Archivio mensile:dicembre 2013

Diario di una wags…prima di diventare Wags.. parte VI

Mi è sempre piaciuto scrivere. Avevo un blog di carta su cui scrivere appena rientrata a casa, gli impegni della giornata successiva, le commissioni fatte e quelle da fare, la “contabilità” e perchè no, anche i pensieri sviluppati nel giorno.
Non credete a chi vi racconta che il loro amore è stato da sempre una favola, perchè in tutte le storie ci sono alti e bassi, seppur lievi, ma ci sono!
Rileggendo questa cosa scritta da me qualche anno fa, mi viene da ridere, adesso alla luce dei fatti mi dico che di quello scetticismo (che vedrete continuando a leggere) ne potevo fare benissimo della carta igienica (per essere fini). Col senno di poi gli direi diecimila “sì” a colui che adesso mi sta accanto giorno dopo giorno e che conosco più delle mie tasche.
Col senno di allora invece…al “ma che ci fa a Grosseto questo?”/”ci gioca!” susseguì subito…”ah vabbè, ho capito vai” e vi lascio immaginare tutto il resto.
Ma ad oggi però posso dire che il mio scetticismo è servito, è servito a guadagnarmi la mia vita che vivo e che ho vissuto in questi anni, mi è stato utili a conoscere una persona a fondo, a farmi conoscere.
Questo è il mio vecchio post di qualche Natale fa…

E ti ritrovi a 24 anni su un tacco 12, infreddolita sulla porta di un ristorante nel cuore di Firenze.

Il tuo compito è quello di fare grandi sorrisi a chi entra, ma non li fai..li fingi..

perchè lo sguardo è assente..anzi no: non è lo sguardo ad essere assente, ma la mente.

E ti perdi ad osservare il buio della strada illuminato dalle luci di Natale.. ti perdi in un cagnetto tutto uguale al suo padrone, goffo e anziano.

In quelle 3 ore che devi congelare facendo la “signorina Buonasera”, dovrai pur ammazzare il tempo!

Il mio modo di farlo è stato quello di fare un bilancio sommario dei miei ultimi 3 mesi. I conti di fine anno.. anticipati al 10 dicembre!

In uno spazio galleggiante, a mezz’aria non si vive bene, perché hai sempre il fiato sospeso e il cuore in gola, allora decidi che devi iniziare a fare economia di sentimenti, decidi che devi amare te in primis, perché TU, “TE STESSA MEDESIMA” è l’ unica persona di cui ti puoi fidare.

E ogni volta è così..tu dici la prossima volta devo amare ME, non lui (“lui” nel senso essere di genere maschile), però poi ci ricaschi, perché fai tutto ciò che vorresti fosse fatto a te e non capisci però che un rapporto si deve basare su un DO UT DES.

Dovresti aspettare sempre che ti venga dato prima di fare qualcosa, qualsiasi cosa..anche dire un semplice Si, perché è proprio da quel Sì che l’ altra persona penserà di potersi prendere oltre al dito, anche la mano..per poi passare definitivamente al braccio.

E lì.. siamo del gatto!

Ogni volta entro nell’ottica che debba trovare le giustificazioni per ogni cosa, andando a scovare il buono che c’è nell’altro..CHE ERRORE!!

Gli uomini li devi prendere così come si fanno vedere, se ti stanno addosso ti vogliono, se no non ti vogliono.

Più semplice di così non può essere!! E’ più semplice persino di loro!!

Ma a volte trovi chi fa Pinocchio di secondo nome, che ti corteggia con maestranza, prendendoti, circuendoti.

Si, perché riesce a circuirti ottenendo da te anche un rene se necessario, con le sue parole, i suoi messaggi.

E tu, sensibilmente più debole, ti lasci prendere e arrivi a dire Quel Sì, inizi a dare Quel Dito.

Più di un anno e mezzo fa poi ho detto un “SI”, quel sì eterno, quel sì che mi fa davvero di qualcuno, appartengo a colui che mi appartiene…e vedo che tutte quelle parole e tutti quei messaggi non erano di Pinocchio, ma del mio amore grande, che è riuscito a dimostrare tutto coi fatti e i gesti.

Felice anno nuovo a tutte/i!

La Verità Sul Fisico (e non) Delle Star….

Se sei un comodino, ma lavori in tv, automaticamente diventi figa.
Se sei alta 150 cm, la circonferenza del tuo didietro ne misura 120 ..ma sei una cantante famosa, automaticamente diventi il TOP.
Se sei uno scheletro, ma sei topmodel, automaticamente diventi una dea.

Il problema non è tanto l’ uomo maiale medio, che appena vede una in quella scatolina luminosa solitamente posta davanti al divano, gli si foderano gli occhi di prosciutto e pensa che ciò che sta vedendo sia bello, il problema sta nelle ragazzine e ragazze che seguono come modello e steriotipo di bellezza star che dimagriscono, ingrassano e poi ridimagriscono, in modo non sano: vogliono il seno come tizia e la pancia come Caia, addirittura si rifanno le chiappe come Sempronia.

Sfatiamo allora i falsi miti!

