletas de restaurantes copados y tiendas lindas.
Esco da lì prendo un taxi e arrivo in hotel a riposare un po’…esco e vado fare una passeggiata per Palermo.
A la noche me pasa a buscar F. y me lleva a comer a un restaurante en donde cada noche hay un show de Jazz, ese martes 1 septiembre el tema era El Jazz En El Cine,
Ese local queda atrás de una tienda de discos que se llama Notorius, en Callao – Recoleta.
Empezamos a cenar y de las 21:30 hs a las 23 tocaron, pianoforte y voz : un señor anciano muy simpático que para cada tema contaba una anécdota; violonchelo: un chico medio gordo que tenía un sueño que no se quedaba parado, pero muy bueno para tocar y a la batería…no se, no me llamo mucho la atención. En un momento empezó a tocar un actor famoso (o sea yo no lo conocía pero F. me dijo así).
Todo muy lindo, hermoso.. Seguro me gustaba más cuando cantaban de cuando tocaban solamente.
Ad un certo punto si è messo a suonare la tromba un attore famoso (a quanto mi ha detto F.) di lì.
Termina todo y todos a dormir…

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MIERCOLES

Linda

El miércoles me despierto con ganas de ir a conocer algo, entonces a las 11:30 hs mi amigo me pasa a buscar, aunque no fue una verdadera vuelta para una turista, sino un metes-la-cabezita-afuera-del-vidrio-como-los-perros-que-yo-no-estaciono-ni-en-pedo.
Así que de la ventanilla del auto vi Plaza Italia/el entrada del jardín zoologico/la del jardín japonés/la escultura de Botero a la que le di el apodo gordo ancho/ puerto madero; el solo lugar donde bajamos fue a la floralis genérica, que en aquel momento estaba cerrada.
Si porque esa flor de acero, que mide 23 metros en altura tiene un mecanismo que le permite abrirse o cerrarse en base al horario.
Después almorzamos a una parrilla en Palermo Hollywood, comi una entreña, muuuuuyyyyy despacio, F. Me dijo que era muy tierna como carne y nada que ver -preguntenlo a mi mandíbula- y un flan riquísimo.
A las 15 hs mi “guía” me lleva al hotel y ahí me quede…dormida.

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JUEVES

Como yo le doy

Ese es el día en el que me dije: que se jodan todos, tengo pies y pulmones..salgo caminando, no me importa un carajo si estoy sola!
Me voy hacia el Alto Palerno (Av. Santa Fe), primera parada: desayuno en Starbucks – es mas fuerte que yo me gustan los capuchinos..muchoooos- enseguida paso por la librería cúspide para comprar un libro para repasar castellano.
De ahí alcanzó el shopping, quería comprar algo para salir el viernes y el sábado, dado que tenía que ir a bailar y algo así (y no fue así…bueno ya esta).
Me probo toda Kosiuko (pero tiene precios carísimos lpm), al final me llevo un vestidito de verano re lindo que pega muy bien con mi bronceado, dado que llegue negra como no se que.
Tomo un taxi que me lleva a Puerto Madero… No podía contentar de verlo desde la ventanilla de un auto!
Llego, camino, observo, respiro.
El sol me calienta.
Me siento feliz.
Como rápido en Mostaza y voy para la Casa Rosada, plaza de Mayo, el Cabildo y entro por la primera vez en la Catedral Meteopolitana.
Una belleza, majestosa, y no a hacerlo a propósito vi el cambio de la guardias.
Me sentía emocionada, afortunada, admirando todo eso, me quede ahí adentro como una hora y media, quería disfrutar de cada pintura, cada escultura, todo.
Salgo y alcanzo la entrada de la Galería Pacífico solo para engancharme al wifi y dar señales a quien me estaba buscando.
Vuelvo, ducha y una pregunta en mi cabeza… Que voy hacer a la noche?
Hasta que no me escribe F.
Me lleva a un local re copado, con una terraza arriba que se pone después de la cena.
Ok, ya fui ahí -se llama Vita (que queda en Darwin) – y si tengo que decir la verdad es mucho mejor en grupo que en dos…
No sabia que comer y pido un risotto… Quien me lo hizo hacer?
Parecía comida del hospital!!! Lo comí, una patada en el pecho y listo!
Charla atrás charlas, llegó el cansancio por lo 9 km que hice caminando y no me daba para quedarme ahí, entonces pido a F. de llevarme a dormir.
Así termina el primer capítulo.
Nada de “noche loca de los mil tequilas”.
Nada de “bailecitos”.
Solamente risottos sin sabor y kilómetros atrás kilómetros, pero con los ojos repletos de lugares nuevos y hermosos.

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