Ilary da Peppapig a Superfaiga: nasetto, zigomi alti, occhi più a mandorla..(per rimanere fino al collo):

Megan Fox: nasino, labbrona, senone:

Vi siete mai chieste se voi con la fisicità e il naso di Shakira avreste mai fatto la differenza?
Chiedetevelo…la domanda ovviamente è retorica. Se io fossi stata non lei, ma COME lei, mio marito nemmeno col binocolo mi avrebbe visto, non credo sia rifatta, ma ve la mostro struccata e dall’ alto del suo metro e cinquanta…

Lady Gaga?

Guendalina Tavassi!!!!

Adesso un pò di…Cellulite!!!


Non vado oltre con la buccia d’ arancia, che non è un bel vedere!

Passiamo a Penelope Cruz, nella fase “prima” era la gemella della figlia di fantozzi:

La Scarlettona nazionale (nazionale per noi poco, forse per gli americani):


Qui vi dono le ultime foto e poi vi chiudo con una moralina….

Non date retta ai canoni mentali maschili, è rinomato che loro non ragionino con quella testa che hanno attaccata al collo.
Non guardate il calendario della starlette di turno, è risaputo che le foto siano photoshoppate, chi vorrebbe il calendario di una 44 coi buchi nelle cosce?
Sappiate poi che tutte le telecamere hanno dei filtri appositi!
Non date retta a chi vi dice: se vuoi lavorare mangia meno o non mangiare, oppure dimagrisci 10 chili (addirittura certe agenzie te lo dicono quando magari ne sei 53 o 55 al massimo e sei alta quei buoni 173 cm).

Nessuno è perfetto, se volete stare bene con voi stesse ricorrete pure alla chirurgia estetica, ma non ne abusate…dimostrate che dietro quella plastica c’è qualcosa in più, perchè poi è quello che rimane veramente!
Mangiate sano e bene, non fa bene essere troppo grasse, ma nemmeno troppo magre!
E in più…non prendete in giro chi grassa lo è davvero, perchè magari può non essere dato dalla sua voglia di cibo, ma da problemi ben più gravi.

Le star non sempre ci danno un modello giusto al quale aspirare, nè come stile di vita, nè come fisicità.
La perfezione cercano di venderla i media, ma la loro perfezione è fatta di filtri, nella vita reale siamo tutti difettati!
Non credere a chi dice di mangiare di tutto e non avere un filo di cellulite.
Chi mangia di tutto, fidati, ce l’ha (ne so qualcosa 🙂 ) anche se è magra!
Stimati.
Amati.
Christina Aguilera diceva: ” You are beautiful in every single way”.

PER QUESTA FINE DELL’ANNO POSSIAMO PERMETTERCI TUTTO…TUTTO CIO’ CHE LUCCICA!

Il 31 dicembre ormai è alle porte.
Vi lascio qualche dritta (e ce ne sono diverse) dalla quale prendere spunto se non sapete come abbinare il vostro vestito al make up che, possiamo dire, può essere sfavillante.
Eh sì, perché quest’ anno è tornato di moda il glitter.
Con l’avvicinarsi del mese di dicembre ecco che vediamo nei negozi giacche, pants e accessori di paillettes che vanno dal nero all’ argento, passando per l’ intramontabile oro.
Quindi è quasi un invito ad associare anche il make up a questa moda scintillante.

Vediamo quindi le possibilità per la notte del 31/12/13.

  1. Glitter in polvere libera:
    Stendete sulla palpebra mobile un ombretto del colore che volete (di norma oro, argento o bronzo).
    Spruzzate del fissante per make up (mi raccomando la lacca è BANDITA!) su un pennello piatto e prelevate una piccola quantità di glitter dal barattolino.
    Battete l’ eccesso e PRESSATE il pennello sulla palpebra in modo da far aderire bene i glitter.
    È consigliabile completare la base viso dopo aver truccato gli occhi.
    Abbondante mascara e il gioco è fatto!

glitter

2.   L’eye-liner è intramontabile… figuriamoci l’ultimo dell’anno.
Potete optare per varie versioni: per il classico eye-liner nero in gel o in tubetto, oppure per quelli glitterati.
Potete passare prima il nero e dopo che è asciutto passare appena sopra la linea del nero quello colorato.
Lo sguardo sarà ancora più intenso e d’effetto.

Eyeliner3.   Per le ragazze un po’ più esperte potete optare per una bella sfumatura di ombretti che vanno dall’ argento all’ oro per finire con il bronzo/marrone.
L’ argento va nell’ angolo interno, nella parte centrale mettete l’ oro e per creare intensità finite con il bronzo.
Sarete veramente al completo!
Anche qui potete aggiungere eye-liner nero per definire l’occhio. Mascara abbondante.

ombre

4.   Quando possiamo mettere le ciglia finte se non l’ultimo dell’anno?
Sbizzarritevi.
Ce ne sono ormai in moltissime versioni.
Potete applicare quelle naturali alla fine dell’occhio per l’effetto cat-eyes.
Potete prendere quelle con i brillantini colorati (e non) sulla rima della ciglia.
Ci sono poi quelle piumate nere o colorate.
Se siete veramente estrose potete personalizzarle voi con una passata di glitter oro. Posizionatele a fine make up dopo il mascara.

ciglia finte

5.   Quest’anno vanno molto di moda le pietre preziose.
Make Up ForEver è uscita con una collezione per le feste di questo momento dell’anno: la Midnight Glow Collection.
Si tratta di una palette con toni ultra shimmer ma non troppo colorati. Poi ci sono gli strass e i glitter.
Gli strass potete trovarli ormai dappertutto, potete usare anche quelli per la nail art.
Potete applicarli alla fine dell’occhio, intorno all’occhio o creare una riga sopra la rima superiore con strass da piccoli a grandi.
Anche per questo look giocate con la fantasia.

Tutto è permesso!

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Wishlist – 1 giorno a Natale

“E tu scrivimi, scrivimi per il bene che conti. Per i conti che non tornano mai. Se ti scappa un sorriso e ti si ferma sul viso quell’allegra tristezza che c’hai.” Meno uno a Natale. Fine dei regali ancora non pervenuta. “Natale” di De Gregori ascoltata a ripetizione, perché noi non siamo ragazzette tradizionaliste. E la mia wishlist che ormai è diventata un papiro.

Si sa, gli uomini che cucinano sono sexy. Cracco conferma la regola. Peccato che quest’ultimi siano una specie rarissima. Quindi, giunta alla conclusione che non posso continuare a cibarmi di yogurt, cracker e bacche di goji, sale in classifica: un corso di cucina. Se con Cracco anche meglio.

“Un abito è davvero un abito solo quando un uomo ha voglia di potervelo togliere.” (F.S) Datemi un vestito rosso per il 31 e conquisterò il mondo. O magari solo un uomo.

“Donne copritevi di glassa!” citava un famoso film, parlando di gioielli. Nel mio caso specifico, il gioiello in questione, ha un nome e un cognome: Delfina Delettrez. Come resistere.

Qualunque sia la vostra wishlist: possa essere un felice Natale trascorso con le persone che amate.

G.

CARO BABBO NATALE – Diario di una Wags di serie B.. Parte V

Caro Babbo Natale,
per quest’ anno vorrei…
Vorrei essere nata in America, dalla mia famiglia, ma in America, ed abitare in una di quelle villette con la veranda con le colonnine e le scale per accedere al portoncino colorato coi battenti oro, con la cucina di legno bianco con l’ isola nel mezzo e gli sgabelli, dove la mattina ci si riunisce e si servono pancake.
Vorrei che in questa casa ci fosse un giardino con una cuccia calda per Nuvola, una piscina -che però sotto Natale non si usa, perché è coperta dal telone e il telone è ricoperto di neve- e una serra con le piante e i fiori più belli.
Vorrei essere nata in America ed avere la vita di Jane Quimby, divisa tra il college e la moda, con un fratello che la ama di un amore fraterno viscerale, ma con i genitori..entrambi, i miei, con un migliore amico che c’ è e ci sarà sempre nonostante tutto.
Vorrei non conoscere crisi e fare le illuminazioni più luminose, avvolgere la casa di luci che riscaldano l’anima, vorrei vivere il giorno del ringraziamento preparando tacchini ripieni e dolci con mamma e le mie nonne.
Oppure se l’America è troppo…va bene anche Londra, in un appartamento con le finestre all’inglese che si aprono dal basso in alto, il camino bianco e le librerie in muratura ai lati, vorrei vivere Londra la sera, la mattina vorrei andare a passo svelto a prendere un caffè in Hyde Park, vorrei essere Scarlett O’Brien e mio marito Sean Bond, che mi ha conquistata proprio nel medesimo modo in cui nel libro Sean conquista Scarlett, vorrei però che i miei fossero tutti così come sono e non come nella vera storia dei personaggi di “Innamorarsi a Notting Hill”.
Voglio ancora troppo dici caro Babbo Natale?
Ok allora vorrei…
Vorrei poter passare la vigilia di Natale a casa di Nonna Memi con Zio appena venuto da Londra, babbo, mamma, Matteo e mio marito – pensa un po’ che per lui sarebbe la prima vigilia di Natale in casa tutti insieme- e vorrei che ci fosse pure nonno con le sue risate e le sue barzellette… Ma so che questo non è possibile, so anche però che lui ci sarà… Nell’aria e nei cuori; vorrei mangiare quel pesce buonissimo che solo nonna sa fare, poi dopo cena mettersi sui divani a raccontare un po’ di cose.. E a mezzanotte magari andare a messa!
Vorrei svegliarmi a casa mia e fare colazione tutti insieme, scartando i regali.
Vorrei non prendere la macchina il giorno di Natale, perché è giorno di festa e non si lavora ne’si studia!
Vorrei che per il pranzo di Natale fossimo tutti insieme a casa di nonno Beppe e nonna Emilietta, che fossero ancora giovani e sorridenti ogni giorno e non solo quando qualcuno li va a trovare.
Ma… Come recitava una poesia scritta da mamma a punto croce in un quadro…
Se voglio troppo non darmi niente dammi solo un viso allegro e sorridente.
-e aggiungo: dallo anche alle persone mie più care per favore-

Anche quest’anno per la vigilia saremo soli (“grazie” serieB, “grazie” Lega), a Natale saremo con la famiglia …e non vedo l’ora…❤

Da Mr.Big a “Uomo minchia”: la dis-evoluzione del genere maschile di Homo Sapiens.


C’ era una volta Lui, che da New York attraversò tutto l’Atlantico per raggiungere Lei.
Lei che nel frattempo era volata a Parigi per amore di un russo, ma anche perché il nostro Lui in questione non l’aveva amata abbastanza.
Lui capisce di amarla: che senza Lei la sua vita non ha lo stesso sapore al curry, che senza Lei non è la stessa cosa, che New York è vuota.
E cosa fa?
Va nell’amata Ville Lumière per riprendersela e portarla via.
Ciao ciao caro russo.

Questa è stata la nostra fregatura, l’aver creduto alla bella favola.
Era il finale perfetto: l’amore trionfa su tutto.
Non importa quanto tempo, quanta strada, quante cose sbagliate siano accadute: lui tornerà comunque da lei, fine.

Ok, riavvolgete il nastro per un attimo.
Voglio raccontarvi una storia, una storia triste ma di vita vera.
Perché la speranza è l’ultima a morire ma, se il nostro Mr. Big è in giro, o si è perso o è appiccicato alla tv per guardare la Cyrus nuda su una palla da demolizione.

C’ erano una volta gli uomini. Quelli veri.
Che ti chiamavano, ti invitavano a uscire, ti mandavano fiori, ti portavano a cena o anche solo al cinema per limonare al buio. Ti venivano a prendere sotto casa, ti aprivano la portiera, ti chiedevano se stavi bene. Ti inviavano il messaggio del buongiorno, quello della buona notte e ti sorprendevano venendo a prenderti in ufficio per portarti a pranzo dove piace a te.

Ecco, ora svegliatevi.
Avete battuto la testa.
Tutto questo non esiste più.
Gli uomini sui quaranta sono come le parole crociate del New York Times: difficili, complicati e non sei sicura di avere la risposta giusta.” Diceva la nostra amata Carrie.
Qui non è questione di essere difficili, complicati.
Qui la questione è diversa: Mr. Big è morto e sepolto.
Niente più storie, niente più favole, niente più fiori, niente più uomini che ti invitano.
“Cupido ha preso il volo dal condominio e si è anche spiaccicato malamente sull’asfalto a quanto pare.

Ora c’è whatsapp, la telefonata non è più chic.
Queste conversazioni fiume a base di emotion, in cui non si conclude nulla. Volendo, nel frattempo, potevi seguire un corso di cucina, uno di pittura e trovarti 5 mariti ecco.
L’ happy hour che la fa da padrone: fico, mi piace un sacco, ci vado sempre con le amiche. Peccato che sei in un locale con altre 1000 persone accalcate e la musica a palla.
La conversazione più decente che può uscirne è: “Cosa fai nella vita?” “No, grazie. Non mangio formaggio”. Si, insomma una cosa simile.
A momenti nemmeno ti vengono a prendere più sotto casa, figurarsi se ti aprono la portiera.

Potrei raccontarne per ore.
Come dicono le mie amiche, “sono una calamita per amori sbagliati“.
Lo ammetto, è vero.
Ma ci sono uomini in giro che anche uno come Mika diventa papabile e macho.
Capisco che i tempi cambiano, che la crisi ci sta uccidendo ma un “Vestiti e scendi. Sono sotto casa tua” non costa molto e fa tanto Mr. Big.

G.

“All I Want for Christmas is You”: ormai ci siamo!

“C’è la neve nei miei ricordi, c’è sempre la neve e mi diventa bianco il cervello se non la smetto di ricordare…Tanto qua sotto nulla è peccato.”

Mancano solo 4 giorni al giorno più atteso dell’anno. Rullo di tamburi e fiato alle trombe, ormai ci siamo. Amo il Natale, ma più si avvicina e più mi ricordo di essere il Grinch. Sarà che il colorito sbiadito verde mela è il mio tipico allure invernale. Le cause di questa mia trasformazione mi sono ignote ma confido che prima o poi riuscirò a trovarne la motivazione. Tra l’altro dire “amo il Natale” è riduttivo: io adoro il Natale. Sono tra quelle che non vede l’ora sia l’8 dicembre per fare l’albero, che da ottobre inizia a “scocciare” con i regali ma la follia è una delle mie migliori amiche e non faccio testo.

C’è la neve nei miei ricordi del Natale. Ci sono le luci e gli addobbi. Ci sono i biscotti preparati con la mamma, quelli alla cannella con la scorza d’arancia.  Ci sono le vetrine addobbate. Le città in festa. I regali scartati strappando la carta. Le letterine a Babbo Natale, che anche se non ci credi più nel dubbio scrivila, non si sa mai! I baci sotto al vischio. Le parole dette o non dette, quelle sussurrate. Lo smalto e il rossetto rosso. Ci sono le giornate in famiglia, quella di sangue e quella scelta da te: che alla fine questi legami sanguigni sono un po’ inflazionati.  Le cene degli auguri. “All I want for Christmas is you” e “Jingle Bell Rock”, chi non le ha mai cantante o ballate ha avuto un’infanzia triste ed è vivamente consigliato di recuperare subito. C’è il famoso pranzo, quello dove agli antipasti sei già in procinto di esplodere.

Nel mio Natale ci sono anche “Sex and the City” e “Love actualy”: ormai ho capito che non avrò mai una dichiarazione d’amore, tanto meno il giorno di Natale, ma sognare è lecito. Ci sono le storie, il camino e il latte caldo. C’è il cinema: ancora non ho capito perché ma il 25 è il pienone, file al botteghino che nemmeno il primo giorno di saldi. Ci sono le bollicine, fiumi di bollicine e le risate, tante risate. Ci sono i vestiti lunghi, quelli belli, che non vedi l’ora di indossare. C’è lo scintillio, la magia, la voglia di essere buoni e di stare con chi ami.

In fin dei conti io sarò il Grinch, ma se penso a tutto questo il Natale non è poi così male!

G.

Beliebers & Directioners


Ecco ciò che siamo!
Certo non ci vedrete mai in giro con un cappellino con su scritto i loro nomi o una maglietta con le loro foto, ma ci piacciono!
Adesso parlerò al singolare e non più al plurale  comprendendo le altre Sunshine, ma so che sarebbero d’ accordissimo con me.
Non capisco l’ accanimento contro questi ragazzi.
Provengono da famiglie normali, chi dall’ America, chi dall’ Inghilterra, hanno i faccini puliti…i tipici bei visini dei ventenni e sanno vendersi.
Vendersi e non Svendersi.
Nel senso che sanno fare uno show, sanno stare sul palco, sanno muoversi, sanno cantare (ed è inutile che diciate che non hanno una bella voce, perchè se non l’ avessero non sarebbero lì, poi se a voi non piace, bhè..de gustibus non disputandum est si dice..no?) e sono carini – chi più chi meno ovviamente, ma non entro nello specifico –
Ora però va di moda insutarli e andare contro a queste new entry.
Qualche settimana fa mi sono imbattuta per caso in un “documentario” sull’ ultima tournè di Justin Bieber, certamente ci fanno vedere ciò che vogliono loro, ma questo ragazzino riesce a raggruppare per un’ ora e mezzo una miriade di persone che lo vogliono sentire cantare e ballare, si perchè balla pure bene…vi riporto per esempio una performance all’ Arena di Verona : http://www.youtube.com/watch?v=fap76OED4kY e una (soprattutto questa) in Messico: http://www.youtube.com/watch?v=AItoJXEi_hw ! E la stessa cosa si ripete in tutte le piazze del mondo, le ragazzine piangono e cantano con lui all’ unisono, duetta con i grandi dell’ hip-hop e non solo…avete visto il video con Mariah Carrey? Si addice proprio al periodo natalizio, dato che la canzone è la rinomata “All I want for Christmas”: http://www.youtube.com/watch?v=fGFNmEOntFA.
Insomma questo ragazzino americano di 19 anni, scoperto su Youtube nel 2008, di strada e cambiamenti ne ha fatti, tanto da far credere in una conferenza stampa che la sua carriera terminerà dopo l’ uscita del nuovo album, l’ ha buttata lì, magari per scherzo e tutto il mondo ci ha creduto e le sue fan si stanno per strappare i capelli.
Justin, a parer mio, con gli allenamenti e le prove e i tour…de force che affronta, è un ragazzo con i cosiddetti controco*****i, che si merita tutto il successo che ha, poi, che ve lo dico a fare, in America c’ è un business pauroso dietro a questi talenti, tale da portarli alle stelle!

Passiamo adesso ai One Direction.
Niall Horan, Zayn Malik, Liam Payne, Harry Styles e Louis Tomlinson.

Mia sorella aveva messo il cognome di Harry prima ancora del nostro su fb.
Come lei, milioni e milioni di ragazzine nel mondo.
Poi …Puf! ..sparito il suo cognome dal suo profilo facebook e cambiata la sua idea sul caro Harry Styles, quasto perchè tra i ragazzini c’è invidia verso questi teenagers che “ce la fanno”.
Perlomeno io la penso così, credo che la critica verso di loro parta da ragazzini loro coetanei invidiosi, che iniziano a denigrare le loro canzoni, il loro aspetto, le loro voci e via dicendo, questo atteggiamento si sparge e diventa una catena..
Questi cinque, che sono partiti da Xfactor UK, scartati alle audizioni come solisti, ma poi accorpati nella boy band che tuttora formano, hanno fatto già il giro del mondo e con loro la loro musica.
Hanno faccini molto british e tanta classe, nei loro ciucciatissimi pantaloni, quelle giacchine avvitate e i cappelli appoggiati sulla nuca.
Anche loro hanno le giornate molto impegnative, girano come trottole, anche se sono dei piccoli fanciulli il cui cordone ombelicale dovrebbe essere ancora attaccato, provano, registrano, fanno tournèe infinite con date improponibili che magari fanno sì che loro nel giro di tre giorni riescano ad essere in 5 posti del mondo differenti.

E se a voi vi sembrano ridicole le ragazzine che piangono mentre assistono ad un loro concerto (perchè sui social ho letto questa sorta di commenti da parte di ragazzi di ogni età dopo la finale di Xfactor Italia), a me sembrate ridicoli voi che sbavate sopra foto di culi gnudi (e non solo) di porno-attrici…ma d’ altronde non è e non sarà la prima volta.. in entrambi i casi – concentrandoci sulla dimensione musicale basti pensare ai Beatles, Take That, Backstreet Boys, 5ive…ecc ecc ecc!

Dopo scritto ciò i miei idoli sono Justin Bieber, i One Direction e Nick Roux (l’ ultimo c’ entra poco qui, ma ci sta sempre bene!!!)

Jane by Design

Il problema è che…mi affeziono.
Sì è proprio così.
Sembro scema e mi sento un pò come Scarlett, la protagonista del libro di Ali Mcnamara “Innamorarsi a Notting Hill”, ma di tutte le serie tv che adoro ne faccio il mio mondo.
Non mi piace guardarle in itinere, a seconda dei palinsesti televisivi, ma le risfodero dopo e me ne faccio una grande scorpacciata.
Ho appena terminato una maratona di nome “Jane by design” (Jane stilista per caso).
Ebbene…ero con lei, ero a scuola, ero in casa sua, ero al suo lavoro.
Lei, la sedicenne Jane, si ritrova per caso nel mondo del lavoro, in una grandissima casa di moda di New York, nasconde a tutti la sua doppia vita, tranne che al migliore amico: un figo di nome Billy; prende svariate cotte, ma sempre e comunque non riesce a dare di più..il suo cuore incosciamente appartiene a qualcun altro.
Il bello è che dopo le farfalle allo stomaco, le lacrime, la gioia e il disprezzo che queste 18 puntate mi hanno fatto provare, scopro che la seconda stagione non è mai andata in onda e forse mai ci andrà, perchè la ABC ha deciso che gli ascolti non erano abbastanza e quindi l’ ha cancellata.
Perciò sono rimasta con grandi punti interrogativi….

Per tutte le patite di serie tv metto il link per guardare le puntate della prima (e spero non unica) stagione: http://www.filmsenzalimiti.net/jane-stilista-per-caso.html e qualche foto… 🙂
Buona visione!

Se anche voi vi siete affezionati a questa serie tv e volete vedere la seconda stagione, firmate la petizione, magari la abc si rende conto che lo show ha molti fan: http://www.change.org/petitions/abc-family-i-don-t-want-abc-family-to-cancel-jane-by-design

CAST:

La protagonista Jane è Erica Dasher:


Uno dei coprotagonisti e l’attore Nick Roux:

Poi c’ è Andie Macdowell, Grey, il capo di Jane, che non dice: “perchè noi valiamo”, bensì qui il suo motto è: “Voglio la perfezione!”

Il fratello di Jane, Ben, è David Clayton Rogers:

La “it girl” della scuola Lulu invece è Meagan Tandy:


Matthew Atkinson impersonifica Nick, il giocatore di baseball della scuola a cui tutte vanno dietro:

La coordinatrice scolastica Rita Sho è l’ attrice Smith Cho:

Passando ai colleghi di lavoro di Jane troviamo…
India de Beaufort in…India:

Rowly Dennis in Jeremy:

Cara te…

Cara te,

che non mi conosci e non so chi sei, ma perdi cinque minuti del tuo tempo per leggere questa rubrica di una ragazzetta un po’ svampita. In senso buono s ‘intende, perché dimentico appuntamenti, perdo cose e vivo di post-it che puntualmente attacco in posti in cui dimentico di guardare. Svampita come la mia tinta, che se non la tonalizzo va a finire divento gialla come il canarino Titti (purtroppo sono biondo cenere e il biondo cenere non mi rappresenta abbastanza).
Questa lettera è dedicata a te e a tutte le donne.
Perché l’universo femminile è grande e capace di tante cose, perché ci sono “uomini che odiano le donne” e perché non basta l’8 marzo a ricordarci l’importanza che abbiamo.

Alle amiche, che quando riusciamo a fare davvero gruppo sappiamo essere grandiose.
A quelle che hanno sempre da parlar male delle altre, perché diciamolo: l’invidia porta un tacco 15.
A noi che crediamo nei due giorni di detox riparatori di tutti i carboidrati ingurgitati.
Alle chiacchiere serali, in macchina, con il freddo fuori e l’ultima sigaretta che non lo è mai.
A noi che abbiamo aspettato ore davanti al telefono una chiamata mai arrivata.
A quelle che non sanno cucinare nemmeno un uovo al tegamino ma spacciano per “fatto con le loro manine” il risotto pronto della Knorr.
A noi che lo spritz del venerdì, accompagnato dal gossip selvaggio, ci salva dalla settimana appena trascorsa.
A tutte le volte che abbiamo detto “da lunedì dieta e palestra”.
A noi che siamo sempre “il troppo” in tutto: nelle emozioni, nei colori, nei sentimenti, nei gesti. Al “Non ho niente da mettere” davanti ad un armadio in cui non entra più nulla.
A noi che sappiamo amare fino all’ultimo.
Alle serate passate sul divano con la tazza di latte caldo e la coperta.
A noi che quando un uomo ci lascia corriamo dal parrucchiere.
A tutte le scarpe comprate che non sono mai troppe.
Alla lacrimuccia sfuggita nelle commedie rosa, perché sappiamo essere romantiche.
A noi che siamo tostissime e facciamo le dure, per poi scioglierci davanti ai fiori in ufficio.

Potrei continuare elencando una moltitudine di cose ma dirò semplicemente:
alle donne, perché nel bene e nel male, siamo la ciliegina sulla torta della vita.

 

Torino, Natale e…Shopping!

C’è poco da fare… Le città sotto Natale hanno un’aria veramente magica.
Torino, la città di mia mamma e dei miei cari nonni, la vedo sempre molto nobile e romantica. Quelle vie imponenti e piene di luci mi fanno sempre sognare… Musichette natalizie ovunque, che allegria!
Due cose sono d’obbligo quando vado a Torino: fare rifornimento di shopping e di cibo della nonna.

In queste foto il riassunto di questi tre bellissimi giorni!

 

 

I nostri giri…

I miei acquisti:

Ecco gli abbinamenti:

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GINGERBREAD alias Pan Di Zenero! (ricetta per bimby)

Sono ritornata in possesso del mio Bimby.
Ogni giorno è lì in quell’ angolo che mi chiama, mi chiama, mi chiama…nel giro di poco ho ceduto!
Stamani dovevo uscire a fare delle commissioni, ma sono rimasta in casa a fare i biscotti allo zenzero.
Buonissimi e profumatissimi, il loro odore che esce dal forno caldo inebria tutta la casa di un’ atmosfera natalizia.
Sono biscotti originari dei paesi anglosassoni.
I tipici sono quelli a forma di omino col contorno di glassa di zucchero e il viso sorridente stilizzato, proprio come l’omino di Pan di zenzero del cartone animato Shrek, di nome Zenzy…a quelli di oggi ho preferito la forma a cuore.

Questa è la ricetta che ho seguito con il Bimby:

Ingredienti:

350g Farina
150g Miele
2 cucchiaini di Cannella
2 cucchiaini di Zenzero in polvere
1/4 cucchiaino di Noce Moscata
1 cucchiaino di Bicarbonato (non è indispensabile secondo me, è solo per dare un pò più di colore)
1 Uovo
100g Zucchero
150g Burro

Preparazione:

Inserire nel boccale il burro, a temperatura ambiente, e lo zucchero. 50 sec. Vel 3.

Aggiungere l’ uovo e il miele. 15 sec. Vel 4.

Aggiungere gradualmente la farina, la cannella, la noce moscata, lo zenzero e mescolare. 10 sec. Vel 5.

Impastare. 1 min. vel. Spiga.

 

Togliere l’ impasto dal boccale e stenderlo, dare la forma che si vuole.

Infornare 20 min a 180°.

 

Il sacchettino fiorito con cui li ho confezionati che vedete nella foto, l’ ho preso su www.decochic.it. Nel sito c’ è tanto altro e tutto veramente molto carino!

Lunga vita alle bacche di Goji

Niente “Ode al tempo”, niente “Che rumore fa la felicità?”, niente di tutto questo. Solo “Lunga vita alle bacche di Goji” che, non a caso, sono definite “il frutto della longevità”. Ma cosa sono le bacche di Goji? E soprattutto cosa hanno di così speciale?

Ultimamente questo frutto è diventato la nuova frontiera della moda. Famoso non solo tra le star ma anche tra tutte noi che non siamo stelline dello spettacolo ma magari andiamo a fare la spesa con un vestito di paillettes, ecco! Leggevo un’intervista in cui qualcuno se ne usciva con: “La mia colazione preferita? Un tazza di caffè bollente, yogurt magro e bacche di Goji”; andavo al supermercato e la signora in fila al pane con me parlava con la sua vicina “Una mia amica mi ha regalato una busta di bacche di Goji, dice che fanno miracoli”. La mia curiosità cresceva: non solo dovevo sapere cosa fossero queste bacche, dovevo averle! Più o meno come si desidera che lo stiletto di Gucci appaia magicamente sotto il tuo albero di Natale. (Ma questa è un’altra storia…)

Mi sono documentata, devo dire non poco visto il mio naturale scetticismo e, dulcis in fundo, le ho provate in prima persona. Dopo una settimana posso ammettere che sono effettivamente fantastiche, anche se ho provveduto ad inserirle nella lista delle cose più sgradevoli da ingurgitare (almeno per me, ma quelli sono gusti).

Voglio quindi spiegarvi cosa sono. Proveniente dalla Mongolia, il Goji, è un arbusto della stessa famiglia dei pomodori che si è guadagnato il nome di “frutto della longevità” grazie alle sue qualità benefiche per l’organismo. Queste bacche sono infatti un concentrato di vitamina C, vitamina E, zinco e cromo (che attivano il metabolismo). Ma quali sono i loro benefici principali? Non solo aiutano a rinforzare il sistema immunitario e a disintossicare il fegato, migliorano la resistenza muscolare, sostengono l’organismo nei periodi di stress e soprattutto, cosa che interessa di più alle donne, sono utili per l’idratazione e l’elasticità della pelle.

Io ne assumo 30 grammi al giorno in genere nello yogurt, ma i loro usi sono molteplici: a bagnomaria, semplicemente come frutto, nelle insalate, nella macedonia…insomma come volete voi! Come vi ho detto io ne sono letteralmente entusiasta, soprattutto per gli ottimi risultati. Detto questo è chiaro che non sono un medico e che questo è solo un post sull’argomento con relativo punto di vista. Vi consiglio quindi di informarvi prima di assumerle se avete allergie o patologie particolari.

Diario di una wag di serie B….parte IV.

Si avvicina il Natale.
Il Natale per noi di “seconda serie” è un Natale a metà.
La Lega ha visto bene di fare con la serie B un esperimento all’inglese, facendo la pausa del campionato non per il periodo natalizio, ma i primi di gennaio.
E che Natale è se la tua propria famiglia (tuo marito) è in ritiro?
Certo ci sono babbo, mamma, fratelli, nonni, zii, cugini.. altrimenti non potrebbe essere 25 Dicembre, ma la tua metà non può esserci.
Perciò dico che è un Natale a metà!
Il 24 per me deve essere rigorosamente tutti insieme a casa di nonna, mangiando il pesce, non ad una cena di squadra, non è la stessa cosa senza famiglia.
Il 25 non è 25 se la mattina lascio mio marito in ritiro e dopo mi faccio chilometri in macchina per raggiungere i miei.
Non voglio nemmeno pensare a quando avrò figli, che si sveglieranno dicendomi “perchè papà lavora per Natale?”, però è così e il babbo ci sarà in tante altre occasioni. 🙂

Ultimamente leggo tanti post con su scritto che non è più come una volta e che le luci per la strada e l’albero in casa mettono tristezza.
Per me è il periodo più bello dell’ inverno.
Non amo il freddo, ma in questi giorni mi passa meglio.
Scendere a fare una passeggiata e vedere tutto illuminato, regala un’ atmosfera magica.
In questi giorni possiamo mettere da parte la crisi economica?
Fermiamoci a guardare le vetrine con grandi alberi, palle luccicanti, renne e umpa lumpa.
Facciamo regali, anche fosse solo un bigliettino con uno cioccolatino.
A me piace tantissimo incartare i regali da sola, scegliere la carta, sentire le forbici che scorrono su di essa, fare i riccioli al nastro…
Mi piace fare l’ albero tutti insieme in casa, di domenica e sbagliare sempre a mettere le luci dopo e non prima delle altre decorazioni!
Il Natale te lo crei, non togliamo la magia che porta questo periodo.
Anche se Santa Claus non esiste, non lo diciamo troppo a voce alta.
Se avete bambini fateli sognare, non c’ è crisi che tenga davanti ai sogni di un bimbo.
Sognate voi in primis, , non si è mai troppo grandi per farlo.
Decorate la vostra casa come non ci fosse un domani, vi assicuro che sarà moto più calda ed accogliente, di qualunque metratura essa sia!

 

In anticipo… BUON NATALE!

Think pink, Be happy

Il rosa e le sue sfumature: il colore dell’inverno che va tanto di moda. Il colore che ti fa tornare bambina.
Quando senza pensieri di bollette, affitto, lavoro, giocavi con le Barbie.
Quella bambola perfetta nello stereotipo americano: la ragazza bionda con gli occhi azzurri della porta accanto, che sfido chiunque a non aver sognato di essere lei almeno una volta.
Il rosa dei tramonti e delle albe, perdersi guardandoli cercando di riempire gli occhi di tanta bellezza che quell’istante è solo per te e per nessun altro.
Il rosa leggero dei Marshmallow mangiati con le amiche, quando nessuno vi vede, perché se mangi qualcosa e nessuno ti vede quelle calorie non contano! E dividerle con le amiche fa meno “senso di colpa”.
La leggerezza di un fenicottero, elegante ed esile.
Rosa come le peonie, che adoro e che gli uomini regalano sempre troppo poco.
Rosè come il vino e se sono bollicine anche meglio.
Come il blush, che fa tanto bambola e che alle bionde dona.
Due passate di smalto, cipria: il rosso è intramontabile ma, ogni tanto, mettere la “femme fatale” nell’armadio fa bene.
Datemi un cappotto, rosa, manderò via il grigiore delle giornate.
Voglia di Big Babol e del ritorno degli anni 80.
Il rosa di un vestito a palloncino anni 50, indossato con un bomber in eco pelliccia e magari un paio di converse…sembrerò una caramella, ma voglio andare a cogliere margherite così.
Il rosa dei romanzi e delle commedie.
Degli outfit di Charlotte in Sex and the City, che siamo ragazzette romantiche anche noi.
“Think Pink, Be Happy”, perché a volte il nero snellisce solo l’umore!